STOP obesità, un progetto per i giovanissimi

STOP obesità, un progetto per i giovanissimi

21 Settembre 2018

STOP obesità, un progetto per i giovanissimi

Il progetto STOP obesità nasce dal prestigioso Imperial College di Londra con l’obiettivo di individuare le migliori policy per bloccare l’epidemia di obesità infantile e favorire modelli alimentari più sani.



821 milioni di persone nel mondo soffrono la fame, mentre 2,1 miliardi soffrono di obesità o sono in sovrappeso. In Europa, tra i bambini tra i 5 e i 19 anni, la media è di un bambino obeso su dieci, mentre in Italia la media è addirittura di uno su tre. Un paradosso alimentare che secondo il NCD-RiscC (un network internazionale di esperti che misura i fattori di rischio per alcune patologie, tra cui l’obesità) è destinato ad aumentare e anche in fretta: se l’attuale situazione non dovesse mutare, in alcuni paesi europei nel 2025 più di un adulto su tre soffrirà di obesità. Una situazione simile avrebbe gravi conseguenze sulla salute pubblica: l’obesità, infatti, è una patologia riconosciuta come fattore di rischio per malattie cardiache e oncologiche, ma comporta anche un aumento dei costi per i servizi sanitari.

Alla ricerca di una soluzione efficace

STOP obesità non è solo uno slogan, ma il nome di un progetto promosso dall’Imperial College Business School di Londra, che si impegna a identificare e testare i migliori metodi di prevenzione e trattamento dell’obesità, specie nei giovanissimi (sotto i 12 anni). STOP è un acronimo di “Science and Technology in childhood Obesity Policy”, ovvero “Scienza e Tecnologia nelle Politiche di Obesità infantile”: a partire da giugno del 2018 e per 4 anni, il team di ricerca osserverà 17 gruppi di bambini in tutta Europa per esaminare i cambiamenti biologici e comportamentali che portano all’insorgenza di obesità, e come essi siano causati dalle condizioni ambientali in cui viviamo. Ma non solo: in Spagna, Svezia e Romania, lo studio prevede anche un’analisi delle tecnologie digitali quali mezzi di prevenzione dell’obesità, specialmente in condizioni svantaggiate. 

STOP prevede, tra i suoi compiti, di lavorare sulla sicurezza alimentare, per assegnare all’industria alimentare e ai suoi attori maggiore responsabilità circa i prodotti che vengono immessi sul mercato, invitando a trovare soluzioni innovative e salutari per i piccoli consumatori. Tra le politiche, i ricercatori vogliono spingere gli stessi governi europei a combattere l’obesità infantile attraverso interventi economici che spingano l’industria verso la produzione di bevande e cibi sani. Ecco perché a guidare il progetto ci sono economisti e non medici: l’obesità è un fenomeno sociale che ha anche (se non prevalentemente) le proprie radici nella modalità con cui il cibo viene prodotto e nei comportamenti dei consumatori. 

Un investimento istituzionale

Le organizzazioni partner del progetto STOP obesità comprendono dipartimenti di ricerca universitari, enti governativi e organizzazioni internazionali (OMS, IARC, OCSE), organizzazioni che si occupano di salute infantile nonché consorzi europei (EIT Health e EIT Food). In STOP saranno coinvolti 16 Paesi, di cui 12 membri UE, per un investimento totale di 10 milioni di euro, di cui 2 finanziati dalla stessa Unione Europea all’interno del progetto Horizon 2020.  

“Si tratta di un investimento significativo da parte della Comunità Europea per trovare gli approcci più efficaci e di successo per ridurre l'incidenza dell'obesità infantile, aiutando i bambini che già ne soffrono a ricevere il miglior sostegno”, ha affermato il leader del progetto, il professor Franco Sassi, direttore del Center for Health Economics & Policy Innovation dell'Imperial College Business School. “Nel Regno Unito” prosegue Sassi “un bambino su dieci è obeso, e questo è uno dei più alti tassi di obesità infantile in Europa. Se non viene intrapresa alcuna azione efficace, questa ondata di obesità infantile porterà nel 2025 ad avere nel Regno Unito più di un adulto su tre obeso. Progetti come STOP possono prevenire ciò, identificando e promuovendo soluzioni efficaci per rendere i bambini più resilienti alle influenze di un ambiente che favorisce l’obesità”.

Di modelli alimentari e di policy per la prevenzione dell’obesità in un’ottica di sostenibilità alimentare parlerà anche BCFN nel Forum che si terrà a New York il 28 settembre prossimo, in concomitanza con la Conferenza internazionale per lo sviluppo sostenibile che farà il punto sulle misure già messe in atto e da sviluppare per raggiungere entro il 2030 gli obiettivi di sviluppo sostenibile promossi dalla Nazioni Unite.


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