La malnutrizione si vince anche con l’acqua pulita

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La malnutrizione si vince anche con l’acqua pulita

La malnutrizione si vince anche con l’acqua pulita

Non bastano gli interventi legati al cibo per risolvere la grave sfida della malnutrizione: Gli esperti dicono che bisogna tenere gli occhi ben aperti anche sull’acqua. 

Nel mondo sono oltre 155 milioni i bambini con meno di 5 anni che mostrano problemi di sviluppo a causa della malnutrizione nei primi 1.000 giorni di vita, ovvero dal concepimento fino a circa i due anni di età. E, stando alle stime disponibili, la scarsa sanificazione dell’acqua rappresenta la seconda causa di tale situazione a livello globale. Sono solo alcune delle informazioni presentate dagli esperti della World Water Week 2017, la settimana dell’acqua, impegnati a garantire il raggiungimento del sesto dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite: “Acqua pulita e sanificazione”.

2+6=17: i conti tornano!


La matematica non è un’opinione, ma quando si parla di obiettivi di sviluppo sostenibile forse si può fare un’eccezione. Gli esperti del German WASH Network  – una rete di 20 Organizzazioni non governative tedesche che si occupano di emergenze e aiuti internazionali – hanno presentato il risultato del lavoro congiunto dei tecnici e di un sondaggio svolto tra diversi professionisti del settore nel quale si descrive l’esistenza di un forte legame tra (mal)nutrizione e mancanza di acqua pulita

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Il report “2+6=17” chiama in causa in particolare due obiettivi di sviluppo sostenibile oltre a quello già citato e relativo all’acqua: il numero 2 “Zero fame” e il numero 17 “Collaborazioni per gli obiettivi”. Il messaggio principale che emerge dal lavoro è l’impossibilità di raggiungere i traguardi di sostenibilità ambientale e sociale previsti per il 2030 lavorando per compartimenti stagni. “I 17 obiettivi di sviluppo sostenibile sono interconnessi e il legame è particolarmente forte se si guarda agli obiettivi 2 e 6” dicono gli esperti, ricordando il significato del termine WASH, ovvero acqua, sanificazione e igiene (dall’inglese WAter, Sanitation, Hygiene). Solo per fare un esempio, la mancanza di acqua pulita è alla base di una serie di patologie intestinali trasmesse da parassiti che possono peggiorare lo stato nutrizionale causando diarrea o malassorbimento del cibo. Ecco allora la proposta di una serie di raccomandazioni rivolte a tutti e che si basano prevalentemente su un cambio di mentalità e sulla collaborazione di tutti per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità

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La ricetta del successo

Un articolo pubblicato sulla rivista medica The Lancet qualche anno fa spiegava che con gli interventi tradizionali legati alla nutrizione e che prevedono, per esempio, la fornitura di supplementi nutrizionali, è possibile ridurre le conseguenze della malnutrizione al massimo del 20%, anche se tali interventi dovessero raggiungere il 90% della popolazione. Che fare allora per risolvere questo problema? Lo spiegano in dettaglio gli esperti dell’organizzazione internazionale Water Aid che hanno presentato il report The recipe for success (La ricetta del successo) che segue il precedente report The missing ingredients. “Se continuiamo con le strategie e i ritmi attuali non sarà possibile raggiungere entro il 2030 gli obiettivi che riguardano la fine della malnutrizione e la disponibilità di acqua pulita per tutti” si legge nel report, dove sono indicati anche alcuni suggerimenti da mettere in campo sin da subito, tra i quali l’integrazione dei piani che riguardano WASH e nutrizione, l’aumento dei fondi dedicati alla relazione tra acqua e nutrizione e la promozione di comportamenti corretti in termini di alimentazione sana e igiene delle mani.


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