11 lug 2018

GIORNATA MONDIALE DELLA POPOLAZIONE, FONDAZIONE BARILLA: “SISTEMI ALIMENTARI SOSTENIBILI FONDAMENTALI PER GARANTIRE CIBO PER TUTTI”

• Oggi la sfida dell’agricoltura è creare un sistema in grado di produrre cibo salutare in modo sostenibile per sfamare gli oltre 11,2 miliardi di persone che popoleranno il mondo nel 2100

• Il nostro modo di produrre cibo è causa e conseguenza dei cambiamenti climatici. E gli stessi cambiamenti climatici sono ancora oggi tra le cause principali di migrazioni





In un mondo che è destinato a crescere, con la popolazione mondiale che da qui al 2100 arriverà a 11,2 miliardi di persone1, tra le sfide da dover affrontare se si vuole garantire la parità di genere e la lotta alla povertà troviamo: migliorare la produzione alimentare, garantire cibo per tutti e incidere sui flussi migratori. Tutte e tre queste tematiche possono essere risolte guardando al cibo e ai sistemi alimentari sostenibili come soluzione concreta. Perché se da una parte la “Giornata Mondiale della Popolazione”, che ricorre l’11 luglio, guarda proprio alla “pianificazione familiare” e al diritto alla procreazione, non si può pensare a una sopravvivenza “sana” di quella stessa popolazione senza accesso al cibo. E’ questa la proposta lanciata dalla Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN). Già oggi, non si può sottovalutare che per sfamare l’intera popolazione mondiale (composta da circa 7,6 miliardidi persone), ci sarà bisogno di oltre il 60% in più dell’attuale produzione di cibo. Eppure, in 40 anni il 30%3 dei terreni  è diventato improduttivo a causa di fenomeni come l’erosione o il “sovrasfruttamento” del suolo e perché i cambiamenti climatici hanno reso sempre più difficile la coltivazione, spingendo un numero sempre maggiore di persone a migrare alla ricerca di cibo e di migliori condizioni di vita. 

Come riuscire a ripensare il nostro sistema alimentare e l’agricoltura garantendo un futuro dignitoso a tutti, in linea con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) promossi dalle Nazioni Unite all’interno dell’Agenda 2030? “Di fronte a una popolazione mondiale sempre crescente, oggi l’agricoltura si trova ad affrontare la sfida più grande: provvedere al fabbisogno alimentare di tutti, limitando però l’impatto sull’ambiente. Come Fondazione BCFN da anni ci impegniamo a proporre possibili soluzioni che consentano di introdurre nuovi approcci al sistema cibo, dall’agricoltura al consumo, e promuovere la sostenibilità ambientale e sociale, in modo da garantire il benessere di tutti e, al tempo stesso, fare del bene al Pianeta” – ha dichiarato Marta Antonelli, Responsabile del Programma di Ricerca di BCFN.

CREARE SISTEMI ALIMENTARI SOSTENIBILI E CAMBIARE LA DIETA PER MITIGARE I CAMBIAMENTI CLIMATICI

Dal 1990 a oggi sono andati perduti 129 milioni di ettari di foresta che equivalgono a un'area grande quasi quanto il Sudafrica, un fenomeno di cui è responsabile per l’80% la produzione alimentare. Ma c’è di più. Il modo in cui produciamo il cibo, oltre ad avere un impatto sulla disponibilità di terra coltivabile, influisce in modo significativo anche sui cambiamenti climatici. Basti pensare che l’attività agricola da sola produce il 24%4  dei gas serra globali e consuma il 70% dell’acqua dolce disponibile. Si parla di un contributo dell’agricoltura pari al 30% delle emissioni di gas serra, contro il 23,6% del riscaldamento e il 18,5% dei trasporti. Per impattare meno sull’ambiente e sui cambiamenti climatici è quindi fondamentale ripensare i nostri attuali sistemi alimentari favorendone la formazione di nuovi e più sostenibili. Qualche esempio? Privilegiare le coltivazioni che richiedono meno uso di suolo e acqua (come per esempio legumi e cereali), continuare a innovare nel settore creando sistemi autonomi (es. l’acquaponica) in grado di auto alimentarsi, evitare il sovrasfruttamento del suolo riproponendo la rotazione delle colture per non impoverire il territorio… E in questa partita, tutti noi possiamo svolgere un ruolo cruciale preferendo alimenti in base alla loro impronta ecologica, ossia l’impatto che la loro produzione può avere sull’ambiente, e privilegiando frutta e verdura, cereali integrali, legumi e olio extra vergine di oliva. Sono gli alimenti più comuni della Dieta Mediterranea, considerata in tutto il mondo come il modello alimentare migliore per prendersi cura della propria salute e dell’ambiente. 

