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cibo e sostenibilità

Un’istantanea della situazione alimentare australiana

L'Australia è famosa per il bel tempo, lo stile di vita salutare dei suoi abitanti, i prodotti freschi e l'elevata qualità della vita, che contraddistinguono anche le città più grandi come Sydney e Melbourne. Oggigiorno però gli agricoltori locali si trovano sempre più in difficoltà a causa dell’implacabile espansione urbana intorno a entrambe le città e agli elevati costi di affitto dei terreni agricoli . Se non si interverrà per porre un freno a questo processo, potrebbero esserci ripercussioni negative sulla qualità della vita degli abitanti delle due città.



I terreni agricoli intorno a Sydney attualmente producono circa un quinto del cibo consumato dalla città , mentre quelli nell’area di Melbourne sono in grado di soddisfare fino al 41% del fabbisogno della popolazione urbana. Tuttavia due studi recenti – Sydney’s Food Futures  e Melbourne’s Food Future  – spiegano che, in assenza di un’inversione delle attuali tendenze, questa situazione potrebbe subire un drastico cambiamento.

Gli studi citati formulano previsioni tutt’altro che favorevoli riguardo alle condizioni che verrebbero a crearsi continuando a perseguire le politiche attuali. Per l'area di Sydney, per esempio, si assisterebbe a un calo del 90% della produzione di ortaggi freschi, ovvero del 60% della produzione totale di cibo, e il bacino di Sydney passerebbe dal soddisfare il 20% del fabbisogno alimentare dei residenti nell'area al 6% soltanto. Nel caso di Melbourne lo studio prevede che entro il 2050 l'area riuscirà a soddisfare soltanto il 18% del fabbisogno alimentare della città.

La portata del calo previsto dagli studi è piuttosto drammatica. Procurarsi il cibo altrove sarebbe possibile, ma implicherebbe la necessità di trasportarlo da luoghi più distanti, sacrificando così la freschezza. Al centro della questione c'è il problema della sostenibilità alimentare, cui mira a far fronte il Food Sustainability Index (FSI) sviluppato nel 2016 dall’Economist Intelligence Unit in collaborazione con la Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition.

Problemi locali, priorità nazionali

I tre i pilastri del FSI – agricoltura sostenibile, sfide nutrizionali e sprechi alimentari – si ricollegano tutti al dibattito sul futuro della produzione agricola in Australia, collocatasi all'ottavo posto nella classifica dei 25 Paesi presi in esame dal FSI. Si tratta di uno dei punteggi più bassi riportati da un Paese sviluppato e indica la presenza di un margine di miglioramento da sfruttare.

Pur piazzandosi ai primissimi posti (seconda della classifica globale) relativamente alla riduzione di sprechi e perdite alimentari, l’Australia si classifica al sedicesimo posto per quanto riguarda il pilastro delle sfide nutrizionali, molto al di sotto di altri Paesi sviluppati come Francia, Giappone e Corea del Sud. Ne consegue che sostenere l’adozione di una dieta salutare deve essere una delle priorità degli esponenti politici del Paese. L’Australian Institute of Health and Welfare ha messo in guardia dall'aumento del tasso di obesità in Australia , poiché secondo i dati attuali il 63% degli adulti è obeso o in sovrappeso .

Garantire la presenza di una grande quantità di terreni agricoli coltivabili vicino ai principali centri urbani come Sydney e Melbourne sarebbe utile per affrontare il problema. Se l'espansione urbana continuerà a sottrarre terreno all'agricoltura e la percentuale del fabbisogno alimentare complessivo delle città soddisfatta da produttori locali continuerà a diminuire, probabilmente si assisterà a un aumento della somma che gli abitanti dovranno pagare per avere accesso a una dieta equilibrata e nutriente. Producendo il cibo vicino al mercato in cui viene consumato si riducono i costi di trasporto e si annulla il rischio di un aumento dei prezzi dell’energia con conseguente aumento dei prezzi del cibo. Pare che a Sydney i cosiddetti “deserti alimentari” (ovvero aree con scarsissime possibilità di acquistare prodotti freschi) siano già abbastanza comuni, in particolare nella parte occidentale della città . In queste aree si riscontra una maggiore diffusione di problemi di salute legati alla mancanza di frutta e verdura fresca come il diabete di tipo 2.

Centri nutrizionali

Garantire un approvvigionamento stabile di prodotti freschi vicino ai principali centri urbani è inoltre fondamentale per contenere le perdite alimentari (definite come la quantità di cibo destinato al consumo umano che va persa durante le fasi di produzione, post-raccolta e trasformazione). Se è vero che l'Australia riporta buoni risultati in relazione a questo parametro del FSI, allontanare ancora di più la produzione agricola dai centri abitati potrebbe cambiare le cose. Dovendo essere trasportato da luoghi più distanti, il cibo è infatti soggetto a un maggior grado di perdita, in particolare nel caso dei prodotti deperibili che, se coltivati invece vicino al loro mercato, sono associati a perdite più ridotte.  Inoltre trasportare i prodotti su distanze maggiori implica emissioni più elevate di anidride carbonica.

Guardare al futuro

Una cosa è certa: non tutto è perduto. Secondo il progetto Sydney’s Food Futures, gli esponenti politici non solo sono ancora in tempo a proteggere i terreni agricoli nelle vicinanze della città, ma per farlo hanno anche a disposizione un gran numero di misure . Lo studio rileva inoltre che le strategie sostenibili per integrare la produzione alimentare con altri servizi essenziali potrebbero effettivamente comportare un aumento della produzione alimentare nell'area e creare lavoro per gli abitanti del posto.

Per raggiungere questo obiettivo è però necessario uno sforzo comune da parte del governo. Un punto di riferimento centrale per gli esponenti politici potrebbe essere il Milan Urban Policy Food Pact, firmato nel 2015 da 138 città (compresa Melbourne ma non Sydney), il cui risultato è un piano che mira a ridurre gli sprechi alimentari, incoraggiare una dieta sana e garantire che sia possibile l'acquisto sostenibile di cibo in un contesto urbano.

Da una prospettiva più ampia, questi problemi sono importanti per quanto riguarda l'impegno dell'Australia verso il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite fissati nel 2015 . Sei dei diciassette SDG affrontano nello specifico problemi legati al cibo. In particolare l’SDG 3 (“garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti a tutte le età”), l’SDG 12 (“garantire modelli di consumo e produzione sostenibili”) e l’SDG 15 (“proteggere, ristabilire e promuovere l'utilizzo sostenibile degli ecosistemi terrestri”) hanno tutti conseguenze dirette sull’espansione urbana incontrollata e la diminuzione di terreni agricoli intorno ai principali centri abitati.

(Questo articolo è stato inizialmente pubblicato sul blog http://foodsustainability.eiu.com/)
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Haley Swartz è Coordinatrice del Programma di Ricerca per il Global Food Ethics and Policy Program del Johns Hopkins Berman Institute of Bioethics. Si occupa di ricerca nell’ambito dei programmi di assistenza alimentare e di governance alimentare in Paesi in via di sviluppo e a basso e medio reddito insieme alla Dr. Jessica Fanzo, Bloomberg Distinguished Associate Professor di Etica, Alimentazione Globale e Agricoltura. Haley Swartz ha conseguito una laurea di primo grado in Studi e governi femminili e una laurea di secondo grado in Politiche pubbliche, entrambe presso l’Università della Virginia.

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