Il costo del cibo e la volatilità dei mercati agricoli - Le variabili coinvolte

La nuova fase di rapido aumento dei prezzi del cibo ha destato l’attenzione globale per le possibili conseguenze sociali ed economiche. Proposta di un modello per interpretare l’andamento dei prezzi delle commodity.

A partire dalla seconda metà del 2010 i prezzi sui mercati delle materie prime agricole hanno iniziato ad aumentare molto rapidamente: nel periodo compreso tra luglio 2010 e febbraio 2011, il FAO Food Price Index è cresciuto del 38%, raggiungendo un picco superiore a quello registrato durante la crisi alimentare del 2008. In 12 mesi, da giugno 2010 a giugno 2011, il solo prezzo dei cereali è cresciuto del 71%. La Banca Mondiale ha stimato che questi balzi in alto dei prezzi hanno spinto altri 44 milioni di persone al di sotto della soglia di povertà.


Inoltre, si osserva un preoccupante aumento della volatilità dei prezzi che genera incertezza ed instabilità nei mercati. La volatilità dei mercati agricoli, in effetti, rappresenta un fenomeno per molti versi nuovo, che desta preoccupazione perché, con ogni probabilità, l’attuale situazione è destinata a permanere nel tempo, mettendo sotto pressione l’intero sistema agroalimentare, se non verranno trovate e condivise soluzioni efficaci.


Non si tratta di un problema esclusivamente economico o di una preoccupazione che riguarda i soli attori della filiera agroalimentare, considerato che questa maggiore instabilità ha conseguenze drammatiche, soprattutto per gli abitanti dei Paesi più poveri del mondo.


Quali sono le ragioni di questa discontinuità? Cosa è cambiato rispetto al passato recente?

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