12 feb 2018

BCFN YES! FOCUS: LA TOP 5 DEI MIGLIORI PROGETTI PRESENTATI

LA TOP 5 DEI MIGLIORI PROGETTI PRESENTATI 



I PIPISTRELLI CONTRO GLI INSETTI NOCIVI

ANNO DI PARTECIPAZIONE: 2017

TEMA: Agricoltura sostenibile

Vincitore dell’ultima edizione di BCFN Yes!, YES!BAT è un progetto sviluppato dalla biologa Dr. Laura Garzoli (Stazione Teriologica Piemontese) in collaborazione con la Dr. Angela Boggero del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto per lo Studio degli Ecosistemi CNR-ISE di Verbania Pallanza. YES!BAT promuove una strategia di lotta integrata agli insetti dannosi in agricoltura basata sull’incremento dei servizi ecosistemici forniti dai pipistrelli in risaia. Il progetto parte dall’utilizzo nei campi di bat box, rifugi artificiali progettati per “incoraggiare” i pipistrelli in aree dove non ci sono rifugi naturali. Questo consente di incrementare le popolazioni di pipistrelli che, di notte, cacciano sopra i campi di riso, svolgendo un’importante azione di controllo sugli insetti nocivi. Ma non solo. YES!BAT propone, mediante l’analisi genetica del guano, un servizio di chirosorveglianza: i pipistrelli attraverso le loro feci, possono diventare le sentinelle che rivelano precocemente la presenza di parassiti dannosi per le colture. Il progetto ha l’obiettivo di tutelare la biodiversità e sostenere la produzione di riso con un minor uso di pesticidi. 

Maggiori informazioni sul sito: www.yesbat.it


L’EDUCAZIONE ALIMENTARE SOSTENIBILE PER COMBATTERE LA FAME NASCOSTA NEI CAMPI PROFUGHI IN LIBANO

ANNO DI PARTECIPAZIONE: 2017

TEMA: Sistemi alimentari sostenibili e salutari

Vincitore a pari merito con YES!BAT, il progetto di Joana Abou Rizk (Libano) e di Theresa Jeremias (Germania) dell’University of Hohenheim -Germania- si concentra sullo stato nutrizionale di donne in età riproduttiva e di bambini (sotto i 5 anni) nei campi profughi in Libano, il Paese che ha la più alta concentrazione pro capite di rifugiati nel mondo. La malnutrizione durante i primi 1000 giorni di vita, infatti, può avere effetti permanenti sullo sviluppo di un bambino e costituire una finestra di opportunità per affrontare le carenze nutrizionali. A oggi, infatti, non ci sono studi che mettono in relazione l'anemia con lo stato nutrizionale, l’alimentazione dei bambini, la salute mentale e l'insicurezza alimentare delle famiglie, soprattutto guardando a un contesto sempre più compromesso dalla crisi del Paese mediorientale. Questo progetto è suddiviso in due fasi: uno studio trasversale e uno di intervento. In particolare quest’ultimo mette al centro le coppie madre / figlio di rifugiati siriani che frequentano i centri sanitari primari nella Grande Beirut e le loro comunità di accoglienza libanesi. L'obiettivo è esaminare le cause alla base dell'anemia per migliorare l’alimentazione materna e dei più piccoli usando un approccio basato sull’educazione alimentare sostenibile e per combattere la fame nascosta in Libano e nella Siria postbellica.


