Pipistrelli al posto dei pesticidi, sentinelle dell’ecosistema agricolo

Pipistrelli al posto dei pesticidi, sentinelle dell’ecosistema agricolo

Pipistrelli al posto dei pesticidi, sentinelle dell’ecosistema agricolo

Una giovane ricercatrice italiana, vincitrice dell’edizione 2017 di BCFN YES!, racconta come procede il suo progetto di intervento, che favorisce la colonizzazione dei campi da parte dei pipistrelli. I piccoli mammiferi si cibano degli insetti nocivi e, nel loro guano, conservano traccia delle specie infestanti, utili per un monitoraggio tempestivo.

Trovare soluzioni ai paradossi del cibo, con idee innovative, concrete e multidisciplinari: questo il focus del contest BCFN YES!, concorso rivolto ai giovani ricercatori di tutto il mondo che si sono distinti nell'ideazione di progetti di ricerca che promuovono la sostenibilità agroalimentare. Tra i vincitori dell’edizione 2017, una ricercatrice italiana, Laura Garzoli, per il suo progetto di strategia di gestione integrata dell’uso dei pesticidi nella produzione del riso. L’idea: incrementare i benefici apportati all’ecosistema dai pipistrelli nelle risaie nel Nord Italia.

Il progetto YES!BAT – Sustainable Rice Fields sarà condotto dalla Stazione Teriologica Piemontese ed è ospitato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche presso l’Istituto per lo Studio degli Ecosistemi CNR-ISE di Verbania Pallanza. L’idea di YES!BAT parte dall’utilizzo di bat box, ovvero rifugi artificiali progettati per accogliere i pipistrelli in aree, come alcuni terreni agricoli, dove non sarebbero altrimenti presenti, mancando per loro rifugi naturali. Un accorgimento che permette di incrementare le popolazioni di pipistrelli, che svolgono un importante ruolo di cacciatori, poiché si cibano di tutti gli insetti nocivi per le coltivazioni. 

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I mammiferi notturni, di cui i ricercatori esamineranno le deiezioni, forniranno anche un servizio di sorveglianza: nutrendosi degli insetti non indigeni (di cui si può ritrovare il DNA nelle feci), i pipistrelli fungeranno da sentinelle e riveleranno in anticipo la presenza di parassiti potenzialmente dannosi per le colture.

Laura Garzoli ed il suo team hanno anche un altro grande obiettivo: sensibilizzare l’opinione pubblica circa l’importanza che questi animali hanno nella coltivazione del riso, allo scopo di ridurre il consumo di pesticidi e garantire una migliore qualità del cibo nel rispetto degli standard di produzione.

Come procedono i lavori in questi primi mesi di realizzazione del progetto? 

Grazie al contributo di BCFN; abbiamo ultimato la costruzione delle bat box appositamente collocate in luoghi diversi, 20 per campo (a gestione convenzionale o biologica). Noi non mettiamo alcun tipo di richiamo o ferormone perché le casette vengano popolate dai pipistrelli: ci andranno da soli proprio perché mancano per loro rifugi naturali. In questa fase abbiamo selezionato tre delle molte aziende agricole che volevano partecipare, in base alle caratteristiche che ci servivano. 

Quali sono i risultati che vi aspettate nel breve e nel lungo periodo? 

Andremo una volta al mese, nei prossimi mesi, a raccogliere il guano sotto alla bat box, e ne valuteremo la composizione attraverso l’analisi genetica, per capire quali sono gli insetti di cui effettivamente i pipistrelli si cibano. E anche se ci sono insetti invasivi nuovi che potrebbero rappresentare un problema aggiuntivo per le coltivazioni, il fatto di avere informazioni precoci sul loro arrivo permette di attuare strategie di contenimento tempestive. Le analisi andranno avanti per tutta l’estate, perché le nostre bat box sono state progettate per attirare i pipistrelli anche verso la fine della stagione agricola, fino a settembre-ottobre, a differenza di quelle in commercio. Quindi, l’attività di monitoraggio andrà avanti fino a novembre, comunque i dati sulla dieta e sulle tipologie di insetti verranno forniti già a novembre stesso. Lo smantellamento delle cassette avverrà più in là. L’inverno finisce molto tardi, quindi non andremo a disturbare e togliere i pipistrelli se ancora presenti. Abbiamo comunque una telecamera che ci permette di fare le verifiche del caso, senza disturbare gli animali, e di valutare quando smantellare.

Avete incontrato delle difficoltà che non avevate preventivato?

L’inverno quest’anno si è protratto molto e fino a pochi giorni fa faceva ancora molto freddo, quindi i pipistrelli stanno cominciando ad arrivare adesso. Con la stagione più calda partiremo anche con il primo controllo e verificheremo la colonizzazione. Ci aspettavamo un lavoro impegnativo, ma fortunatamente abbiamo avuto molta collaborazione da parte degli agricoltori che ci hanno messo a disposizione anche macchinari e materiali. Ci sono però state difficoltà, specie all’inizio, perché alcuni agricoltori che avevamo identificato come strategici non hanno voluto partecipare. La Regione Piemonte ci ha però invitati a parlare del nostro progetto perché sta promuovendo pratiche più naturali negli ambienti agricoli: questo ci ha fatto una notevole pubblicità e dimostra l’importanza di lavorare insieme alle autorità locali sia per migliorare l’efficienza dei progetti sia per vincere le resistenze dei coltivatori più scettici.


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