29 gen 2019

FONDAZIONE BARILLA: COMBATTERE LO SPRECO DI CIBO PER RAGGIUNGERE GLI SDGs

• Entro il 2030, a livello globale, saranno gettate 2,1 miliardi di tonnellate di cibo (+61,5% rispetto a oggi), con danni sociali, per l’economia e l’ambiente

• In Italia il 2% del cibo viene perso prima di venderlo, mentre a casa ne gettiamo 65 Kg/anno (pro capite)

• Nella Giornata Nazionale contro lo Spreco Alimentare, BCFN analizza come il cibo prodotto e non consumato impatta negativamente sul raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU (SDGs)

• BCFN dedica al tema dello spreco un approfondimento didattico all’interno del corso di formazione ed aggiornamento per formatori e docenti, di ogni ordine e grado 




Ogni anno sprechiamo 1,3 miliardi di tonnellatedi cibo (1/3 della produzione mondiale). Entro il 2030 saliremo a circa 2,1 miliardi di tonnellate  (+61,5% rispetto a oggi), con ulteriori danni a livello sociale, economico e ambientale. Quando parliamo di spreco alimentare parliamo sia di cibo perso (Food Loss) che sprecato (Food Waste). Il primo è quello che si ferma nelle prime fasi della filiera produttiva, prima di essere venduto. In Italia corrisponde al 2% del cibo prodotto. Lo spreco di cibo, invece, avviene a livello domestico, nei ristoranti e nei negozi. In Italia si sprecano 65 Kg di cibo/anno pro capite2 . La foto scattata da Fondazione Barilla Center for Food e Nutrition in occasione della Giornata Nazionale contro lo Spreco Alimentare (5 febbraio) mostra un fenomeno drammatico e che ci allontana dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 dell’ONU. “Il 30% dei cereali prodotti, il 35% del pesce pescato, il 45% di frutta e verdura coltivata, il 20% dei prodotti lattiero-caseari e il 20% della carne2  vengono gettati ogni anno. Un danno per il Pianeta, che ci fornisce le sue risorse, un danno economico - per aziende e famiglie - e sociale, visto che con 1/4 di quel cibo potremmo sfamare i circa 821 milioni di persone nel mondo che non hanno possibilità di mangiare. Questo dimostra l’urgenza di dar vita a una rivoluzione alimentare, che passi però da azioni concrete e da una adeguata educazione che ci aiuti a prevenire questo fenomeno”, spiega Anna Ruggerini, Direttore Operativo della Fondazione Barilla.

OBIETTIVI DI SVILUPPO SOSTENIBILE DELL’ONU PIU’ LONTANI ANCHE PER COLPA DELLO SPRECO DI CIBO

BCFN evidenzia come lo spreco alimentare ci allontana dal raggiungere i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Onu:

SDG #1, Sconfiggere la povertà – Lo spreco alimentare costa a livello globale 2.600 miliardi di dollari/anno (tra costi ambientali, sociali e valore economico). Ridurlo può contribuire a combattere la povertà 

SDG #2, Sconfiggere la fame - Ridurre del 25% lo spreco alimentare a livello mondiale sarebbe sufficiente a sfamare le persone malnutrite a livello globale 5

SDG#4, Istruzione di qualità – Promuovere, presso le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, percorsi mirati all’educazione alla sostenibilità, è cruciale per prevenire lo spreco degli alimenti e per favorire una cultura del recupero 

SDG #9, Imprese, Innovazione e Infrastrutture – Adottare i principi dell’economia circolare, anche attraverso l’innovazione, può dar vita a un processo virtuoso per la riduzione dello spreco alimentare 

SDG #10, Ridurre le disuguaglianze - Ridurre la perdita di cibo nei Paesi in via di sviluppo, grazie al risparmio economico che verrebbe generato, aiuterebbe a diminuire le disuguaglianze all’interno e tra Paesi

SDG #11, Città e Comunità sostenibili – L’impegno tra cittadini, istituzioni e distribuzione nella lotta allo spreco può rendere più sostenibili e a misura di persona le città, contribuendo alla redistribuzione del cibo6

SDG #12, Consumo e Produzione Responsabile – La crescente richiesta dei consumatori di ridurre gli sprechi, unita all’impegno della distribuzione, rappresenta un buon esempio di consumo e produzione responsabile. Ridurre le perdite alimentari per le aziende rappresenta un vantaggio economico stimato in 14 dollari risparmiati in costi operativi per ogni dollaro investito nella riduzione di spreco e perdita di cibo   

