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Giornata della Terra - Educare a preservare l’ambiente per salvare il Pianeta

Il 22 aprile è la Giornata della Terra, una iniziativa che raggruppa 192 Paesi con lo scopo di “alfabetizzare” i cittadini sui temi ambientali. BCFN partecipa lanciando il Food Sustainability Report, uno strumento per essere sempre informati su ciò che accade nel mondo della sostenibilità agricola e alimentare.

Sono 192 i Paesi che quest’anno si riuniscono, il 22 aprile, per celebrare la Giornata della Terra (www.earthday.org) e per proclamare la necessità di preservare l’ecosistema e promuovere pratiche sostenibili nel campo della produzione agricola e industriale. 

Al centro delle iniziative previste, il tema dell’alfabetizzazione ambientale e della necessità di far conoscere ai cittadini di tutto il mondo i rischi del riscaldamento globale affinché possano prendere decisioni consapevoli. Non a caso, i rappresentanti statunitensi dell’Earth Day hanno scelto proprio questo giorno per indire una grande manifestazione che, a Washington, porterà in piazza gli americani contro le politiche del nuovo presidente Donald Trump, intese a smantellare gli accordi per il clima siglati a Parigi e a negare l’origine antropica dei cambiamenti climatici.

In gioco c’è il futuro dell’umanità se è vero che quasi il 40 per cento della superficie terrestre è usata per coltivare e per allevare, ma anche che negli ultimi 40 anni è diventato improduttivo il 30 per cento dei terreni coltivabili.

E in molte regioni, tra le quali l’Africa Sub-Sahariana, l’America del Sud, il Sud-Est Asiatico e il Nord Europa, si assiste a una perdita di oltre il 50 per cento. 

Educare e informare

Ogni anno il pianeta perde una superficie agricola grande quanto l’Italia. Per combattere efficacemente il fenomeno gli organizzatori dell’Earth Day hanno deciso di puntare sull’educazione, fornendo agli insegnanti un kit didattico (scaricabile direttamente dal sito solo in lingua inglese) per affrontare in classe gli argomenti da un punto di vista strettamente scientifico e non politico o ideologico.

Anche BCFN si propone di fornire materiale di riflessione attraverso una nuova iniziativa condotta in collaborazione con il Milan Center for Food and Law Policy: il Food Sustainability Report, uno strumento che grazie al monitoraggio della Right to Food Map raccoglie periodicamente informazioni da siti internet, istituti di ricerca, mondo legislativo e delle ONG per analizzare il dibattito globale su cibo e sostenibilità e poter così promuovere e diffondere la conoscenza delle complesse tematiche relative al cibo e alla sua produzione.

Lo scopo, perfettamente in linea con l’obiettivo della Giornata della Terra, è sensibilizzare governi, istituzioni e opinione pubblica sull’urgenza di agire

per rendere il sistema alimentare realmente sostenibile. 


Il primo numero del Food Sustainability Report è consultabile on line.

Più domanda, meno risorse

Negli ultimi 50 anni, a livello globale, la superficie coltivata è aumentata del 12 per cento ed è raddoppiata la superficie irrigata a causa dell’aumento netto delle terre coltivate. È triplicata anche la resa delle principali coltivazioni. 

La crescente pressione demografica e il benessere di fasce sempre più ampie di popolazione sta portando a un incremento della domanda di produzione alimentare che nel 2050 crescerà del 70 per cento rispetto al 2009, con picchi del 100 per cento nei Paesi in via di sviluppo. 


Come dimostrano i paradossi della produzione alimentare studiati da BCFN, non mancano le risorse per sfamare tutti, ma la distribuzione di terra e acqua non favorisce i Paesi che hanno bisogno di produrre di più in futuro: la disponibilità media di terra coltivata pro capite nei Paesi a basso reddito è meno della metà di quella dei Paesi ad alto reddito e generalmente meno adatta alla coltivazione. 

Lo dimostra il fatto che proprio in questi mesi è esplosa in tutta la sua gravità una delle più gravi carestie da quando sono nate le Nazioni Unite, una penuria di cibo che interesserà oltre 20 milioni di persone, principalmente nel Corno d’Africa.

È una sconfitta politica e morale perché il mondo avrebbe dovuto sostenere economicamente, fin da subito, la risposta a questa crisi e vincerla. Se ogni essere umano ha diritto a un cibo adeguato, ogni Paese ha il dovere di fare la sua parte nella battaglia contro la fame”  ha dichiarato Livia Pomodoro, presidente del Milan Center for Food Law and Policy.

"È una sconfitta politica e morale perché il mondo avrebbe dovuto sostenere economicamente, fin da subito, la risposta a questa crisi e vincerla."

Land grabbing e deforestazione

Se il cambiamento climatico erode la quantità di terreni coltivabili disponibile, l’acquisizione di terreni in modo non trasparente e in violazione dei diritti umani alimenta il fenomeno del cosiddetto land grabbing, ovvero l’accorpamento della proprietà dei terreni agricoli nelle mani di pochi. Il fenomeno delle acquisizioni di terra riguarda oggi quasi 60 milioni di ettari di terra. 

Dal 1990 a oggi sono andati perduti 129 milioni di ettari di foresta che equivalgono ad un'area grande quasi quanto il Sudafrica e la produzione alimentare è responsabile dell’80 per cento del fenomeno.

Un’agricoltura sostenibile non è solo un’opzione, ma una necessità per combattere fame, povertà e sprechi di cibo. 


Cosa si potrebbe fare concretamente per dare vita a un utilizzo più sostenibile del suolo? Basterebbero tre semplici mosse: in primo luogo, ridurre lo spreco di cibo; usare la terra agricola per produrre cibo invece di biocarburanti. Infine, scegliere le produzioni di cibo che richiedono meno suolo. Un esempio su tutti, l’80 per cento dei terreni agricoli è utilizzato per l’alimentazione animale, ma dalla carne arriva solo il 17 per cento delle calorie che assumiamo. 

Oggi più di prima sono le scelte alimentari che facciamo ad avere un impatto sull’ambiente e la Giornata della Terra è un’occasione per diventare tutti più consapevoli dei rischi che corriamo ma anche di ciò che possiamo fare come individui e come cittadini.

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