Doppia Piramide 2014 - Quinta edizione: stili alimentari e impatto ambientale

L’importanza dell’alimentazione per la salute viene ogni giorno confermata da nuovi studi. Altre ricerche negli ultimi anni hanno dimostrato che quello agroalimentare è uno dei comparti maggiormente responsabili delle emissioni di gas serra e del consumo di acqua. A fronte di queste evidenze scientifiche, la consapevolezza delle persone sul fatto che gli alimenti dei quali i nutrizionisti consigliano un consumo più frequente sono anche quelli che hanno un minor impatto ambientale, è cresciuta molto più lentamente. Ecco perché, anche quest’anno, il Barilla Center for Food and Nutrition ripropone la doppia piramide alimentare-ambientale, in una versione aggiornata e attenta a ricomprendere i risultati delle più recenti ricerche.

Il modello della Doppia Piramide alimentare e ambientale, presentato dal BCFN per la prima volta nel 2009, nel tempo si è trasformato in una vera e propria linea di ricerca: un percorso di studio che si è arricchito anno dopo anno attraverso nuove tappe e argomenti scientifici che hanno consolidato lo schema iniziale.

L’intuizione che ha portato a costruire la piramide ambientale come immagine capovolta della classica piramide alimentare, comunicando, per la prima volta, la relazione inversa tra alimenti nutrizionalmente raccomandati e impatto ambientale, non è stata quindi il punto di arrivo ma quello di partenza di un progetto sempre più articolato. Nelle edizioni del documento che si sono succedute in questi cinque anni non solo è quasi decuplicata la mole di dati scientifici a supporto e conferma della tesi iniziale, ma sono state proposte alcune declinazioni del modello che tenevano conto delle diverse esigenze nutrizionali, a partire da quelle dei bambini.

Si è poi deciso di fare un passo avanti, cercando di capire quali potessero essere le azioni più efficaci per trasformare la nuova consapevolezza rappresentata dalla Doppia Piramide in rinnovati stili alimentari. È evidente infatti che occorre trovare nuovi modi per aiutare le persone a migliorare i propri comportamenti, perché anche le più consapevoli non sempre sono in grado di modificare le proprie abitudini, in molti casi confermate quotidianamente da pubblicità e altre forme di promozione. Si è inoltre affrontata la questione dei prezzi, che può condizionare le scelte, soprattutto di chi, essendo meno informato, non è in grado di valutare correttamente tutte le alternative di acquisto. In questa prospettiva la famiglia, tradizionalmente depositaria della cultura alimentare e principale attore nel processo di formazione dei giovani, va sostenuta nel suo compito educativo.

Ecco perché diventa sempre più necessaria la collaborazione di altri soggetti istituzionali (a partire dalla scuola), e privati, come le imprese alimentari e gli operatori della distribuzione, così come dei media sia nuovi sia tradizionali.

Il primo messaggio diffuso dal BCFN in questi anni è che il cibo rappresenta il fattore più rilevante della sostenibilità globale (secondo solo all’ industria dell’energia): ridurne l’ impatto è una priorità per tutti gli attori della filiera, perché chi non è parte della soluzione è parte del problema. In questo contesto risulta centrale il tema del prezzo perché può condizionare le scelte, soprattutto se si considera quanto per le persone sia difficile comparare il valore reale di cibi diversi e accedere a tutte le alternative di acquisto proposte.

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