Trasformare i sistemi alimentari per combattere il cambiamento climatico

Trasformare i sistemi alimentari per combattere il cambiamento climatico

05 Luglio 2019

Trasformare i sistemi alimentari per combattere il cambiamento climatico

Un gruppo di esperti, tra cui una ricercatrice di Fondazione Barilla, ha prodotto un documento che suggerisce come modificare la produzione di cibo può ridurre il cambiamento climatico.

Trasformare il sistema di produzione alimentare per adattarlo ai cambiamenti climatici: è questo il tema di un documento elaborato dal Research Program on Climate Change, Agriculture and Food Security (CGIAR-CCAFS), alla cui stesura ha preso parte anche Marta Antonelli, responsabile del Programma di ricerca di Fondazione Barilla. Il rapporto è stato presentato a fine giugno alla conferenza di Bonn sul Cambiamento Climatico (SB50).

«I cambiamenti climatici mettono a rischio la possibilità di alimentare e nutrire una popolazione mondiale in crescita» recita il documento. «Cresce il numero delle persone cronicamente affamate e aumenta al contempo chi si nutre in modo sbagliato. Il degrado dell’ambiente, le diseguaglianze sistematiche e le proiezioni negative sul cambiamento climatico richiedono una trasformazione globale del sistema di produzione di cibo».

Il documento analizza come le decisioni politiche possano incentivare il cambiamento: «Le policy sono cruciali per realizzare la trasformazione perché sono in grado di rimuovere le barriere esistenti, di creare incentivi per l’applicazione di pratiche virtuose, di sostenere il settore e di facilitare l’accesso alle risorse in modo corretto ed equilibrato» continuano gli esperti del CGIAR. «I decisori politici devono sostenere coloro che sono rimasti indietro e assicurarsi che coloro che sono in grado di sostenerne i costi agiscano per primi e in modo ambizioso». In sostanza, se le cose da fare sono ormai assodate e condivise (ridurre le emissioni nella produzione di cibo e favorire la resilienza dei sistemi al cambiamento climatico; ridurre la perdita di cibo durante la produzione e lo spreco; suggerire diete sane per la persona e per l’ambiente; ridurre le diseguaglianze), si discute ancora su come agire e su quali siano le priorità, che possono anche cambiare a seconda del luogo di intervento.

Dal nazionale al locale

I cambiamenti di policy devono avvenire a vari livelli, da quello nazionale – che dà forma ai sistemi alimentari – a quello locale che affronta le sfide particolari e dimostra l’esistenza di un potenziale di miglioramento. Il quadro normativo globale e quello regionale determinano, insieme, gli impegni e gli standard da applicare a livello nazionale e locale.

In sostanza, se le norme nazionali catalizzano il cambiamento, quelle globali forniscono il quadro di riferimento, in particolare rispetto ai cambiamenti climatici e a tutte le azioni che non sono efficaci se messe in pratica in un solo Paese. 

Il rapporto degli esperti del CGIAR conclude analizzando le policy finanziarie che rendono il cambiamento sostenibile sul piano economico.

Le azioni da intraprendere, secondo il panel di esperti, sono chiare: invitare la politica ad approcciare la riforma del sistema alimentare in modo multi-settoriale, evitando interventi che agiscono solo su uno degli anelli della catena produttiva; promuovere processi e policy inclusive e trasparenti, per combattere le diseguaglianze nei sistemi alimentari; affrontare il problema della diseguaglianza di genere quale pre-requisito per la trasformazione.

«Le azioni e le policy a livello globale e regionale sono trasformative solo se vengono tradotte in azioni ambiziose a livello nazionale e se viene dato loro un supporto adeguato» spiega il rapporto, che aggiunge: «La trasformazione dei sistemi alimentari richiede investimenti sia pubblici sia privati», a rimarcare quanto tutti gli attori del sistema debbano lavorare insieme per lo stesso obiettivo, ovvero aiutare i Paesi, le imprese, le organizzazioni non governative, le organizzazioni di agricoltori e gli altri protagonisti della produzione alimentare a promuovere un cambiamento reale, basato sulla condivisione delle priorità, delle opportunità e delle sfide.


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