22 set 2015

COLTIVAZIONE SOSTENIBILE AFFIDATA ALLE DONNE IN CAMERUN E AGRICOLTURA CONTRO LA DEFORESTAZIONE IN AMAZZONIA QUESTI I PROGETTI VINCITORI DEL BCFNYES! 2015

I giovani ricercatori propongono soluzioni innovative ai problemi dei paradossi alimentari: “I ragazzi vogliono essere protagonisti per cambiare la vita nei loro paesi”.

Premiati oggi a Parma i vincitori della quarta edizione di BcfnYes!, il concorso indetto dalla Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition per giovani studenti e ricercatori universitari interessati alle tematiche della sostenibilità alimentare. Si tratta di Analog Forestry, per consentire alle comunità locali dell’ Amazzonia di coltivare senza compromettere la foresta; e di Eco-Sustainable Gardens, per rendere autosufficienti le donne del nord del Camerun insegnando loro a coltivare efficacemente il loro territorio. Per la prima volta nella storia di BCFNYes! i vincitori sono due ex-aequo ed entrambi si aggiudicano il premio di 10.000 euro, come sostegno alla realizzazione del loro progetto.

“Con BCFNYes! 2015 abbiamo ricevuto numerosi progetti da tutto il mondo. E siamo contenti che aumentino le quote rosa: quest’anno sono arrivate al 70%! E i progetti vincitori sono opera di due brillanti ricercatrici – spiega Luca Virginio, Vice Presidente della Fondazione BCFN Sempre di più sono i paesi in via di sviluppo da cui arrivano candidature. Un segnale positivo che indica come i ragazzi di queste nazioni non vogliano più sussidi, ma essere protagonisti per migliorare il futuro del loro paese”.

I PROGETTI VINCITORI

Analog Forestry è uno strumento per far convivere agricoltura e foresta. Consente alle comunità locali di coltivare per il loro sostentamento e per il commercio senza compromettere la foresta ma integrandosi efficacemente con essa. Un progetto di particolare interesse per l’Amazzonia e che verrà avviato nella regione peruviana di Madre de Dios, coinvolgendo sia ricercatori italiani sia la popolazione locale peruviana. “Si tratta di un metodo di coltivazione che segue la struttura ecologica della foresta, che come è noto si sviluppa in altezza – spiega Francesca Recanati, dottoranda al Politecnico di Milano, coautrice del progettoIl sistema salvaguarda gli strati della vegetazione che ospitano le specie più antiche e consente di inserire armonicamente negli altri strati nuove coltivazioni di frutti e piante medicinali tipiche della zona”.

Eco-Sustainable Gardens: Empowering Minority Women. Un progetto pensato per la comunità femminile della tribù seminomade degli Mbororo nel nord del Camerun. “Durante la stagione secca le donne rimangono sole perché gli uomini si allontanano per cercare pascoli per il bestiame – raccontano Nadia Ndum Foy, camrunense, e Okon Archibong Ukeme, nigeriano, dell’University of Hohenheim - Senza bestiame manca per le donne e i bambini ogni forma di sostentamento e di reddito. La nostra idea è insegnare alle donne a coltivare la loro area realizzando orti e giardini da cui ricavare cibo per loro e i figli e prodotti, come il chili, da vendere nei mercati locali”. Il metodo di coltivazione è stato pensato appositamente per l’area in cui si trovano gli Mbororo, che ha una particolare struttura collinare e richiede interventi specifici per renderla produttiva.

IL CONCORSO BCFNYES! 2015

I progetti vincitori sono stati selezionati fra 10 idee finaliste che, nell’anno di Expo 2015, si sono concentrate sui temi della sovranità alimentare e che sono state un’ottima rappresentanza globale, arrivando da ricercatori di Nigeria, Camerun, Indonesia, Nepal, Polonia, Francia, Stati Uniti e Italia. Molte le idee originali: dalle prenotazioni alle mense universitarie francesi per non sprecare il cibo, agli snack iperproteici per i bambini nigeriani, dal sito che aiuta i diversamente abili a mangiare sano, fino alla catena del freddo naturale e senza frigoriferi in Nepal, grazie a magazzini in terracotta. I progetti di questa quarta edizione di BCFN YES! sono incentrati su problemi pratici, realtà che le persone incontrano tutti i giorni nella loro vita. Un segnale del fatto che i giovani provano a cambiare le cose partendo dal basso e dalle questioni pratiche che caratterizzano la vita quotidiana.

I giovani che hanno partecipato al concorso sono stati coinvolti anche nella preparazione dello Youth Manifesto, che verrà presentato domani, 23 settembre, in Expo Milano 2015. Un documento preparato dai giovani ricercatori da tutto il mondo, che chiama con forza i leader mondiali ad un impegno non rimandabile sui grandi paradossi dell’alimentazione. E propone azioni concrete per decisori, agricoltori, attivisti, educatori, industria alimentare, giornalisti e ricercatori del futuro. Un ulteriore contributo alla Carta di Milano che sta per essere consegnata all’ONU.
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