La Giornata Mondiale della Popolazione punta sulla pianificazione familiare

La Giornata Mondiale della Popolazione punta sulla pianificazione familiare

La Giornata Mondiale della Popolazione punta sulla pianificazione familiare

La popolazione cresce a livello globale a ritmi incalzanti e le tendenze attuali sembrano essere piuttosto pericolose in termini di sostenibilità ambientale e sociale in un pianeta sempre più popolato e sfruttato spesso oltre le sue potenzialità. 

L’11 luglio 1987 è ricordato come il “giorno dei 5 miliardi” ovvero la giornata identificata dal Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA) come il momento in cui il numero di abitanti del pianeta ha raggiunto quota 5 miliardi. Alla luce dell’interesse generato dall’evento, è stata istituita la Giornata Mondiale della popolazione, che si celebra l’11 luglio di ogni anno a partire dal 1989, per accendere i riflettori su importanti temi che riguardano gli abitanti del pianeta, le loro esigenze e i loro diritti. “La pianificazione familiare è un diritto umano” è il tema scelto per il 2018, un argomento che va oltre il mero dato demografico sulla natalità per toccare sfere fondamentali come i diritti delle donne e dei giovani.  

Siamo davvero troppi? 

Ogni anno circa 83 milioni di persone si aggiungono a quelle che già popolano il Pianeta. Ci sono voluti centinaia di migliaia di anni per arrivare a quota 1 miliardo ma poi, in un paio di secoli, i numeri sono aumentati di ben 7 volte fino a raggiungere i 7 miliardi nel 2011. 

E anche se i dati parlano di una diminuzione delle nascite e dei livelli di fertilità in molti paesi, si stima che la popolazione mondiale raggiungerà gli 8,6 miliardi nel 2030 e supererà gli 11 nel 2100. Lo dicono gli esperti del UNFPA, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di salute e diritti legati alla riproduzione, ricordando alcune delle grandi tendenze che si osservano guardando la popolazione mondiale nel suo insieme:

diminuzione della fertilità, scesa al punto che una donna nei primi anni ’70 del secolo scorso aveva in media 4,5 figli, contro i 2,5 del 2015;

aumento dell’aspettativa di vita, passata dai 64,6 anni dei primi anni ’90 agli attuali 70,8;

urbanizzazione, ovvero lo spostamento delle persone dalle campagne alle città, che nel 2050 porterà 2/3 della popolazione mondiale a vivere in aree urbane. 

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La diminuzione della fertilità, però, secondo uno studio pubblicato su Science nel 2014, non è uniforme: è l’Africa il continente in cui la decrescita è ancora limitata. Gli esperti segnalano quanto questo fattore, combinato con la particolare vulnerabilità del continente ai cambiamenti climatici metta in discussione la sostenibilità alimentare locale, inducendo quei fenomeni di migrazione climatica e alimentare ben esposti nel report Food and Migration prodotto da BCFN in collaborazione con Macrogeo.

Pianificare è un diritto…

La pianificazione familiare è uno degli strumenti per modificare le tendenze osservate nella crescita della popolazione mondiale. Sono trascorsi esattamente 50 anni da quando – nel corso della Conferenza Internazionale sui diritti Umani del 1968 – venne per la prima volta affermato che la pianificazione familiare è un diritto umano. 

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E nel Proclama di Teheran, il documento pubblicato al termine della Conferenza Internazionale, si dichiara che “i genitori hanno un diritto umano basilare di determinare in modo libero e responsabile il numero dei loro figli e la distanza tra le gravidanze”. Ancora una volta è importante leggere tra le righe, perché dietro la dichiarazione ufficiale vi è un appello al cambiamento, verso un sistema nel quale le donne e le ragazze di tutto il mondo abbiano il diritto di dire no ai rischi legati a gravidanze troppo numerose e troppo vicine tra di loro. Accendere i riflettori sulla pianificazione familiare significa anche salvare molte vite riducendo il numero di aborti e di decessi durante il parto o a causa di gravidanze complicate. Se nei paesi in via di sviluppo tutte le donne che oggi non hanno accesso a metodi contraccettivi potessero utilizzarne di moderni ed efficaci, sarebbe possibile prevenire ogni anno 35 milioni di aborti e 76.000 decessi materni. Per non parlare della protezione da numerose malattie a trasmissione sessuale che alcuni metodi contraccettivi sono in grado di garantire.  


…non un privilegio

“La nostra missione è costruire un mondo nel quale ogni gravidanza sia davvero voluta, ogni parto sicuro e il potenziale di ciascun giovane sia valorizzato” si legge nel sito UNFPA. Eppure nei paesi in via di sviluppo oltre 200 milioni di donne che vorrebbero pianificare la propria vita riproduttiva non possono farlo, complici la difficoltà nel ricevere informazioni o servizi mirati e la mancanza di supporto da parte dei partner e della comunità. Le barriere verso la diffusione a livello globale del diritto fondamentale di accedere agli strumenti di pianificazione familiare – dai metodi contraccettivi alle informazioni su come utilizzarli e come gestire la propria fertilità – sono numerosi e variano a seconda del contesto. In alcuni casi si tratta di barriere “fisiche” legate alla difficoltà di molte persone nel raggiungere centri specializzati, ma molto spesso di tratta di barriere “culturali”. Anche per questa ragione è fondamentale adeguare le strategie di pianificazione ai singoli contesti, come si impegna a fare la UNFPA partner della Family Planning 2020 (FP2020) global partnership, nata con l’obiettivo di raggiungere con servizi contraccettivi 120 milioni di donne in 69 paesi tra i più poveri al mondo. 


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