23 feb 2018

FESTIVAL DI TORINO, FONDAZIONE BCFN: PER CENTRARE GLI OBIETTIVI DELL’AGENDA 2030 DELL’ONU OCCORRE CAMBIARE IL NOSTRO APPROCCIO AL CIBO

Il Barilla Center for Food & Nutrition sarà al Festival del Giornalismo Alimentare di Torino in 3 diversi appuntamenti, per parlare di come il cibo, con la sua trasversalità, sia l’elemento chiave per raggiungere i 17 SDGs[1] dell’Agenda ONU. Si parlerà anche del Food Sustainability Media Award e del ruolo centrale che il giornalismo e i media giocano nel raccontare le sfide che i paradossi del nostro sistema alimentare ci impongono di superare. E, infine, si parlerà del ruolo del cibo nel processo migratorio dell’area Euro-mediterranea e del mondo in generale che spinge 1 miliardo di persone a lasciare il proprio Paese

È il cibo l’elemento più trasversale sul quale intervenire per rendere il nostro sistema di vita finalmente sostenibile e raggiungere i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU. Qualche esempio? Quando si parla di “obiettivo zero fame” s’intende ripensare un sistema che ha portato, nel mondo, 1 persona malnutrita o che non accede al cibo per ogni 2 persone sovrappeso o obese. Quando si chiede di perseguire una “vita sana per tutti” dobbiamo considerare che anche in Italia – patria della Dieta Mediterranea - il progressivo allontanamento da modelli alimentari sani ha reso sovrappeso o obeso (36,8%)[2] 1 ragazzo su 3 (tra i 5 e i 19 anni). E anche a livello ambientale, quando si chiede di “tutelare l’acqua” si deve ricordare che, in media, il 70% del prelievo totale di acqua dolce è destinato all’irrigazione (mentre l’industria ne consuma “solo” il 22%). “Il cibo, per la sua trasversalità, svolge un ruolo fondamentale nel centrare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU”, spiega Luca Di Leo, Head of Media Relations del Barilla Center for Food & Nutrition – “ma molte persone nel mondo non ne sono ancora pienamente consapevoli. Per questo, insieme alla Fondazione Thomson Reuters, abbiamo ideato il Food Sustainability Media Award, per incoraggiare i media a raccontare il cibo al di là del semplice gusto e a mettere in evidenza i paradossi del nostro sistema alimentare proponendo soluzioni concrete per superarli”. IIl cibo, insomma, è il trait d’union che, anche sul piano geopolitico, gioca un ruolo centrale nei processi migratori a cui stiamo assistendo. È, infatti, la sua mancanza a spingere circa 1 miliardo di persone[3] a “cambiare Paese”[4] dove vivere, tra chi lo fa all’interno dei propri confini nazionali (760 milioni di persone) e chi sceglie un Paese diverso da quello dove è nato (244 milioni[5]). Ogni punto percentuale di aumento dell’insicurezza alimentare costringe l’1,9% della popolazione a spostarsi, mentre un ulteriore 0,4% fugge per ogni anno di guerra. Un’insicurezza alimentare generata, soprattutto, dai cambiamenti climatici, che rendono impossibili le coltivazioni e la produzione di cibo in alcuni Paesi. Quegli stessi cambiamenti climatici fortemente influenzati dal modo in cui produciamo il cibo nel resto del Pianeta. Sono questi i dati nell’indagine dal titolo “Food & Migration. Understanding the geopolitical nexus in the Euro-Mediterranean”, condotta da MacroGeo per il Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN) in collaborazione con la Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC). Il report verrà presentato il 23 febbraio alle 11.10 al Festival del Giornalismo Alimentare di Torino nel corso dell’incontro “Agricoltura e cambiamenti climatici: i campi non sono più gli stessi”. FOOD SUSTAINABILITY MEDIA AWARD, UN PREMIO PER CHI RACCONTA I PARADOSSI DEL CIBO (E AIUTA A RISOLVERLI)Il Festival del Giornalismo Alimentare rappresenta anche un momento cruciale per tornare a parlare del Food Sustainability Media Award, il premio giornalistico realizzato da BCFN insieme alla Fondazione Thomson Reuters. Del Food Sustainability Media Award si parlerà in due appuntamenti: il 22 febbraio alle 17.10 nel corso dell’incontro “Le mille facce del Food Writing” al quale parteciperà Silvia Landi, Vincitrice della I Edizione per la categoria “Foto Inedite” e il 23 febbraio alle ore 16.10 nel panel sul legame tra cibo e giornalismo economico che vedrà la presenza di Luca Di Leo, Head of Media Relations di BCFN.

