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Kanayo Nwanze, il difensore dei piccoli agricoltori

Tra gli ospiti internazionali del settimo Forum Internazionale su cibo e nutrizione organizzato da BCFN a Milano anche Kanayo Nwanze, presidente IFAD ed esponente di spicco di molte associazioni impegnate nello sviluppo sostenibile.

L’agricoltura è sempre stata al centro dei pensieri di Kanayo Nwanze. Laurea in Scienze agrarie all’Università di Ibadan, in Nigeria, poi dottorato di ricerca in Entomologia agraria alla Kansas State University, direttore per dieci anni del Centro africano per il riso, l’esperto nigeriano è oggi presidente dell’IFAD, il fondo internazionale per lo sviluppo agricolo. Le idee e lo spirito che guidano Nwanze si sposano perfettamente con quelle che animeranno il Forum organizzato da BCFN a Milano il 1 Dicembre prossimo, al quale l’esperto parteciperà come relatore per condividere la sua esperienza e le sue opinioni su come raggiungere l’obiettivo comune: lo sviluppo sostenibile (link a sezione forum).

Cambiare noi stessi per cambiare il mondo
“Il clima sta cambiando e l’agricoltura deve cambiare per adeguarsi a questo nuovo scenario. Ma se vogliamo davvero liberare il mondo dal flagello della fame dobbiamo anche cambiare noi stessi”. Così si è espresso Kanayo Nwanze nel corso della Giornata Mondiale dell’alimentazione, celebrata a Roma lo scorso 16 ottobre. Il suo discorso ha sottolineato l’importanza dei piccoli agricoltori nel contesto di un’agricoltura mondiale che si deve trasformare se vuole garantire a uno sviluppo sostenibile e un mondo in cui la fame non sia più un problema. “C’è qualcosa di profondamente sbagliato nel nostro mondo” dice il presidente IFAD che poi prosegue: “Oggi quasi 800 milioni di persone sono gravemente malnutrite, 160 milioni di bambini non assumono nutrienti sufficienti e nonostante ciò un terzo del cibo che produciamo viene sprecato”. E da persona abituata ad affrontare quotidianamente queste sfide, Nwanze non si limita a criticare, ma si rivolge direttamente al mondo con un appello: “È il momento di andare oltre le parole, oltre le conferenze e le commemorazioni; è il momento di passare ai fatti!”.
L’eradicazione della fame e lo sviluppo sostenibile sono progetti a lungo termine per i quali ogni nazione deve dare il proprio contributo investendo tempo e capitale, ma anche buon governo e leggi che proteggano chi è più svantaggiato. Solo così potranno essere raggiunti gli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalle Nazioni Unite per il 2030.

Un’istituzione finanziaria dalla parte dei più deboli
Ormai da diversi anni, Kanayo Nwanze riveste il ruolo di presidente dell’IFAD, il fondo internazionale per lo sviluppo agricolo, un’organizzazione con sede a Roma nata nel 1977 con lo scopo di garantire a chi vive in povertà nelle aree rurali una maggiore sicurezza alimentare e redditi più alti. Il tutto nell’ottica di riuscire ad affrontare al meglio gli inevitabili cambiamenti climatici, economici e ambientali, con i quali il mondo intero sta già facendo i conti. L’Organizzazione – che comprende oggi 176 stati in tutto il mondo – nasce come istituzione finanziaria internazionale e agenzia delle Nazioni Unite con l’obiettivo specifico di eliminare la povertà e la fame nelle aree rurali dei Paesi in via di sviluppo, un traguardo che rientra a pieno titolo tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile previsti per il 2030 e nel percorso seguito da BCFN.
Per realizzare questo ambizioso progetto, l’IFAD si impegna soprattutto sul fronte dei piccoli agricoltori e imprenditori delle aree rurali, per fare in modo che abbiano un peso nelle decisioni di politica internazionali. Ma l’aiuto a questi gruppi “deboli” è anche pratico: piccoli finanziamenti, servizi finanziari mirati, progetti dedicati alle famiglie, alle donne e ad altre popolazioni ancora troppo vulnerabili come i giovani (l’85 per cento dei giovani nel mondo vive nei paesi in via di sviluppo) e le popolazioni indigene (il 5 per cento della popolazione mondiale, nonché il 15 per cento circa di quanti vivono in povertà).
Appuntamento quindi a Milano il 1 Dicembre per ascoltare dalla viva voce di Kanayo Nwanze quali sono le strategie di intervento più efficaci per un futuro più sostenibile.
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