BURKINA FASO: INSETTI PER GARANTIRE CIBO DI QUALITA’ AI PIU’ PICCOLI

ANNO DI PARTECIPAZIONE: 2016

TEMA: Sicurezza alimentare

Darja Dobermann (Rothamsted Research e University of Nottingham-UK) e Charlotte Payne (University of Cambridge –UK) hanno presentato il loro progetto nel corso di BCFN Yes! del 2016. Il loro approccio affronta contemporaneamente il tema della povertà, dell’insicurezza alimentare e del degrado ambientale. Le due ricercatrici hanno scelto il Burkina Faso per dare il via alle ricerche preliminari perché questa particolare area geografica è ricca di Cirina butyrospermi, una sorta di millepiedi che è anche un alimento tradizionale nell’Africa occidentale. Con il loro studio, è stato utilizzato il Cirina butyrospermi come ingrediente nei cibi per la prima infanzia. Questo insetto, infatti, essendo ricco di ferro e proteine, è particolarmente indicato per aumentare il valore nutrizionale degli alimenti per i più piccoli. Il progetto si completa con un intervento sui piccoli agricoltori ai quali è stato insegnato come allevare i Cirina butyrospermi per averne a disposizione tutto l’anno. Questo insetto infatti ha una vita breve, ma al tempo stesso un altissimo fattore di conversione in prodotto alimentare. Il progetto ha il potenziale per incidere in modo significativo sull'insicurezza alimentare indotta dalla povertà in Burkina Faso e per essere “esportato”, con ottimi risultati, anche ad altri Paesi.


SOPRAVVIVERE ALLA SICCITÀ: UN “CURRICULUM” PER I PICCOLI AGRICOLTORI IN GIAMAICA

ANNO DI PARTECIPAZIONE: 2016

TEMA: Agricoltura sostenibile

Questo progetto, vincitore di BCFN Yes! nel 2016 e realizzato da Anne-Teresa Birthwright e Shaneica Lester della University of the West Indies, Mona Campus, mette al centro la lotta alla siccità nelle zone più aride della Giamaica. Per ovviare a questo problema è stato realizzato un “curriculum” che, per i non addetti ai lavori, identifica il Knowledge Transfer Curriculum, ovvero un progetto educativo che, in questo specifico caso, è rivolto ad aiutare gli agricoltori fornendo loro una serie di indicazioni per migliorare le strategie di conservazione dell’acqua, dell’irrigazione e dell’interazione acqua – coltivazioni. Il progetto jamaicano ha lo scopo di favorire l’educazione degli agricoltori, aumentare la produzione locale di cibo e garantire la sicurezza alimentare. Basato sul Farmer Field School (FFS) della FAO, questo progetto è indirizzato agli agricoltori della parrocchia di St. Elizabeth che, attraverso un metodo di insegnamento partecipativo, possono scambiarsi esperienze e conoscenze con lo scopo di risolvere problemi nel sistema di produzione locale. Grazie a incontri, lezioni con esperti o anche tramite delle linee guida definite si insegna agli agricoltori a gestire la siccità e a far fronte alla dipendenza dalle piogge.


FORESTA ANALOGICA: CONSERVAZIONE PRODUTTIVA PER COMBATTERE LA DEFORESTAZIONE

ANNO DI PARTECIPAZIONE: 2015

TEMA: Agricoltura sostenibile

È Francesca Recanati, ex dottoranda al Politecnico di Milano, a vincere nel 2015 (in ex equo) con un progetto dedicato alla convivenza tra agricoltura e foreste. Al centro dello studio la foresta amazzonica, uno degli ecosistemi più ricchi del mondo. Negli ultimi decenni, le attività umane, soprattutto per la produzione alimentare e di infrastrutture, hanno portato ad aumentare significativamente la deforestazione nell’area. Questo progetto consente agli agricoltori locali di guadagnarsi da vivere dalla propria terra senza compromettere la foresta. Avviato nella regione peruviana di Madre de Dios, grazie al supporto di ricercatori italiani e della popolazione locale peruviana, il progetto permette di coltivare i terreni salvaguardando la foresta e integrandosi efficacemente con essa. In particolare, questo sistema di coltivazione permette di salvaguardare gli strati della vegetazione che ospitano le specie più antiche e consente di inserire armonicamente, negli altri strati, nuove coltivazioni di frutti e piante medicinali tipiche della zona.


Questo sito utilizza cookie di profilazione, anche di terze parti, al fine di inviarti pubblicità e offrirti servizi in linea con le preferenze da te manifestate nel corso della navigazione in rete. Proseguendo la navigazione sul sito mediante l’accesso a qualunque sua area o la selezione di un elemento dello stesso (ad esempio, di un’immagine o di un link) acconsentirai all’uso dei cookie.
Al seguente link troverai la nostra informativa estesa sui cookie con la descrizione delle categorie presenti e i link con le informative delle terze parti quali titolari autonomi del trattamento nonché avrai la possibilità di decidere quali cookie autorizzare ovvero se negare il consenso a tutti o solo ad alcuni cookie.   Continua