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Lo sguardo delle Nazioni Unite sul secondo paradosso alimentare

L’agricoltura e il suo sviluppo sostenibile sono parte di due importanti percorsi – quello delle Nazioni Unite e quello di BCFN - che hanno una visione condivisa: un mondo di pari opportunità dove la crescita e lo sviluppo siano disponibili per tutti e sostenibili per l’ambiente.

A fronte di un numero elevatissimo di persone che non hanno accesso al cibo, un terzo della produzione di cibo nel mondo è destinato ad alimentare gli animali e una quota crescente dei terreni agricoli è dedicata alla produzione di biocarburanti per alimentare le auto1. È il secondo dei tre grandi paradossi legati al cibo identificati da BCFN che mette in luce l’indissolubile rapporto tra cibo e ambiente. Un rapporto che emerge anche negli obiettivi di sostenibilità che le Nazioni Unite puntano a raggiungere entro il 2030, in particolare nel secondo dei 17 obiettivi: “Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare e la buona nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile2. Ma per avere successo, questa concordanza di intenti si deve tradurre in azioni pratiche volte a coinvolgere un numero sempre più ampio di persone, istituzioni e aziende a sostegno di tutte le realtà che possono dare un contributo a risolvere questo paradosso.

Sicurezza alimentare e agricoltura sostenibile contro la fame
Eradicare la povertà, la fame e la malnutrizione sono i più importanti traguardi da raggiungere se si punta a uno sviluppo davvero sostenibile e rappresentano una enorme sfida a livello globale. La pensano così anche gli esperti della FAO che in un commento ai 17 obiettivi delle Nazioni Unite scrivono: “Senza un rapido progresso nella riduzione ed eliminazione di fame e malnutrizione entro il 2030, l’intero pacchetto di obiettivi non può essere raggiunto3. Migliorare le rese agricole è uno dei passi da compiere per aumentare la disponibilità di cibo anche nelle regioni più povere, ma il vero traguardo non è avere più cibo e acqua in quantità. Il cibo e l’acqua devono essere sicuri dal punto di vista delle contaminazioni (biologiche, chimiche eccetera) e devono essere accessibili a prezzi e con modalità sostenibili anche ai più fragili. E inoltre la quantità non può arrivare a scapito della qualità nutrizionale: un’alimentazione davvero sostenibile deve garantire tutti i macro e micronutrienti necessari allo sviluppo e alla salute delle persone. “È possibile eradicare la fame entro il 2030, il pianeta produce abbastanza cibo per tutti” dicono dalla FAO ricordando la necessità di un impegno globale e il ruolo centrale dell’agricoltura nel contrastare la desertificazione e altri impatti negativi del cambiamento climatico.

Lo sviluppo parte dalle aree rurali
Un concetto è chiaro agli esperti: la povertà estrema e la fame si combattono soprattutto agendo sulle aree rurali, dove vive almeno l’80% delle persone che versano in condizioni tanto pericolose per la salute. Lo stesso segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, nel Millennium Development Goals Report 2015 ha sottolineato che “le disparità tra le aree rurali e urbane restano molto pronunciate” (4). Ecco perché il miglioramento della produzione di cibo, della produttività dell’agricoltura e dei redditi nelle aree rurali gioca un ruolo chiave nella più grande sfida umanitaria ed ecologica di questo millennio. Ma per raggiungere un traguardo tanto complesso serve una grande volontà politica di investimento sulle persone che possono davvero dare la differenza, ovvero i piccoli proprietari e agricoltori, le donne impegnate nell’agricoltura, i pescatori, le comunità indigene, i giovani e altre categorie di persone fragili o emarginate. E serve l’attenzione delle istituzioni e delle organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite che da anni sono impegnate in un’azione di promozione dell’agricoltura sostenibile e dello sviluppo rurale (SARD) attraverso iniziative di formazione ed educazione, incentivi economici e sviluppo di nuove tecnologie che assicurino alla popolazione forniture stabili di cibi adeguati dal punto di vista nutrizionale e l’accesso a questi alimenti da parte di tutti, con una grande sensibilità alle gestione e alla protezione delle risorse e dell’ambiente.

1) Eating Planet pag 150
2) Da sito WHO: “End hunger, achieve food security and improved nutrition and promote sustainable agriculture”.
3) Da sito WHO: “Without rapid progress in reducing and eliminating hunger and malnutrition by 2030, the full range of Sustainable Development Goals cannot be achieved. At the same time, reaching the other SDGs will pave the way for ending hunger and extreme poverty”.

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