Progetto GODAN, gli open data in agricoltura sostenibile

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Progetto GODAN, gli open data in agricoltura sostenibile

Progetto GODAN, gli open data in agricoltura sostenibile

Nata ufficialmente nel 2013 come prodotto della G8 International Conference on Open Data for Agriculture, l’iniziativa per una agricoltura innovativa è già riuscita a creare una rete mondiale capillare a supporto dell’utilizzo degli open data.

In un’epoca nella quale l’agricoltura sostenibile e la nutrizione si trovano di fronte a sfide nuove ed eccezionali, servono soluzioni altrettanto nuove ed eccezionali”. Con queste parole i coordinatori del progetto Global Open Data for Agricolture and Nutrition (GODAN) sottolineano l’impellente necessità di mettere in campo strategie efficaci e vincenti per vincere le sfide moderne, prima tra tutte garantire cibo sufficiente e sicuro agli 800 milioni di persone che ancora ne sono privi. La soluzione, almeno secondo gli esperti della organizzazione no profit che oggi conta oltre 570 partner distribuiti in ogni angolo del globo, si basa sulla nuova rivoluzione degli open data per una agricoltura innovativa.  Il contributo finanziario di numerose istituzioni di rilievo – dal governo US alla FAO, passando per l’Open Data institute (ODI) e molti altri ancora – rafforza l’importanza del messaggio lanciato dall’iniziativa che si concentra sulla creazione di una rete di supporto internazionale e promuove collaborazioni a vari livelli tra i partner. L’obiettivo finale? Sfruttare la moltitudine di dati generati con le nuove tecnologie per risolvere problemi di lungo corso in agricoltura sostenibile e portare benefici agli agricoltori e alla salute dei consumatori.

La teoria dell’agricoltura innovativa

Alla base del progetto GODAN c’è la convinzione che migliorare la disponibilità, l’uso e la quantità dei dati sia la chiave per rendere davvero l’agricoltura sostenibile e per nutrire tutta la popolazione. Ancora oggi in agricoltura si devono fare i conti con una distribuzione asimmetrica dei dati e con i limiti al loro utilizzo che impediscono il progresso e una distribuzione più equa delle risorse. 

Di contro gli open data hanno già dimostrato di essere importanti sotto diversi punti di vista e le attività portate avanti dal progetto GODAN hanno tre obiettivi principali: far incontrare il complesso “ecosistema” di partner coinvolti, fornire loro l’equipaggiamento per affrontare le sfide (casi specifici, articoli, strumenti di vario genere) e dare forza all’ecosistema spingendo autorità politiche a creare le condizioni migliori per rendere l’uso degli open data sempre più ampio e semplice. 

Il tutto grazie all’organizzazione di eventi e strumenti ad hoc e alla creazione di gruppi di lavoro focalizzati su diversi argomenti – dalle leggi che regolano la diffusione dei dati ai goal di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite – pensati come spazi nei quali i partner possono collaborare e condividere idee ed esperienze su come utilizzare gli open data per vincere le sfide in agricoltura e nutrizione. 

Il potere dei dati
Nel 1986 circa l’1 per cento della produzione di dati a livello globale era in formato digitale; nel 2007 la percentuale era salita al 94 per cento e oggi praticamente tutti i dati prodotti sono digitali. “Per la prima volta nella storia dell’umanità ci troviamo nella posizione di poter istantaneamente condividere enormi quantità di informazioni in qualunque parte del mondo” spiegano gli esperti del Progetto GODAN, convinti che gli open data siano la prossima rivoluzione e la soluzione a molte delle sfide della società moderna in termini di agricoltura e alimentazione sostenibile. Le conferme dell’importanza e dell’efficacia di una strategia basata sugli open data non mancano: alcune di esse sono state riassunte nei due volumi “Storie di successo” disponibili sul sito web dell’iniziativa, dove è inoltre possibile approfondire anche alcuni temi di ricerca specifici, sviluppati dai ricercatori GODAN o dai loro partner. “I dati sono conoscenza. O meglio lo diventano quando, dopo essere stati generati, vengono rielaborati e condivisi in modo che siano comprensibili e accessibili a tutti” dicono gli esperti che ricordano uno dei principali vantaggi dell’utilizzo degli open data: arrivare a scelte basate sui fatti. 

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