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Progetti di ricerca

DOPPIA PIRAMIDE

La piramide alimentare a sinistra si basa sui principi della dieta mediterranea, definita dalla FAO come modello alimentare sostenibile e il cui valore nutrizionale è riconosciuto da quasi 70 anni. La dieta mediterranea è ricca di verdure, frutta, frutta secca, cereali non raffinati, e prevede un consumo discreto di pesce e un consumo limitato di carne rossa e grassi saturi. Diversi studi hanno confermato che seguire la dieta mediterranea può portare a evidenti benefici sulla salute, riducendo il tasso di mortalità e il rischio di malattie cardiovascolari, malattie metaboliche e alcune patologie oncologiche. La dieta mediterranea è stata spesso rappresentata sotto forma di piramide. La parte più larga della piramide, la base, illustra come una dieta ben equilibrata dovrebbe basarsi principalmente sul consumo di alimenti vegetali; la parte più piccola della piramide, il vertice, indica invece quegli alimenti che dovrebbero essere consumati moderatamente. Dopo oltre 50 anni di ricerca, nel 2013 la dieta mediterranea è stata riconosciuta dall’UNESCO patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Doppia Piramide

La piramide ambientale classifica gli alimenti in base all’impatto ambientale da essi generato, e crea così una piramide capovolta che riporta al vertice gli alimenti maggiormente dannosi per l’ambiente e che rispecchia in gran parte l’ordine degli alimenti rappresentati nell’adiacente piramide alimentare. La doppia piramide illustra la relazione inversa fra gli alimenti con un alto valore nutrizionale e il loro impatto sull’ambiente: gli alimenti a minore impatto ambientale sono gli stessi per i quali i nutrizionisti consigliano un consumo maggiore, mentre quelli con un’impronta ambientale più marcata sull’ambiente vanno consumati con moderazione.

Metodi e fonti dati

La piramide alimentare è un modello riassuntivo delle numerose linee guida elaborate in tutto il mondo sulla dieta mediterranea. La piramide organizza gli alimenti in base alla quantità di consumo consigliata, seguendo i principi della dieta mediterranea: pertanto, frutta, verdura e cereali si trovano nella metà inferiore della piramide mentre carni rosse, zuccheri e grassi si trovano al vertice. Il messaggio chiave che emerge dalla piramide alimentare è che il nostro regime alimentare dovrebbe basarsi principalmente su alimenti di origine vegetale, in quanto ricchi di vitamine, minerali, fibre, carboidrati complessi, acqua, e proteine vegetali, mentre il consumo degli alimenti presenti al vertice della piramide, ad alto contenuto di grassi saturi e zuccheri semplici, dovrebbe essere moderato. Il consumo giornaliero consigliato per ciascun tipo di alimento è stato definito dalle “Linee guida per una sana alimentazione italiana”, un documento pubblicato dal Centro Italiano di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione.

Per elaborare una stima dell’impatto sul pianeta di ciascuno dei tipi di alimenti considerati è stato utilizzato il metodo Life Cycle Assessment (LCA). Il LCA è una tecnica obiettiva usata per valutare il consumo di energia e il carico ambientale di un processo (che può essere un’attività o un servizio) e prende in considerazione l’intera catena di produzione. I risultati sono stati espressi attraverso tre diversi indicatori ambientali:

  • Carbon footprint, che quantifica le emissioni di gas a effetto serra responsabili del cambiamento climatico in termini di kg di CO2 equivalenti;
  • Water footprint (o virtual water content), calcolato come il volume totale di acqua dolce consumato per produrre un tipo di alimento;
  • Ecological footprint,un indicatore composito che utilizza fattori di conversione ed equivalenze specifiche per misurare l’impatto antropico, considerando i diversi modi in cui le risorse ambientali vengono impiegate. Questo impatto viene valutato in termini di ettari o metri quadrati a livello globale ed è calcolato come la somma dei terreni coltivati, dei pascoli, delle foreste e delle zone di pesca necessari per: (i) produrre gli alimenti e l’energia essenziali per le attività umane; (ii) assorbire tutti i rifiuti emessi; (iii) fornire spazio sufficiente per le infrastrutture.
I dati sono stati ottenuti da banche dati e studi scientifici di ricerca accessibili al pubblico e confrontati in un apposito database. Più di 1200 dati sono stati comparati utilizzando più di 250 fonti. I valori ottenuti per ciascuno dei tre indicatori ambientali fanno riferimento a 1 kg (o litro) di cibo. I risultati per ciascuno dei tre indicatori ambientali considerati sono presentati sotto forma di diverse piramidi ambientali. Tuttavia, per fornire uno strumento di comunicazione più efficace, solo l’impronta ecologica è stata utilizzata come indice di riferimento nella creazione della piramide ambientale. È stata scelta l’impronta ecologica in quanto l’unità di misura è più facile da raffigurare e comprendere rispetto a quelle degli altri indicatori. Inoltre, questa impronta considera più fattori di impatto ambientale simultaneamente.

Per ulteriori informazioni sul database e sull’analisi dei dati, consultare la scheda tecnica relativa alla doppia piramide disponibile al seguente link.

Il modello della doppia piramide è stato presentato in occasione di diverse conferenze scientifiche internazionali e pubblicato in numerosi libri e riviste accademiche, fra cui:

Il libro "Eating Planet" Il libro "The Water We Eat" La rivista "Frontiers in Nutrition"
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