Carne artificiale: un’alternativa più sana e sostenibile?

Carne artificiale: un’alternativa più sana e sostenibile?

25 Gennaio 2018

Carne artificiale: un’alternativa più sana e sostenibile?

David Kay, responsabile della comunicazione e sostenibilità della Memphis Meat, la società che sta tentando di portare sugli scaffali di tutto il mondo una carne artificiale e sostenibile per l’ambiente, senza nulla togliere al palato.

Una start-up per produrre carne in modo sostenibile: è questo l’obiettivo di Memphis Meat, una società nata nella Silicon Valley per sperimentare la produzione di carne in laboratorio. A parlarne all’ultimo Forum BCFN è stato David Kay, responsabile della comunicazione e sostenibilità del progetto di carne artificiale. “La carne è una delle produzioni alimentari a maggior impatto ambientale” ricorda l’esperto. “Gli animali che devono pascolare consumano risorse che potrebbero essere dedicate all’agricoltura, in particolare spazio coltivabile e molta, moltissima acqua. Gli allevamenti intensivi producono gas serra che contribuiscono al cambiamento climatico”.

L’unica alternativa: rinunciare alla carne, dato che è possibile, in gran parte, sostituirne le proprietà nutritive con altre fonti proteiche, in primo luogo i legumi. 

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In quasi tutte le culture del mondo, la carne è un elemento centrale della dieta e, infatti, la sua richiesta a livello globale sta aumentando vertiginosamente. Noi di Memphis Meat stiamo sviluppando un nuovo metodo di produzione della carne.”

La soluzione si chiama coltura tissutale. “Selezioniamo il bestiame di migliore qualità, isoliamo le cellule muscolari più adatte a rigenerarsi e a fornire il sapore, le consistenze e gli aromi che cerchiamo.” Le cellule in coltura vengono nutrite con gli stessi elementi nutrizionali contenuti normalmente nei mangimi animali, ma in forma pura. Per ottenere un taglio di carne artificiale ci vogliono da tre a quattro settimane e, secondo i calcoli di Memphis Meat, l’impatto ambientale è molto ridotto: "Su larga scala, siamo convinti che i nostri prodotti richiederanno una quantità significativamente minore di risorse naturali con un abbattimento delle emissioni di gas serra. Riteniamo anche che il nostro processo contribuirà a migliorare il benessere degli animali"

Tra i vantaggi, anche una riduzione dei rischi di contaminazione batterica della carne, che viene prodotta in ambiente sterile e quindi non richiede l’uso di antibiotici, così frequentemente utilizzati negli allevamenti intensivi.

La domanda di carne è in crescita su scala globale” commenta Kay riferendo i dati FAO che vedono il consumo raddoppiare entro il 2050 in relazione a una migliore condizione economica e di vita nei Paesi in via di sviluppo. 

"Ci aspettiamo che la carne basata sulla coltura cellulare non solo sarà più sostenibile, ma anche più accessibile rispetto a quella prodotta con metodi convenzionali.

La sfida, infatti, sta anche nel ridurre i costi della carne per il consumatore finale, sempre tenendo conto del fatto che i consumi si contrarranno nei Paesi occidentali per rispondere alle linee guida nutrizionali che prescrivono proteine di origine animale non più di tre volte alla settimana. Anche sul piano nutrizionale, però, Kay ha cercato una soluzione: “Stiamo anche esplorando modi per migliorare i profili nutrizionali della carne.

Il responsabile della comunicazione e sostenibilità ambientale di Memphis Meat non si sbilancia sulla data in cui la carne artificiale arriverà sugli scaffali, ma in alcuni articoli usciti su quotidiani statunitensi (tra i quali il Wall Street Journal, interessato all’informazione in vista di un possibile posizionamento in borsa) si fa cenno al 2021. Per il momento alcuni grandi investitori, hanno garantito alla start-up gli investimenti necessari ad accelerare la messa a punto finale.

Possiamo produrre carne che piaccia in tutto il mondo in maniera rispettosa del pianeta e delle tradizioni culinarie", conclude Kay.

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