Salviamo le api per uno sviluppo sostenibile!

Salviamo le api per uno sviluppo sostenibile!

19 Luglio 2019

Salviamo le api per uno sviluppo sostenibile!

Le api e gli altri insetti impollinatori sono una risorsa indispensabile per garantire la biodiversità e raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, ma sono a grave rischio di estinzione.

Tre tipi di raccolto su quattro tra quelli che producono frutti e semi per il consumo umano dipendono almeno in parte dalle api e da altri impollinatori. Nelle foreste tropicali dell’America Centrale, questa proporzione cambia e gli impollinatori, in particolare gli insetti, sono responsabili dell’impollinazione del 95 per cento degli alberi a chioma.

La maggior parte delle specie di piante con fiori è specializzata per accogliere gli impollinatori. E non è ancora tutto. Una comunità di impollinatori ben gestita e in salute garantisce migliori rese nei raccolti con miglioramenti fino al 24 per cento. Questi pochi numeri potrebbero essere di per sé sufficienti per comprendere l’enorme importanza delle api e degli impollinatori per la salute del pianeta, che dipende anche dal mantenimento della biodiversità e da raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile indicati dalle Nazioni Unite.

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Una giornata per difendere le api

Dell’importanza delle api si sono accorti anche i membri dell’assemblea generale delle Nazioni Unite che nel 2017 hanno proclamato all’unanimità il 20 maggio come Giornata Mondiale delle Api, celebrata ufficialmente per la prima volta nel 2018. La scelta di questa data non è causale: il 20 maggio 1734 nasceva infatti in Slovenia Anton Janša, pioniere della moderna apicultura, morto nel 1773 a causa del tifo. “Celebrare la Giornata Mondiale delle Api ogni anno aiuterà ad accendere i riflettori sul ruolo essenziale che le api e degli altri impollinatori rivestono nel mantenere la salute delle persone e del pianeta” spiegano la FAO. “È anche un modo per dare la possibilità a Governi, organizzazioni e ai cittadini interessati di promuovere iniziative per proteggere e aumentare gli impollinatori e i loro habitat e per migliorare la loro abbondanza e biodiversità” aggiungono. Non bisogna in effetti dimenticare che esistono almeno 20.000 specie selvatiche di api (sono solo una decina quelle che producono miele) e oltre alle api molti altri animali sono attivi nell’impollinazione: tanti insetti (vespe, mosche, farfalle), ma anche molti uccelli e mammiferi come i pipistrelli e alcune specie di scoiattoli o roditori. 

Le api come guardiane dello sviluppo sostenibile

Anche se a prima vista potrebbe sembrare strano, le api hanno un ruolo di primo piano nel raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Gli impollinatori sono fondamentali per nutrire una popolazione mondiale in continua crescita e in modo sostenibile (Obiettivo 2) e a mantenere la biodiversità e un ecosistema attivo e produttivo (Obiettivo 15). Le api e gli impollinatori contribuiscono a costruire ambienti con maggiore resilienza e anche a creare nuovi posti di lavoro, in particolare per i piccoli proprietari agricoli, aiutando a soddisfare la loro crescente domanda di cibi nutrienti, sani e sicuri (Obiettivi 1 e 9). 

La riduzione degli impollinatori e gli scenari che si stanno aprendo in questo senso possono portare inoltre a un incremento dei livelli di malnutrizione e di malattie non trasmissibili, creando problemi di salute per la popolazione a livello mondiale (Obiettivi 3 e 13). Ultimo, ma non per importanza, il già citato incremento delle rese agricole che gli impollinatori riescono a garantire (Obiettivo 8).


Sopravvivenza delle api: il pericolo è dietro l’angolo

Fino a qualche tempo fa il lavoro delle api e degli altri impollinatori era fornito direttamente dalla natura e, almeno apparentemente, a costo zero. Oggi la situazione è decisamente cambiata e in molte aree del mondo si osserva un’allarmante tendenza verso la diminuzione dei servizi offerti da questi alleati del Pianeta

La diversità degli impollinatori è infatti messa a rischio, tanto che il 40 per cento delle specie di impollinatori invertebrati – in particolare api e farfalle – è a rischio di estinzione. Tale rischio è minore, ma non certo trascurabile, anche per gli impollinatori vertebrati: il 16,5 per cento a livello globale. Alla base di questa situazione ci sono i cambiamenti dei sistemi di produzione agricola e alimentare che hanno modificato la struttura e l’utilizzo dei terreni, hanno trasformato le pratiche agricole rendendole intensive, puntando sulle monoculture e sull’uso di pesticidi che a conti fatti hanno determinato la frammentazione e la degradazione degli habitat degli impollinatori. Questa situazione ha portato a una riduzione della resistenza delle colonie di api, colpite anche dagli effetti dei cambiamenti climatici che hanno portato con sé elevate temperature, siccità, alluvioni ed eventi climatici estremi. 


Un problema, tante soluzioni

Sull’importanza delle api e degli altri impollinatori gli scienziati non hanno dubbi. Come si legge però in un recente rapporto della FAO, la distanza tra la scienza e la conoscenza sul tema e le pratiche quotidiane è ancora decisamente troppo ampia. Il ruolo dei “servizi” presenti negli ecosistemi, come per esempio l’impollinazione, è infatti ampiamente riconosciuto nei documenti di policy e nella letteratura scientifica, ma mancano linee guida chiare e specifiche su come supportarli attraverso misure concrete. Per raggiungere questo obiettivo finale servono iniziative congiunte e sovranazionali che, almeno in parte, sono già state attivate. Per esempio, attraverso il piano d’azione 2018-2030 della International Pollinators Initiative, la FAO e la Convention on Biological Diversity Secretariat assieme alla Intergovernmental Platform on Biodiversity and Ecosystem Services (IPBES) e ad altri partner intendono promuovere azioni coordinate a livello globale per proteggere e gestire al meglio gli impollinatori e promuovere il loro lavoro così assiduo e instancabile, necessario per la salute dell’agricoltura e degli ecosistemi. 

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