28 lug 2015

LABORATORIO INTERNAZIONALE DELLA COMUNICAZIONE 2015: MARTEDI’ 28 LUGLIO PREMIO GAMAJUN ALLA FONDAZIONE BARILLA

Il lavoro della Fondazione, nata nel 2009 per analizzare i grandi temi legati all’alimentazione e alla nutrizione, ha ispirato la Carta di Milano, il documento voluto dal Governo italiano come vera eredità di Expo 2015.

Il direttore del Lab, Emanuela DeMarchi: “È un ulteriore contributo del Lab a favore della conoscenza di un modo diverso di pensare al cibo e alla nutrizione rimettendo al centro del dibattito i veri protagonisti: scienziati, produttori, imprenditori, innovatori, e naturalmente i giovani”.

Arriva a Gemona, per iniziativa del Laboratorio internazionale della comunicazione, la Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition (Bcfn), centro di pensiero e di proposte nato nel 2009 con l’obiettivo di analizzare i grandi temi legati all’alimentazione e alla nutrizione nel mondo. Fattori economici, scientifici, sociali e ambientali vengono studiati, attraverso un approccio multidisciplinare, nel loro rapporto di causa – effetto con il cibo.

Martedì 28 luglio, alle ore 12, nella sala consiliare del Comune di Gemona la Fondazione Barilla sarà premiata con il Gamajun international Award-Premio Bruno De Marchi – nato nel 1990 –, riconoscendo nella Fondazione BCFN “un cardine per la ricerca sui grandi temi alimentari e ambientali che determineranno il futuro del pianeta”, spiega il direttore del Lab, Emanuela DeMarchi.

A ritirare il prestigioso riconoscimento sarà Guido Barilla, presidente della Fondazione e del Gruppo Barilla, che una recente ricerca di Deloitte ha individuato tra le 250 aziende di beni di consumo più influenti al mondo.

Nel 2013 il BCFN ha promosso il Protocollo di Milano, documento con l’obiettivo di sensibilizzare il governo e le istituzioni sull’urgenza di agire per rendere il sistema alimentare globale realmente sostenibile. Nato da un’idea del comitato scientifico della Fondazione, il Protocollo si è avvalso del parere di 500 esperti internazionali, e ha raccolto il supporto di più di cento organizzazioni e 15.000 persone.

Il Protocollo di Milano è uno dei documenti che ha ispirato la Carta di Milano, la proposta di accordo mondiale per garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti, voluta dal Governo italiano come eredità di Expo Milano 2015 e che verrà consegnata al Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon.




I temi legati a cibo e alimentazioni sono stati posti a fondamento dell’edizione 2015 del Lab che, nell’anno dell’Expo, “chiude un percorso iniziato nel 2013 con Slow Food e Carlo Petrini a favore della conoscenza di un modo diverso di pensare al cibo, alla biodiversità, al paesaggio, al gusto, rimettendo al centro del dibattito i veri protagonisti: produttori, imprenditori, innovatori, giovani”, afferma il direttore DeMarchi.

Un percorso sugellato dall’assegnazione del Gamajun international Award alla Fondazione Barilla, un premio voluto dal Lab per proporre all’attenzione dei più un personaggio o una realtà che “per il suo ruolo sociale e con la propria operosità abbia esaltato la dignità e la virtualità dell’uomo; promuovendo la conoscenza della specificità della propria cultura e dei valori idali di cui è portatore; rendendo in tal modo più ricco il mondo; praticando la collaborazione e l’intesa con uomini di cultura di altri popoli in una tensione di promozione dello spirito che si muove verso la prospettiva di un’umanità armoniosamente unita”.    

La consegna del premio sarà preceduta, alle 10.30, da una conversazione dei 90 studiosi di italianistica del Lab sul tema “Il valore del cibo per le persone e per il pianeta”.

Il Lab e il premio Gamajun hanno il sostegno delle istituzioni del Friuli Venezia Giulia, a partire da Regione, Provincia di Udine e Comune di Gemona, Università degli studi di Udine, Fondazione Crup e ogni anno si alimenta di nuova linfa.

Alla cerimonia di premiazione prevista la partecipazione della presidente della Regione, Debora Serracchiani, del presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, del sindaco di Gemona Paolo Urbani e del presidente della Fondazione Crup, Lionello D’Agostini.

Il Lab 2015 si è aperto il 23 luglio si concluderà il 14 agosto. Vi partecipano 90 giovani studiosi, tra cui 6 discendenti di emigranti friulani, provenienti da 32 paesi (dall’Uruguay alla Cina, dal Kenya agli Usa) di quattro continenti.
Nato a Roma nel 1963 per iniziativa dell’Università cattolica di Milano, il Laboratorio internazionale della comunicazione è arrivato in Friuli Venezia Giulia nel 1980. I partecipanti al Laboratorio sono giovani stranieri studiosi, artisti, professionisti nel campo della comunicazione letteraria, cinematografica, teatrale, giornalistica e delle arti figurative. Sono buoni praticanti della lingua italiana e si mostrano interessati ad aggiornarsi sulla realtà italiana contemporanea. Nei giorni che gli studiosi trascorrono insieme a Gemona, le 5 ore accademiche quotidiane (2 ore di lingua al giorno divise in 5 livelli di competenza e 3 ore di aggiornamento culturale divise in 2 livelli di competenza) sono integrate nel pomeriggio da 3 ore di workshop creativi (Botteghe di giornalismo e radio; musica; teatro; videotelevisione; movimento e improvvisazione; street-art) e da un calendario di eventi di spiccata rilevanza culturale aperti al territorio. Quest’anno il tema che li lega è: “Vocazioni d’Italia: cibo, gusto e paesaggio”.

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