Carne artificiale: un’alternativa più sana e sostenibile?

Carne artificiale: un’alternativa più sana e sostenibile?

Carne artificiale: un’alternativa più sana e sostenibile?

David Kay, responsabile della comunicazione e sostenibilità della Memphis Meat, la società che sta tentando di portare sugli scaffali di tutto il mondo una carne artificiale e sostenibile per l’ambiente, senza nulla togliere al palato.

Una start-up per produrre carne in modo sostenibile: è questo l’obiettivo di Memphis Meat, una società nata nella Silicon Valley per sperimentare la produzione di carne in laboratorio. A parlarne all’ultimo Forum BCFN è stato David Kay, responsabile della comunicazione e sostenibilità del progetto di carne artificiale. “La carne è una delle produzioni alimentari a maggior impatto ambientale” ricorda l’esperto. “Gli animali che devono pascolare consumano risorse che potrebbero essere dedicate all’agricoltura, in particolare spazio coltivabile e molta, moltissima acqua. Gli allevamenti intensivi producono gas serra che contribuiscono al cambiamento climatico”.

L’unica alternativa: rinunciare alla carne, dato che è possibile, in gran parte, sostituirne le proprietà nutritive con altre fonti proteiche, in primo luogo i legumi. “In molte culture, però, la carne fa parte dell’alimentazione tradizionale, in particolare in occasione delle feste. Perché rinunciarvi se esiste un’alternativa?”.


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Colture di tessuti in laboratorio

La soluzione si chiama coltura tissutale. “Selezioniamo il bestiame di migliore qualità, isoliamo le cellule muscolari più adatte a riprodursi in laboratorio e capaci di garantire consistenza e aroma”. Proprio la consistenza è stato il problema principale che hanno dovuto fronteggiare i ricercatori, come spiega Kay: “La consistenza della bistecca è data non solo dalle fibre muscolari ma anche dalla presenza del tessuto connettivo. Ci è voluto un po’ per arrivare allo stesso risultato in laboratorio e, al momento, la carne che per consistenza e sapore somiglia di più a quella proveniente direttamente dall’animale è quella trita, per esempio sotto forma di hamburger. Ma anche con le fettine il sapore non cambia, secondo i nostri assaggiatori, tutti carnivori appassionati”.

Le cellule in coltura vengono nutrite con gli stessi elementi nutrizionali contenuti normalmente nei mangimi animali, ma in forma pura. Per ottenere un taglio di carne artificiale ci vogliono da tre a quattro settimane e, secondo i calcoli di Memphis Meat, l’impatto ambientale è molto ridotto: “Consumiamo circa il 90 per cento in meno di acqua, non consumiamo suolo se non per l’ingombro dello stabilimento, e le emissioni di CO2 sono molto ridotte rispetto alla normale produzione di carne. Infine potremmo far felici anche i vegetariani o vegani che non sono tali per gusto, ma per scelta etica: non è necessario uccidere l’animale per ottenere le cellule da cui far partire la coltura”.

Tra i vantaggi, anche una riduzione dei rischi di contaminazione batterica della carne, che viene prodotta in ambiente sterile e quindi non richiede l’uso di antibiotici, così frequentemente utilizzati negli allevamenti intensivi.

“La domanda di carne è in crescita su scala globale” commenta Kay riferendo i dati FAO che vedono il consumo raddoppiare entro il 2050 in relazione a una migliore condizione economica e di vita nei Paesi in via di sviluppo. “Il modo attuale di produrla non è sostenibile. La carne artificiale, invece, non soltanto è sostenibile ma è anche più economica”.

La sfida, infatti, sta anche nel ridurre i costi della carne per il consumatore finale, sempre tenendo conto del fatto che i consumi si contrarranno nei Paesi occidentali per rispondere alle linee guida nutrizionali che prescrivono proteine di origine animale non più di tre volte alla settimana. Anche sul piano nutrizionale, però, Kay ha cercato una soluzione: “Gli ultimi studi dimostrano che la carne rossa è cancerogena, mentre quella bianca è più salutare. La maggior parte delle sperimentazioni era stata condotta con muscolo rosso, noi abbiamo avviato la produzione anche di carne di pollo e di anatra, oltre che di manzo”.

Il responsabile della comunicazione e sostenibilità ambientale di Memphis Meat non si sbilancia sulla data in cui la carne artificiale arriverà sugli scaffali, ma in alcuni articoli usciti su quotidiani statunitensi (tra i quali il Wall Street Journal, interessato all’informazione in vista di un possibile posizionamento in borsa) si fa cenno al 2021. Per il momento alcuni grandi investitori, tra i quali i proprietari di Amazon e Virgin, hanno garantito alla start-up gli investimenti necessari ad accelerare la messa a punto finale.

Produrremo la carne che piace alla maggior parte dell’umanità, in un modo più sostenibile e più sicuro per i singoli individui e per l’ambiente” conclude Kay.


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