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Smart farming: la nuova “rivoluzione verde”

Tecnologie avanzate e software ad hoc sono oggi a disposizione degli agricoltori per un’agricoltura sostenibile e stanno trasformando le aziende agricole in vere e proprie fabbriche intelligenti e sostenibili.

Dopo la selezione delle colture e le rivoluzioni genetiche, la terza “rivoluzione verde” è rappresentata dallo smart farming, ovvero un’agricoltura innovativa che si basa sull’applicazione di strumenti tecnologici di precisione, internet, sensori, geolocalizzatori, droni e altri robot. Si tratta in particolare di applicare le tecnologie informatiche e di comunicazione al settore agricolo per raggiungere gli obiettivi di produzione pur mantenendo una agricoltura sostenibile. E sono molti gli esperti a sostenere che solo attraverso la diffusione sempre più capillare dello smart farming l’agricoltura potrà rispondere con successo alle nuove sfide identificate dalla FAO già nel 2009: un aumento della produzione di cibo pari al 70 per cento per nutrire una popolazione che entro il 2050 sarà aumentata di circa 2,3 miliardi di persone. 

In campo big data e computer

L’agricoltura innovativa può essere vista come una branca della matematica. L’agricoltore si trova infatti di fronte ogni giorno a una serie di variabili – dalle condizioni climatiche alla composizione del suolo – che deve analizzare per poter portare avanti al meglio la propria attività. Data questa premessa, si comprende meglio il ruolo che i big data e le tecnologie informatiche possono rivestire nell’agricoltura innovativa e moderna: misurare in modo accurato tutte le variabili da prendere in considerazione ed elaborare i dati raccolti sgravando l’agricoltore da questo compito. Il tutto nell’ottica di rendere il lavoro più semplice, di migliorare le rese, di tagliare i costi e di muoversi verso un’agricoltura sempre più sostenibile. Uno dei primi esempi di smart farming è l’introduzione del 2001 della tecnologia GPS sui trattori, che trasmettendo dati sulla posizione del mezzo, ha permesso agli agricoltori di coltivare in modo più uniforme i terreni (evitando di passare più volte nello stesso punto) e di risparmiare fino al 40 per cento sul carburante. 

Anche la cosiddetta internet degli oggetti (Internet of Things) – quella che permette agli oggetti di essere sempre collegati alla rete e tra loro – si sta dimostrando fondamentale per cambiare il volto all’agricoltura. “Gli agricoltori potrebbero raccogliere informazioni dalle auto (connesse) che passano vicine ai loro terreni per determinare le condizioni meteo in tempo reale. Se piove si attivano i tergicristalli e se piove forte si sceglie la velocità massima; sulla base di questi dati si potrebbero programmare le irrigazioni” ipotizzano i ricercatori della  Wageningen University & Research, nei Paesi Bassi. 

Gli ostacoli non sono tecnologici

Le tecnologie informatiche non rappresentano più un ostacolo alla diffusione dello smart farming. Nonostante ciò questo nuovo modo di leggere e vivere l’agricoltura non è ancora diffuso come potrebbe: se negli Stati Uniti infatti fino all’80 per cento degli agricoltori utilizza qualche tipo di tecnologia “smart”, in Europa la percentuale si ferma al 24 per cento secondo i dati diffusi dalla Agricultural European Innovation Partnership (EIP-AGRI)


Proprio per aumentare la diffusione dello smart farming in Europa e spingere gli agricoltori ad adottare le tecnologie “smart” è stato creato Smart-AKIS, un network tematico finanziato con circa 2 milioni di euro dal progetto Horizon 2020 della Comunità Europea (CE). “L’obiettivo del progetto è ridurre le distanze tra il campo e la ricerca sull’identificazione e lo sviluppo di nuove tecnologie intelligenti che possano rispondere alle necessità degli agricoltori” spiegano i responsabili del progetto che mette a disposizione di diverse figure professionali legate all’agricoltura la possibilità di creare una rete di comunicazione e collaborazione, oltre che un elenco di soluzioni “smart”. Un altro finanziamento CE testimonia l’importanza delle tecnologie informatiche e di comunicazione in agricoltura: sono i 30 milioni di euro stanziati al progetto Internet of Food and Farm 2020, nato per promuovere la Internet of Things nello scenario agricolo europeo. 

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