Oltre gli OGM. - Le biotecnologie in ambito agroalimentare

Si ritiene che la sostenibilità sia il criterio base attraverso il quale valutare la capacità delle biotecnologie di rispondere alle sfide del futuro. Il paper analizza l’ingegneria genetica e le nuove biotecnologie applicate all’alimentazione, OGM e non OGM, nei paesi emergenti e sviluppati.

Per rispondere alle sfide future lanciate dalla crescita demografica globale, dai cambiamenti climatici, dalla scarsità di acqua e carburanti, l’agricoltura sostenibile deve produrre cibo ma al contempo promuovere la biodiversità delle colture e dell’ecosistema che lo ospita, proteggere le aree coltivabili dall’impoverimento e dai dissesti idrogeologici, limitare l’uso dei fertilizzanti e agrochimici in generale e il consumo di combustibili fossili. L’agricoltura del futuro dovrà, tuttavia, garantire anche redditi adeguati ai coltivatori e prezzi accessibili per i consumatori.

È difficile immaginare il raggiungimento di tali obiettivi senza forti investimenti sul piano dell’innovazione, in molti casi con l’aiuto delle biotecnologie agroalimentari, inteso come quell’ampio comparto tecnologico che comprende un insieme di tecniche e strumenti finalizzati allo studio e alla modificazione e selezione di cultivar adeguate alla produzione o lavorazione di prodotti agroalimentari.

Questo paper, superando i pregiudizi e i luoghi comuni, analizza il ruolo delle biotecnologie (OGM e non) nel settore agroalimentare nei vari Paesi, focalizzandosi sul loro grado di diffusione, sugli obiettivi dei programmi di ricerca, la regolamentazione nazionale adottata e il grado di accettazione da parte della pubblica opinione.
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