CAMBIAMENTI CLIMATICI E MIGRAZIONI: DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

Il ruolo svolto dai sistemi alimentari è centrale per capire il fenomeno delle migrazioni. I principali flussi migratori sono infatti spesso provocati da alcuni fattori tra cui: rapida crescita demografica, instabilità politica, povertà rurale e insicurezza alimentare, cambiamento climatico, calamità naturali ed ambientali ed esaurimento delle risorse naturali5. Parliamo di un fenomeno che coinvolge oltre un miliardo di persone, che si sposta all’interno del proprio Paese o a livello internazionale, ovvero 1 persona ogni 76 nel mondo. Un numero che negli ultimi anni è cresciuto progressivamente. Nel caso di migranti internazionali si passa dai 173 milioni nel 2000, ai 222 milioni nel 2010, fino ai 244 milioni del 20157. Per dare un’immagine del nesso tra cambiamento climatico, produzione di cibo e migrazioni, basta pensare che nella regione trans-mediterranea i cambiamenti climatici degli ultimi 60 anni hanno determinato un aumento della temperatura di 1,4 °C e una riduzione delle precipitazioni di 36 mm, mentre la diminuzione della disponibilità di acqua è stata fino a quattro volte più elevata del calo delle precipitazioni8. Si tratta di uno scenario che rende difficoltosa la coltivazione del cibo. Date queste premesse, e tenuto conto del gran numero di persone occupate nell’agricoltura, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, diventa fondamentale intervenire sui sistemi agroalimentari e sullo sviluppo rurale per alleviare le pressioni migratorie. Un fenomeno su cui occorre intervenire in maniera olistica: attuando politiche nazionali e internazionali finalizzate a un uso migliore delle risorse naturali e alla stabilizzazione del cambiamento climatico, valorizzando le Food Value Chains – ovvero la somma di tutti i processi che accompagnano un prodotto alimentare dal concepimento fino alla consegna ai consumatori finali – per promuovere lo sviluppo rurale e incoraggiando l’acquisizione di competenze imprenditoriali, manageriali e tecniche per creare un vero e proprio sistema di conoscenza condivisa tra gli agricoltori locali. 

  1 http://www.un.org/en/events/populationday/background.shtml 

  2 https://www.unfpa.org/world-population-trends

  3 Fao, Lo Stato Mondiale delle Risorse Terrestri e Idriche, Cfr. http://www.fao.org/nr/solaw/solaw-home/en/

  4 Elaborazione BCFN su Tukker A., B. Jansen, “Environmental Impacts of Products”, Journal of Industrial Ecology, 10, 3, 2006.

  5 Fao 2016

  6 UNFPA, 2018 https://www.unfpa.org/news/five-reasons-migration-feminist-issue

  ONU, 2016

  7 Food & Migration. Understanding the geopolitical nexus in the Euro-Mediterranean

------------------------

BCFN PRESS OFFICE c/o INC ISTITUTO NAZIONALE PER LA COMUNICAZIONE

Simone Silvi - Senior Account Media Relations - s.silvi@inc-comunicazione.it - +39 335.10.97.279

Mariagrazia Martorana - Media Relations Consultant - m.martorana@inc-comunicazione.it - +39 333.57.61.268

PRESS OFFICE CONTACTS

Valentina Gasbarri, Communication and External Relations Manager, valentina.gasbarri@barillacfn.com  , +39 338 7882700


Questo sito utilizza cookie di profilazione, anche di terze parti, al fine di inviarti pubblicità e offrirti servizi in linea con le preferenze da te manifestate nel corso della navigazione in rete. Proseguendo la navigazione sul sito mediante l’accesso a qualunque sua area o la selezione di un elemento dello stesso (ad esempio, di un’immagine o di un link) acconsentirai all’uso dei cookie.
Al seguente link troverai la nostra informativa estesa sui cookie con la descrizione delle categorie presenti e i link con le informative delle terze parti quali titolari autonomi del trattamento nonché avrai la possibilità di decidere quali cookie autorizzare ovvero se negare il consenso a tutti o solo ad alcuni cookie.   Continua