Sostenibilità dei sistemi agro-alimentari: la sfida globale e le possibili soluzioni

Sostenibilità dei sistemi agro-alimentari: la sfida globale e le possibili soluzioni

06 Luglio 2018

Sostenibilità dei sistemi agro-alimentari: la sfida globale e le possibili soluzioni

In un documento presentato nel corso del Forum Internazionale su Alimentazione  e Nutrizione di Bruxelles, BCFN propone la propria policy in tema di sostenibilità dei sistemi agro-alimentari, includendo raccomandazioni pratiche per raggiungere gli obiettivi prefissati. 

Towards a Common Agri-Food Policy”. È questo il titolo del testo presentato nel mese di giugno a Bruxelles, nel corso del Forum internazionale su cibo e nutrizione e disponibile nella sua versione in lingua inglese sul sito BCFN: un’occasione per aumentare la consapevolezza sul tema della sostenibilità e per sottolineare l’importanza di un coinvolgimento globale verso i traguardi finali previsti nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e descritti in dettaglio nei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile

“Per implementare l’Agenda 2030 è cruciale sviluppare sistemi agro-alimentari più sostenibili” si legge nell’introduzione al documento, nel quale si identificano tre grandi sfide principali a livello mediterraneo ed europeo, per allargare poi lo sguardo alla comunità mondiale. “Le sfide e le opportunità legate alla sostenibilità dei sistemi agro-alimentari richiedono una riflessione a livello globale” spiegano gli esperti BCFN, promotori, tra l’altro, anche della creazione di un “Gruppo intergovernativo su alimentazione e nutrizione”.

La politica agricola della EU

È difficile immaginare che gli attuali sistemi di produzione alimentare e il pianeta stesso possano tenere il passo con la crescente domanda di cibo e acqua di una popolazione mondiale che, secondo le stime, nel 2050 sfiorerà i 10 miliardi di individui e nel 2100  supererà gli 11 miliardi. L’Europa, con la sua politica agricola comune (PAC) per la quale è stata recentemente proposta una riforma, punta ancora esclusivamente sull’agricoltura, invece di prendere in considerazione un approccio più onnicomprensivo ai sistemi agro-alimentari. “Solo una delle nove proposte di riforma menziona il cibo” spiegano da BCFN, sottolineando come la sostenibilità nella produzione e nella nutrizione resti ancora un “elemento aggiunto” e non sia parte integrante della PAC. Tra le raccomandazioni previste dal documento di policy di BCFN rientra proprio questo passaggio da un sistema agricolo a uno agro-alimentare, ma non manca la richiesta un maggior coinvolgimento delle donne e dei giovani. Infine, si raccomanda di indentificare le best practice e di monitorare i progressi sul campo, con strumenti come il Food Sustainability Index, messo a punto da BCFN in collaborazione con l’Intelligence Unit dell’Economist (EIU). 

Lo sviluppo rurale mediterraneo

Il bacino del Mediterraneo rappresenta la seconda sfida identificata nel documento. La regione è un esempio emblematico delle attuali sfide legate ai sistemi agro-alimentari, poiché i Paesi che la compongono si stanno allontanando da un modello alimentare considerato sano e sostenibile. Inoltre, le pressioni ambientali e i problemi geopolitici mettono a rischio la sostenibilità e la sicurezza alimentare, mentre la crisi economica e le differenze tra i Paesi dell’area trasformano l’area in un hotspot per le migrazioni. È fondamentale mettere in campo politiche europee e globali che permettano di costruire e sostenere un vero sviluppo rurale nel Mediterraneo. Come fare? Gli esperti BCFN raccomandano di tenere conto e di incorporare le specificità territoriali nelle politiche agro-alimentari, nonché di prevedere finanziamenti adeguati per uno sviluppo rurale sostenibile. 

Verso migrazioni sostenibili

Nel 2015 si è registrato un picco di 1,25 milioni di richieste di asilo nei paesi dell’Unione Europea. E proprio i flussi migratori e la loro gestione sostenibile sono la terza sfida identificata nel documento di policy di BCFN, nel quale si spiega come il raggiungimento di una migrazione sostenibile si basi innanzitutto sull’identificazione e il controllo dei fattori che spingono centinaia di migliaia di persone a lasciare i propri Paesi d’origine. “Sostenibilità al primo posto” è uno degli slogan proposti all’Europa, in tutte le aree delle politiche comunitarie, dall’alimentazione all’innovazione, passando per la giustizia e la coesione sociale. È inoltre fondamentale agire per bloccare le emergenze sul breve periodo, ma anche “pensare a lungo termine” cercando soluzioni che prevedono, per esempio, partnership mirate con i Paesi da cui provengono i migranti. Serve infine aprire gli occhi sul contributo dei migranti all’agricoltura dell’Unione europea: combattere pratiche illecite di ingaggio e implementare i diritti sociali nella comunità europea sono solo due proposte per migliorare l’attuale situazione. 


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