SDG #13, Lotta contro il cambiamento climatico – il cibo sprecato produce circa l’8% delle emissioni di gas serra del Pianeta. Se lo spreco fosse un Paese sarebbe il terzo più grande “emettitore” al mondo dopo Cina e USA

SDG #15, Vita sulla terra – spreco e produzione di cibo implicano un consumo di risorse della terra che vengono sacrificate inutilmente. Ridurlo farebbe risparmiare circa il 30% della superficie agricola disponibile 7

SDG #17, Partnership per gli obiettivi – per contrastare lo spreco alimentare e le perdite di cibo, è necessario dar vita a partenariati inclusivi multidisciplinari fra governi, settore privato e società civile a livello globale, regionale e locale


IN ITALIA BENE LA PERDITA DI CIBO, MA SERVE MAGGIORE SFORZO NELLA LOTTA ALLO SPRECO ALIMENTARE

A livello globale, l’Italia si distingue nella lotta alle perdite alimentari visto che sprechiamo il 2% del cibo prima di venderlo, come la maggior parte dei paesi in EU (14 su 28 paesi membri), mentre la lotta allo spreco mostra margini di miglioramento. Anche grazie alla legge Gadda (n. 166 del 2016) si è riusciti a limitare gli sprechi, promuovendo la redistribuzione delle eccedenze e dei beni inutilizzati per fini di solidarietà sociale, con un aumento delle donazioni del +21% nel primo anno di vita della legge (con differenze tra le zone d’Italia dove il terzo settore e le aziende erano più sensibili8). Rimane ancora molto da fare nella lotta allo spreco, visto che buttiamo circa 20 milioni di tonnellate di cibo ogni anno9. Al momento, nel nostro Paese non è stato ancora individuato un obiettivo di spreco alimentare definito, questo nonostante ci sia ancora strada da fare per raggiungere SDGs #12 e il #13. Altri Paesi come gli Stati Uniti, invece, hanno dato vita a un vero e proprio piano EPA – USA per ridurre questo fenomeno, con obiettivi chiari da qui al 2030 dove si punta a dimezzare la perdita e gli sprechi di cibo10 . BCFN propone 10 consigli utili per combattere lo spreco alimentare domestico già a partire dal momento in cui facciamo la spesa (VEDI INFOGRAFICA).


LA LOTTA ALLO SPRECO ALIMENTARE ARRIVA SUI BANCHI DI SCUOLA CON UN APPROFONDIMENTO DIDATTICO

Per i docenti che volessero approfondire il tema delle perdite e degli sprechi alimentari, avere suggerimenti pratici su come combatterli e scoprire l’impatto che hanno sul nostro Pianeta, BCFN ha sviluppato un approfondimento didattico dedicato al tema. L’approfondimento fa parte del progetto “Noi, il Cibo, il Nostro Pianeta” lanciato dalla Fondazione Barilla nell’ambito di un protocollo di intesa con il MIUR. Nel materiale, oltre a numeri, tipologie e impatti a livello ambientale, economico e sociale dello spreco alimentare, si mettono in luce alcuni esempi concreti di iniziative che, nel mondo, vengono portate avanti per risolvere questo problema. L’approfondimento sarà disponibile dal 29 gennaio a questo link (lezione 7), sarà arricchito anche da una video-lezione interattiva per i docenti. Completano i documenti una Favola di Gunter Pauli, padre dell’economia circolare, per parlare di Food Waste ai più piccoli, e un video dedicato a Winnow, società che da anni combatte lo spreco di cibo. 

1 Fonte BCG (https://www.bcg.com/publications/2018/tackling-1.6-billion-ton-food-loss-and-waste-crisis.aspx)

2  Il Food Sustainability Index (FSI) è uno strumento quali-quantitativo che analizza le performance di 67 Paesi in base alla sostenibilità del loro sistema alimentare e al reddito. Il risultato finale non offre una classifica vera e propria ma una panoramica generale riguardo alla sostenibilità alimentare dei Paesi presi in esame calcolata su tre pilastri: spreco di cibo, agricoltura sostenibile e sfide nutrizionali. I Paesi presi in esame dall’Index rappresentano oltre il 90% del PIL globale e i 4/5 della popolazione mondiale. Il Food Sustainability Index è stato sviluppato dal Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN) in collaborazione con The Economist Intelligence Unit.

3 FAO, 2011, 2013, 2014, 2015

4 FAO 2018

5  FAO 2018

6  Fonte Champions123 (https://champions123.org/)

7  FAO 2013

8 Fonte Banco Alimentare

9  Segré & Falasconi, 2011

10  Viene usato il 2010 come anno di riferimento, fonte ricerca EIU, 2018 




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