Una rivoluzione alimentare per nutrire i nostri figli

Una rivoluzione alimentare per nutrire i nostri figli

10 Gennaio 2019

Una rivoluzione alimentare per nutrire i nostri figli

Paolo Barilla: “Dobbiamo insegnare ai nostri figli il valore dell’alimentazione sostenibile e i governi devono contribuire tagliando le sovvenzioni alle grandi aziende agricole industriali, parte di quel circolo vizioso in cui povertà e malnutrizione causano migrazioni”.

Più di dieci anni fa, una conversazione di ampio respiro con i miei fratelli ha fornito lo spunto per un viaggio alla scoperta di come la nostra azienda a conduzione familiare potesse contribuire a migliorare un sistema alimentare globale in difficoltà. All’epoca, la siccità stava causando carestie e più di un miliardo di persone non aveva cibo a sufficienza.

Abbiamo creato una fondazione, il Barilla Center for Food and Nutrition, per cercare soluzioni. Il Centro organizza Forum, commissiona ricerche, fa pressione per porre fine alle dispendiose sovvenzioni per il settore agricolo e fornisce perfino indicazioni al nostro pastificio sui cambiamenti necessari.

Le sfide sono immense. Nel settembre 2018, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) ha scoperto che, dopo anni di declino, la fame nel mondo è tornata ad aumentare. Circa 821 milioni di persone non hanno ancora abbastanza da mangiare. Nonostante ciò, il problema dell’obesità sta peggiorando e più di 672 milioni di adulti sono ormai in sovrappeso. Sprechiamo un terzo della produzione alimentare globale e i nostri sistemi agroalimentari contribuiscono ad aumentare i livelli di CO2, causando eventi meteorologici estremi come inondazioni, siccità e tempeste.

Il primo passo per invertire queste tendenze è l’istruzione. Dobbiamo insegnare ai nostri figli l’importanza dell’alimentazione sostenibile, dobbiamo incoraggiarli a mangiare meglio, assumendo più frutta e verdura, cereali integrali, pesce, noci e legumi, olio d’oliva e meno zuccheri. Questa dieta mediterranea è la dieta più sana. (L’evoluzione di questo consenso scientifico è illustrata qui.)

D’altra parte, i governi devono contribuire tagliando le sovvenzioni alle grandi aziende agricole industriali. Il legame tra cibo e migrazione è più forte di quanto si possa immaginare. Sebbene i media si concentrino principalmente sui rifugiati in fuga dai conflitti armati (come nel caso della Siria) o alla ricerca di maggiori opportunità economiche (come nel caso della Nigeria e del Pakistan), la malnutrizione gioca spesso un ruolo decisivo. La rivolta della primavera araba del 2010-2011 è iniziata con l’aumento del prezzo del grano che ha portato a diffuse “rivolte del pane”, seguite da rivoluzioni e flussi di rifugiati.

La maggior parte delle persone non comprende che ciò che è vantaggioso per gli agricoltori dei Paesi sviluppati può essere deleterio per altri. Da tempo, le alte sovvenzioni erogate agli agricoltori europei e americani contribuiscono a causare povertà, malnutrizione ed emigrazione in America Latina, Africa e Medio Oriente, creando eccedenze di cibo che viene esportato a prezzi così bassi da costringere gli agricoltori e i produttori alimentari concorrenti nei Paesi in via di sviluppo ad abbandonare l’attività. Queste dinamiche sono parte di un circolo vizioso in cui la povertà e la malnutrizione sono la prima causa di migrazione.

L’attuale risposta dei Paesi sviluppati alle sfide complesse e interdipendenti dell’alimentazione, della nutrizione e della migrazione non è sufficiente poiché si concentra troppo sulla produzione di più cibo piuttosto che su un’alimentazione migliore e più nutriente, con conseguenze negative per i Paesi in via di sviluppo. Invece di affrontare e gestire i fattori demografici e politici a lungo termine della migrazione, considera la migrazione, prima di tutto, come una questione politica e di sicurezza.

Le aziende devono aiutare sostenendo la legislazione quando essa va a vantaggio del benessere a lungo termine delle generazioni future. Barilla ha iniziato ad attuare un’agricoltura sostenibile collaborando con gli agricoltori sulla materia prima più importante: il grano duro necessario per produrre la pasta. Insieme, combiniamo la saggezza della rotazione delle colture dei nostri antenati con strumenti moderni come le tecnologie di previsione meteorologica avanzate. Gli agricoltori riducono l’uso di fertilizzanti e la loro terra rimane fertile. È una situazione in cui tutti vincono: gli agricoltori sostengono costi più bassi, Barilla ottiene una materia prima migliore e il suolo è più sano.

Ciò che finora non siamo riusciti a produrre è una transizione ampia e trasformativa a un sistema alimentare globale più sostenibile, ma tutto questo può cambiare. Se diventeranno più consapevoli dei costi e dei benefici economici, sociali e ambientali dei modelli alimentari quotidiani, i giovani diffonderanno la cultura dell’alimentazione sana, dando alle generazioni future la possibilità di essere agenti di cambiamento.

Molto tempo fa, nostro padre Pietro disse una frase che continua a guidare me e i miei fratelli nella gestione dell’azienda: “Date da mangiare alla gente quello che dareste ai vostri figli.” Oggi, a seguito del nostro viaggio, il messaggio potrebbe essere: “La rivoluzione alimentare per nutrire i nostri figli inizia dall’istruzione.” Invitiamo gli altri a unirsi a noi per dare il via a questa rivoluzione della sostenibilità alimentare.

PAOLO BARILLA,Vicepresidente, Barilla Center for Food and Nutrition

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su sdg.iisd.org

Scopri di più su cibo e sostenibilità

Questo sito utilizza cookie di profilazione, anche di terze parti, al fine di inviarti pubblicità e offrirti servizi in linea con le preferenze da te manifestate nel corso della navigazione in rete. Proseguendo la navigazione sul sito mediante l’accesso a qualunque sua area o la selezione di un elemento dello stesso (ad esempio, di un’immagine o di un link) acconsentirai all’uso dei cookie.
Al seguente link troverai la nostra informativa estesa sui cookie con la descrizione delle categorie presenti e i link con le informative delle terze parti quali titolari autonomi del trattamento nonché avrai la possibilità di decidere quali cookie autorizzare ovvero se negare il consenso a tutti o solo ad alcuni cookie.   Continua