Come si misura la sostenibilità? Focus su indici e indicatori

Come si misura la sostenibilità? Focus su indici e indicatori

Come si misura la sostenibilità? Focus su indici e indicatori

Dalla definizione di sostenibilità alla creazione degli indici di sostenibilità: sono molti i modi per stabilire se aziende, città e nazioni rispettano i principi di sviluppo sostenibile e con quali risultati.

Cosa significa sviluppo sostenibile? Secondo le Nazioni Unite, si tratta di “uno sviluppo che soddisfa le necessità presenti senza compromettere la possibilità per le future generazioni di soddisfare le proprie”. E perché questo scenario si trasformi in realtà è necessario creare il giusto equilibrio tra tre diverse componenti: crescita economica, inclusione sociale e protezione dell’ambiente. “Tutti questi elementi sono interconnessi e sono fondamentali per il benessere dei singoli individui e dell’intera società” spiegano gli esperti delle Nazioni Unite, ricordando che uno sviluppo sostenibile richiede atti concreti per costruire un futuro fatto di inclusione e di resilienza per tutta la popolazione mondiale. 

Indici di sostenibilità

Se sulla definizione di sostenibilità e di sviluppo sostenibile i pareri sono piuttosto concordi, meno allineate sono le opinioni su quale sia il metodo migliore per misurare tali parametri e capire se si sta davvero procedendo nella giusta direzione per garantire crescita a livello economico e sociale, nel pieno rispetto dell’ambiente. Sono stati utilizzati a questo scopo numerosi indicatori, ovvero aspetti diversi della società e dell’economia (per esempio reddito pro-capite, differenze di genere, spreco alimentare) che si concretizzano poi in indici di sostenibilità specifici. In questo contesto, BCFN in collaborazione con la Intelligence Unit dell’Economist (EIU) ha sviluppato il Food Sustainability Index, uno strumento pensato per valutare la sostenibilità alimentare e quindi analizzando i sistemi alimentari in modo qualitativo e quantitativo, dando risalto alle best practices tra le differenti nazioni e tenendo sotto controllo i progressi compiuti. Giunto nel 2018 alla sua terza edizione, l’indice classifica le nazioni valutando, grazie all’uso di 55 diversi indicatori, tre pilastri fondamentali della sostenibilità alimentare: agricoltura sostenibile, sfide nutrizionali e spreco alimentare.


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Il PIL da solo non basta

Una cosa è certa: benessere e sostenibilità non sono sinonimi di ricchezza economica e per questa ragione non possono essere misurati con le stesse metodologie. Ecco perché il prodotto interno lordo (PIL), una misura spesso chiamata in causa per definire quanto un Paese “stia bene”, non rappresenta in realtà una valida misura per lo sviluppo sostenibile. “Servono indici di sostenibilità adeguati, che prendano in considerazione le sfide moderne come cambiamenti climatici, povertà, sfruttamento eccessivo delle risorse, salute e qualità della vita” spiegano dalla Commissione Europea. Proprio dagli esperti della Commissione, assieme ad altri partner internazionali tra i quali anche l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), hanno dato il via nel 2007 all’iniziativa “Oltre il PIL”, al fine di identificare i migliori indici per misurare il progresso. Facendo un passo indietro, si nota però che già negli anni ’90 del secolo scorso le Nazioni Unite avevano messo in campo un primo tentativo di andare “oltre il PIL” creando lo Human Development Index (HDI, Indice di sviluppo umano) con l’idea che le persone e le loro capacità sono i criteri in base ai quali valutare il progresso e il benessere di una nazione. 

Dalle aziende alle nazioni

Il Financial Times definisce gli indici di sostenibilità come “indici condivisi da aziende gestite secondo il rispetto dell’ambiente e degli interessi futuri della società e che non puntano a ottenere profitti immediati”. Oggi si contano numerosi indici che valutano le performance di un’azienda non solo in base ai profitti: il noto indice Dow Jones prevede, per esempio, anche alcune versioni dedicate alla sostenibilità (Dow Jones Sustainability Indices, DJSI), mentre il Gender Equality Index (GEI) lanciato da Bloomberg all’inizio del 2018 aiuta a misurare le differenze tra i generi che ancora limitano in molti settori lo sviluppo e l’indipendenza delle donne. A quest’ultimo si può in un certo senso associare una versione che va oltre l’azienda per rivolgersi alle nazioni ed è gestita dall’Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere (EIGE). 

Obiettivi (e misure) comuni 

Quando si parla di sostenibilità e di sviluppo sostenibile, non si può fare a meno di citare i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile inseriti nell’agenda 2030 delle Nazioni Unite. Su questi obiettivi è stato costruito un indice specifico, il cosiddetto SDG Index: “I governi e l’intera società civile possono utilizzare questo indice per identificare le aree di azione prioritarie, comprendere meglio le più importanti sfide verso il miglioramento, tenere traccia dei progressi compiuti e identificare i vuoti ancora da colmare per poter raggiungere, entro il 2030, gli obiettivi di sviluppo sostenibile” dicono dalle Nazioni Unite. Il report annuale, prodotto dal Sustainable Development Solutions Network (SDSN) e da Bertelsmann Stiftung fornisce una fotografia precisa di come le diverse nazioni si stanno muovendo verso il traguardo finale e aiuta a completare le informazioni fornite dagli indici di sostenibilità ufficiali dei 17 obiettivi e dalle revisioni fornite su base volontaria da diverse nazioni. 

La terza edizione di questo report, pubblicata a luglio 2018, comprende tutti i 193 stati membri delle Nazioni Unite ed è stato costruito dopo l’aggiunta di nuovi indicatori per coprire in modo più accurato tutti gli obiettivi. I risultati mostrano che molti dei paesi del G20 hanno cominciato a lavorare verso i traguardi di sviluppo sostenibile, ma se le tendenze resteranno invariate nessuno dei Paesi coinvolti nell’analisi sarà in grado di raggiungere tutti gli obiettivi entro il 2030 a causa soprattutto della lentezza dei progressi nelle strategie per affrontare i cambiamenti climatici ma anche in termini di consumo sostenibile e di miglioramento dei sistemi di produzione. 


Il Food Sustainability Index è uno dei temi che sarà trattato il 28 settembre 2018 a New York, in occasione del Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione organizzato da Fondazione BCFN.


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