Nato per premiare chi propone soluzioni concrete per rendere più sostenibili le nostre scelte in fatto di cibo, il Food Sustainability Media Award ha l’obiettivo di far luce rispetto ai tre paradossi che interessano il sistema alimentare mondiale (fame vs obesità, cibo vs carburante, spreco vs fame). Il premio, rivolto a giornalisti, blogger, freelance e talenti emergenti, si divide in due categorie: giornalismo scritto e multimedia (video - corti e animazioni - audio e foto).

Per ogni categoria, verranno premiati un lavoro inedito e unogià pubblicato che vinceranno rispettivamente 10.000 euro e un corso di media training sulla sostenibilità alimentareorganizzato dalla Fondazione Thomson Reuters. I lavori inediti vincitoriverranno anche pubblicati sui siti della TRF e di BCFN,oltre a essere distribuiti attraverso l’agenzia di stampa Reuters che contacirca 1 miliardo di lettori. Tutti i lavori finalisti saranno candidati al “Best of the web” e scelti direttamente dal pubblico. Si possono presentare i lavori fino al 31 maggio 2018 iscrivendosi al contest sul sito del Food Sustainability Media Award.

CAMBIAMENTI CLIMATICI: L’EUROPA DIVENTERÀ PAESE DIEMIGRAZIONE PER LA MANCANZA DI CIBO?

Ma il Festival diTorino, come detto, sarà anche il palcoscenico per parlare dei flussi migratorie del ruolo che il cibo sta giocando nel quadro geopolitico del Pianeta. Secondolo stesso studio MacroGeo - BCFN, infatti, l’Europa mediterranea resta un hubdi scambio fondamentale nel processo migratorio: dal 2010 al 2015 sono passati pervari Paesi in Europa Centrale ben 5,4 milioni di persone e 4,5 milioninell’Europa mediterranea. Eppure il legame tracambiamenti climatici e migrazioni rischia di portare a nuovi fenomenimigratori, che potrebbero vedere quelli che oggi sono i Paesi di destinazionedi migranti – come l’Europa, appunto - in luoghi da cui sarà necessarioemigrare. È quanto emerge da “Climatechange and human migrations”, capitolo realizzato dalla Fondazione CentroEuro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatico inserito all’interno del rapportoMacroGeo. Il paper analizza come il bacino del Mediterraneo sia un “hotspot”del cambiamento climatico, ovvero un’area particolarmente vulnerabile a questotipo di fenomeno. Dalle analisi svolte ci si aspetta, in concomitanza con estati che riscaldano ad un ritmo del 40%superiore a quello globale, una diminuzionedelle precipitazioni nel breve (2025) e medio (2050) termine dal 2 al 7%, contro un aumento previsto sul globo tra l'1 e il 4%. Questosignifica che in futuro, nella regionedel Mediterraneo i cambiamenti climatici e la variabilità climatica potrebbero portare a un riscaldamento di0.7°C nel giro dei prossimi vent’anni, per raddoppiare entro il 2050. Lostudio conferma quindi che anche i Paesi europei saranno sensibilmente colpitidai pericoli climatici, causa di impatti sulle filiere alimentari e sullerisorse idriche. E se i Paesi del Mediterraneo non saranno in grado diadattarsi ai cambiamenti climatici, le rese agricole diminuiranno nelle regionipiù meridionali, mentre tali condizioni potrebbero avere il potenziale diaumentare l’idoneità per la coltivazione di nuove colture nelle aree più a norddel bacino del Mediterraneo. Insomma, un contesto che nella sua complessità puòanche rappresentare un’opportunità per il “Vecchio Continente”.

[1] il programma d’azione per la prosperità delle persone e del pianeta sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.

[2] Food Sustainability Index, realizzato da BCFN e The Economist Intelligence Unit

[3] Fonte International Organization of Migration (IOM), 2015

[4] Per maggiori informazioni sulle “rotte” dei migranti consultare l’infografica allegata

[5] Da intendersi tra chi cerca condizioni di vita migliori e chi - temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un gruppo sociale o opinioni politiche - si trova fuori dal Paese di cui ha la cittadinanza

[6] United Nations World Food Programme: https://www.wfp.org/news/news-release/new-wfp-report-finds-food-insecurity-accelerates-global-migration

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