24 gen 2018

FONDAZIONE BARILLA A DAVOS: IL FOOD SUSTAINABILITY INDEX PER POLITICHE ALIMENTARI PIÙ SOSTENIBILI

Per centrare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e mantenere gli accordi di Parigi, servono strumenti in grado di orientare le scelte dei decisori politici e degli esperti del settore. Alla 48ª riunione annuale del World Economic Forum, BCFN interviene al workshop dal titolo “Allineare le iniziative per monitorare i progressi verso un nuovo sistema alimentare globale”, per presentare il Food Sustainability Index, indice realizzato con The Economist Intelligence Unit, come strumento ideale per scoprire dove il cibo è davvero buono, perché prodotto nel modo più sostenibile.


Sviluppare un indice globale per fornire a decisori politici ed esperti del settore uno strumento utile a orientare le proprie scelte nella lotta ai paradossi del sistema alimentare. E’ con questo scopo che la Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition partecipa, per la prima volta, al World Economic Forum di Davos. Lo spunto sarà la presentazione del Food Sustainability Index – un indice realizzato da BCFN con The Economist Intelligence Unit per analizzare “dove” il cibo è prodotto in modo più sostenibile. FSI che, nelle intenzioni degli organizzatori, potrebbe rappresentare la base scientifica di ispirazione da cui partire per realizzare un nuovo indice globale. L’incontro, dal titolo “Allineare le iniziative per monitorare i progressi verso un nuovo sistema alimentare globale”, si terrà il 25 gennaio a Davos e sarà organizzato da BCFN in collaborazione con l’International Food Policy Research Institute (IFPRI), Global Alliance for Improved Nutrition (GAIN), City University di Londra, Rabobank ed EAT Foundation. “Abbiamo due macro-sfide da affrontare: rispettare gli accordi di Parigi e centrare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU. Queste sfide hanno qualcosa in comune: il cibo. Se puntiamo alla “povertà zero” dobbiamo prima combattere la fame nel mondo. Per “tutelare la vita nel maredobbiamo ricordare che il 70% del prelievo totale di acqua dolce è destinato all’irrigazione (il 22% va all’industria e l’8% all’uso domestico). Se vogliamo “combattere i cambiamenti climatici”, non si può scordare che la produzione agricola causa oltre il 30% delle emissioni di gas serra (più del riscaldamento e dei trasporti). Insomma, il cibo che mettiamo nel piatto e i nostri modelli alimentari sono alla base delle sfide che siamo chiamati ad affrontare”, afferma Marta Antonelli, Responsabile del Programma di Ricerca del Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN). 

Oggi siamo davanti a un aumento costante della popolazione mondiale, a cambiamenti climatici continui, all'aumento dell'obesità e a una rapida urbanizzazione. In quest’ottica, come possiamo trasformare il nostro sistema alimentare globale in modo che possa essere sostenibile ed efficiente e che possa rispondere efficacemente alle sfide nutrizionali che il nostro Pianeta pone a ognuno di noi? E’ in questo quadro che si inserisce la seconda edizione del Food Sustainability Index, un Indice che nasce come strumento di analisi e indirizzo per le istituzioni e i decisori politici di tutto il mondo per definire politiche volte a migliorare la sostenibilità del sistema alimentare globale. Voluto da BCFN, in collaborazione con The Economist Intelligence Unit, il Food Sustainability Index studia “dove” il cibo è veramente “buono”, al di là del gusto. Partendo dai 34 Paesi che rappresentano l’87% del PIL globale e 2/3 della popolazione mondiale, l’Index analizza dove l'agricoltura è più sostenibile, dove si spreca meno il cibo (e si adottano politiche innovative per combattere lo spreco) e dove si mangia in modo più equilibrato, senza eccessi e carenze. 

FOOD SUSTAINABILITY MEDIA AWARD: UN PREMIO PER RACCONTARE I PARADOSSI DEL CIBO

Ma la sfida ai paradossi del sistema alimentare (fame vs obesità; cibo vs carburante, spreco vs fame) si gioca su più livelli. Al FSI si affianca il Food Sustainability Media Award, iniziativa di BCFN e Fondazione Thomson Reuters che premia chi propone soluzioni concrete per rendere più sostenibili le nostre scelte in fatto di cibo. Il premio, rivolto a giornalisti, blogger, freelance e talenti emergenti, si divide in due categorie: giornalismo scritto e multimedia (video - corti e animazioni -  audio e foto). Per ogni categoria, verranno premiati un lavoro inedito e uno già pubblicato che vinceranno rispettivamente 10.000 euro e un corso di media training sulla sostenibilità alimentare organizzato dalla Fondazione Thomson Reuters. I lavori inediti vincitori verranno anche pubblicati sui siti della TRF e di BCFN, oltre a essere distribuiti attraverso l’agenzia di stampa Reuters che conta circa 1 miliardo di lettori. Tutti i lavori finalisti saranno candidati al “Best of the web” e scelti direttamente dal pubblico. Si possono presentare i lavori dal 15 gennaio al 31 maggio 2018 iscrivendosi al contest sul sito del Food Sustainability Media Award.


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