Plastica monouso? Ecco le alternative eco-friendly

Plastica monouso? Ecco le alternative eco-friendly

10 Luglio 2019

Plastica monouso? Ecco le alternative eco-friendly

Molti Paesi (e l’Unione Europea) stanno mettendo al bando le stoviglie in plastica usa e getta. Abituiamoci fin da subito a usare le alternative e a scegliere quelle con il minor impatto ambientale


Arriva l’estate e con l’estate arrivano anche le gite fuori porta e i pranzi sulla spiaggia: tutte occasioni nelle quali si tende a utilizzare di piatti e stoviglie usa e getta, per lo più oggetti di plastica monouso. Nella sola Europa vengono prodotte ogni anno 25 milioni di tonnellate di plastica, di cui solo il 30 per cento viene riciclato e, a livello globale, la plastica rappresenta l’85 per cento di tutti i rifiuti che ricoprono le spiagge

Nel tentativo di combattere la piaga dell’abbandono dei prodotti di plastica nell’ambiente, l’Unione europea ha emanato un provvedimento legislativo (la direttiva UE 2019/904): tra i suoi scopi, la promozione di approcci circolari che privilegiano prodotti e sistemi riutilizzabili sostenibili e non tossici. Ecco quindi quali sono le alternative migliori per i pic-nic eco-friendly, a basso impatto ambientale.


Cos’è la bagassa?

La bagassa è un materiale simile al cartone, molto resistente e utilizzato nel packaging alimentare. Deriva dalla lavorazione della canna da zucchero e potrebbe rappresentare la prima risposta al problema dei rifiuti plastici. Molto comune nei paesi del Sudest Asiatico, in India, in Cina e in Sud America, la bagassa è da sempre usata come combustibile nello zuccherificio stesso nel quale è prodotta. Negli ultimi anni, piatti e bicchieri di bagassa hanno fatto la loro comparsa anche sul mercato dei Paesi occidentali: sono un poco più cari dei piatti di plastica (e in genere anche di quelli di carta) ma sono biodegradabili al 100 per cento e, contrariamente ai patti e bicchieri di carta, non impongono l’abbattimento di alberi.


Come sono prodotte le bioplastiche?

Le bioplastiche sono ottenute da grano, patata, foglie di palma o di ananas e amido di mais. Sono materiali biodegradabili, già largamente utilizzati, ad esempio, per i sacchetti che hanno sostituito quelli di plastica nei Paesi dove la normativa lo impone.

È bene però fare una precisazione, per non confondere le etichette “compostabili”, “biodegradabili” e “a base biologica”. Non sono termini interscambiabili e bisogna prestare attenzione per smaltire i prodotti in modo corretto. Ricordiamo, ad esempio, che la maggior parte delle materie plastiche compostabili devono essere inviate a un impianto di compostaggio industriale, e non possono essere direttamente usate come concime o smaltite attraverso il compost domestico. E, cosa ancora più importante, non tutti i prodotti a base biologica sono necessariamente biodegradabili. Per questo, è bene leggere sempre con attenzione l’etichetta con le indicazioni per lo smaltimento, che è sempre posta sul retro delle confezioni, per meglio salvaguardare la salute dell’ambiente.


Scegli i prodotti riutilizzabili

La scelta più ecologica rimane quella di dotarsi di piatti e bicchieri riutilizzabili, come quelli in alluminio, che pesano poco e sono perfetti per le gite fuori porta. Il loro smaltimento è meno impattante di quello delle stoviglie di plastica rigida e di silicone, un materiale molto simile alla plastica perché ottenuto con una polvere minerale di silicio, mescolata con collanti derivati da fossili rinnovabili, esattamente come la plastica.

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