Un Big Picnic per parlare di sostenibilità alimentare

Un Big Picnic per parlare di sostenibilità alimentare

20 Dicembre 2018

Un Big Picnic per parlare di sostenibilità alimentare

Un consorzio internazionale che riunisce numerosi orti botanici ha lanciato un progetto che coinvolge tutti i protagonisti del cibo per discutere di sostenibilità alimentare attraverso le conoscenze sulle piante.

Scienziati, responsabili politici, industrie e gente comune, insieme in un orto botanico, per affrontare la sfida globale della sicurezza alimentare. Big Picnic è tutto questo, e molto di più. Realizzato grazie ai fondi del programma quadro per la ricerca dell’Unione Europea Horizon 2020, Big Picnic riunisce 19 organizzazioni partner (la maggior parte delle quali costituita da orti botanici) in 12 paesi europei (Italia compresa) e uno africano (l’Uganda), aventi uno scopo comune: creare luoghi di incontro – e di scambio – per un dialogo sulla sicurezza alimentare.

Quale luogo migliore, infatti, per parlare di cibo, se non un orto botanico?

Il concetto di sicurezza alimentare è complesso, e può essere declinato e interpretato in diverse forme. Il progetto Big Picnic lo descrive come l’insieme di tre elementi interconnessi:



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1. Food security (sicurezza alimentare), ovvero disponibilità, accesso e garanzia al cibo per tutti, affinché tutti abbiano di che nutrirsi a sufficienza.

2. Food safety (alimentazione sana), ovvero disponibilità di cibi sani e nutrienti, privi di contaminanti e in buono stato di conservazione. 

3. Food sovereignty (traducibile con sovranità alimentare), per consentire alle persone di scegliere il cibo da mangiare, acquistando ad esempio prodotti a chilometro zero regionali o coltivando il proprio cibo.

Il patrimonio culturale legato al cibo è un elemento imprescindibile della triade: un alimento - dal metodo con cui si coltiva, alla preparazione e al consumo - è una forma di patrimonio culturale intangibile. Il cibo può avvicinare le persone e creare un senso di identità condivisa e, allo stesso tempo, può segnare le differenze culturali. La sfida, quindi, non è solo produrre cibo a sufficienza, ma assicurarsi che esso raggiunga chi ne ha bisogno (sicurezza alimentare), nelle modalità in cui le persone desiderano consumarlo, che sia nutriente (alimentazione sana) e che possa essere coltivato e distribuito in modo sostenibile (sovranità alimentare) e nel rispetto delle iniziative per frenare i cambiamenti climatici.

Processi partecipativi

Nell'affrontare il tema della sostenibilità alimentare attraverso problemi di globali come questo, è essenziale che tutti abbiano voce in capitolo, dagli agricoltori ai consumatori, dalle autorità pubbliche all'industria. Le discussioni di Big Picnic, organizzate come processi partecipativi attraverso caffè scientifici o incontri interattivi, coinvolgono perciò rappresentanti dell'intera catena alimentare e tutti i protagonisti a vari livelli. Capire perché le persone selezionano determinati prodotti alimentari nella vita di tutti i giorni è fondamentale per gli interventi di successo. Per esempio, in termini di alimentazione sana, gli adolescenti prestano attenzione ai valori nutrizionali del cibo che mangiano più che all'impatto ambientale che esso ha, ma allo stesso modo sono interessati in generale a saperne di più. Una volta informati, tendono a modificare le proprie scelte per comprendere anche l’aspetto ambientale.

Nel corso della storia, gli orti botanici hanno sempre risposto ai pressanti cambiamenti e bisogni sociali e ambientali. Le loro collezioni di piante viventi forniscono una risorsa essenziale per la ricerca scientifica, la conservazione e l'impegno pubblico” spiegano gli ideatori del progetto. “Avendo svolto un ruolo importante nella scoperta e nella diffusione di molte piante utili, gli orti botanici sono estremamente utili per fornire conoscenze e competenze. Molti giardini già ora gestiscono autonomamente attività con le proprie comunità locali e scuole. Queste interazioni possono incoraggiare una vasta gamma di pubblico a coltivare il proprio cibo in maniera sostenibile e garantire al contempo un'alimentazione sana”.

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