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Anno Internazionale dei Legumi: benefici per una vita intera

Giunti alla fine dell’Anno Internazionale dei Legumi promosso dalla FAO, ci preme sottolineare i benefici di questo alimento sia per la nostra alimentazione sia per l’ambiente.

Provate a immaginare un alimento rivoluzionario di facile creazione, buona conservazione e in grado di minimizzare lo spreco alimentare; ovviamente deve essere anche una fonte sana e accessibile di sostanze nutritive per le persone più o meno abbienti. Inoltre, questo alimento deve contribuire a ridurre le emissioni di gas serra grazie ad una fase produttiva che richiede meno energia e alla riduzione, al contempo, del fabbisogno di proteine di origine animale. In ultimo, questo prodotto deve contribuire in modo significativo al raggiungimento di una dieta più diversificata. Per alcuni questo prodotto potrebbe sembrare quasi un sogno stravagante e inverosimile, ma in realtà potrebbe essere qualcosa di molto più familiare del previsto. Per questo motivo la FAO, Organizzazione delle Nazioni Unite, ha deciso di dedicare l’anno 2016 ai legumi, conosciuti anche come legumi da granella, tra i quali ad esempio i fagioli dall’occhio, i comuni fagioli, i fagioli di Lima, i ceci (o garbanzos) e le lenticchie. Sorprende però vedere che, nonostante tutte le proprietà così ovvie presenti in questo alimento, normalmente ne consumiamo meno di quanto potremmo e di conseguenza perdiamo molti dei benefici non solo da un punto di vista nutrizionale, ma anche ambientale e sociale. Ecco perché il 2016 in qualità di Anno Internazionale dei Legumi promosso dalla FAO non dovrebbe cadere nel dimenticatoio, ma diventare invece una campagna costante per rendere i legumi parte integrante della nostra dieta.

Incremento della biodiversità
La conservazione e l’aumento della biodiversità sono due dei problemi più impellenti che l’agricoltura deve affrontare e diventano le fondamenta di una catena alimentare resiliente. Storicamente i nostri antenati, che si dedicavano alla caccia e alla raccolta, avevano un’alimentazione molto diversificata, mentre oggi la nostra dieta si compone solo di una piccola parte delle verdure e dei prodotti vegetali che venivano consumati un tempo. Sebbene la famiglia delle piante leguminose costituisca ancora oggi una porzione importante degli alimenti che troviamo nella nostra dieta, include anche tutta una serie di specie ancora inesplorate e una grande diversità genetica che può rivestire un ruolo fondamentale ora che il cambiamento climatico sta spostando le aree di produzione delle principali colture. Le specie appartenenti alla famiglia dei legumi sono caratterizzate da una grande diversità in termini di dimensione e colore delle sementi, di habitat di crescita e di capacità di adattamento ai diversi climi, dalla foresta tropicale fino agli ambienti aridi come il Sahel. Un esempio di legume dalle grandi capacità di adattamento, ma poco utilizzato è il fagiolo bambara che più comunemente viene coltivato in Africa, ma che è in grado di crescere su terreni molto poveri e non è raro trovarlo nelle aree urbane con poca terra, ad esempio lungo le tratte ferroviarie1.

I legumi possono anche offrire numerosi benefici alle aziende agricole e all’ecosistema. Molti riescono, infatti, a crescere come rampicanti tra alberi e arbusti negli ecosistemi agro-forestali e per questo possono rappresentare una buona alternativa all’agricoltura itinerante; altri legumi come i piselli cajanus cajan possono essere coltivati insieme ai cereali perché grazie alle loro radici profonde non solo non privano i cereali dell’acqua di cui necessitano, ma gliene forniscono. La consociazione con i legumi e il loro utilizzo a rotazione possono portare a una riduzione delle malattie e dei parassiti e apportare benefici per le future colture nel medesimo campo poiché le radici dei legumi contribuiscono alla formazione di materia organica e attraverso la simbiosi con i batteri del suolo apportano azoto alle piante.

Benefici per il cambiamento climatico
L’agricoltura e il cambiamento climatico sono ineluttabilmente interconnessi e paradossalmente gli effetti dei gas serra renderanno più difficile la produzione di cibo in futuro. Pare chiaro che, con uno spreco alimentare pari a 1/3, l’efficienza e la riduzione dello spreco potrebbero essere due punti chiave nella riduzione delle emissioni. Uno degli aspetti più positivi legati ai legumi è il fatto che i semi secchi possono essere conservati per lunghi periodi di tempo senza bisogno di refrigerazione. Un’altra fonte di emissioni in agricoltura è rappresentata dalle proteine di origine animale, la cui produzione richiede spesso un consumo superiore in termini di mangime e acqua e altre attività ad alto fabbisogno energetico; i legumi sono una meravigliosa fonte alternativa di proteine perché ricchi di sostanze nutritive, ne contengono il triplo rispetto al riso. In ultimo, come precedentemente indicato, hanno la capacità di formare legami simbiotici con i microbi contenuti nel terreno e di fissare l’azoto, il che si traduce nell’utilizzo di fertilizzanti sintetici o di concime con un più basso consumo di energia. I legumi, perciò, offrono una soluzione semplice e immediata al dilemma vigente tra agricoltura e cambiamento climatico.

Davvero poco utilizzati
Le principali incertezze di molte persone sul consumo dei legumi sono legate ai lunghi tempi di cottura e i problemi di flatulenza. È tuttavia possibile cuocerli senza doverli lasciare prima a bagno, soprattutto se appena raccolti; al posto di lasciarli a bagno per molte ore si possono prima far velocemente bollire per poi procedere con la normale cottura a fuoco lento. Per ridurre o addirittura eliminare completamente il problema della flatulenza è sufficiente scolare l’acqua in cui sono rimasti a bagno e sostituirla con acqua fresca durante la cottura. Inoltre, con il passare del tempo, aumentando il consumo di legumi e inserendoli regolarmente nella dieta si verifica un’attenuazione di questi sintomi, con buona probabilità in seguito al cambiamento del microbioma intestinale.
I legumi costituiscono un gruppo vegetale di incredibile importanza, ma davvero poco utilizzato sebbene apporti benefici enormi. Un consumo più frequente e una scelta più diversificata di legumi potrebbero innescare ulteriori cambiamenti a sostegno della loro coltivazione e produzione. Con l’aumento della domanda, per prima cosa un numero maggiore di aziende agricole si dedicherebbe a questa coltura e godrebbero appieno dei vantaggi legati ai benefici di questo sistema di coltivazione. Da questo incremento della richiesta si spera possano conseguire migliori pratiche di scambio commerciale e di vendita, accompagnate da politiche e programmi a sostegno di queste colture e della loro produzione. Un obiettivo fondamentale diventa la ricerca e lo sviluppo continuo di “cultivar” con una migliore capacità di adattamento, accompagnati dalla conservazione e dal mantenimento delle varietà selvatiche e coltivate. Come per ogni cosa, l’industria segue sempre le tendenze del momento e molto probabilmente renderebbe il consumo dei legumi ancora più conveniente eliminando uno dei principali ostacoli ad un più vasto consumo. Le vostre scelte sul mercato sono quindi decisive, e la decisione di portare o meno i legumi sulla vostra tavola, d’ora in poi, spetta a voi.

1 "Pulses and Biodiversity." FAO Nazioni Unite. N.p., 2016. Web. 13 sett. 2016.



Zachary Dashner, BCFN Alumni

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