Per monitorare gli SDGs ci vogliono i cittadini

Per monitorare gli SDGs ci vogliono i cittadini

31 Ottobre 2019

Per monitorare gli SDGs ci vogliono i cittadini

Un articolo su Nature Sustainability afferma che per ottenere dati attendibili sui progressi negli SDGs è necessario rivolgersi alla citizen science: cittadini trasformati in piccoli scienziati.

I singoli cittadini dovrebbero essere parte attiva nel monitoraggio dei progressi per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite. Lo afferma un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Nature Sustainability che fa il punto sul coinvolgimento dei non scienziati nella produzione di scienza ambientale.


Parola d’ordine, citizen science

La comunità scientifica è spesso vista come un mondo a sé, slegato dalla società e nella quale sono ammessi solo professori e ricercatori. La realtà è (fortunatamente) diversa, tanto che sempre più spesso gli scienziati di varie discipline si avvalgono dell’aiuto di cittadini volontari: questo fenomeno prende il nome di citizen science, ovvero “scienza fatta dai cittadini”

L’espressione indica tutte quelle attività che coinvolgono il pubblico nella ricerca, ma non è semplice definire quali siano: secondo alcuni il coinvolgimento del pubblico dovrebbe essere limitato ai soli processi di raccolta dei dati (per esempio la misurazione degli inquinanti in un determinato settore della città oppure la segnalazione spontanea delle abitudini alimentari a fini di ricerca), mentre per altri la citizen science altro non è che una scienza più democratica, dove la partecipazione avviene in qualsiasi fase della produzione del sapere scientifico, ovvero anche la formulazione stessa di ipotesi e l’interpretazione dei risultati. 

Seguendo questa filosofia, e stando a quanto pubblicato su Nature Sustainability, le fonti tradizionali di informazione non sono più sufficienti ma la citizen science rappresenterebbe un buon esempio di nuova fonte da cui attingere per integrare i dati raccolti dagli esperti. Per esempio, la geolocalizzazione di foto (o in generale il materiale registrato da dispositivi mobili), ma anche campagne promozionali e di sensibilizzazione sarebbero in grado di colmare varie lacune. Nonostante il valore aggiunto, uno dei grandi limiti dei dati prodotti dalla citizen science resta la qualità degli stessi, ma come esistono metodi per valutare e migliorare la qualità dei dati ufficiali, così anche in questo caso possono essere messe in atto varie tecniche e metodologie per pulire le informazioni provenienti dai non esperti da eventuali errori.


Gli indicatori di livello III rappresentano il più grande potenziale per la citizen science

Gli indicatori della citizen science per il monitoraggio dei progressi relativi agli SDGs possono essere divisi in tre livelli, a seconda della metodologia utilizzata. Esistono vari esempi di come la citizen science riesca bene quando si devono usare metodologie di livello 1 e 2, ovvero indicatori chiari e internazionalmente riconosciuti come standard che possono essere prodotti regolarmente (livello 1) oppure che, pur riconosciuti e chiari, non vengono regolarmente prodotti (livello 2). Un esempio è la conservazione della biodiversità e del territorio, dove è forte il contribuito della citizen science alla creazione di aree protette: in Perù, per esempio, esistono programmi di citizen science per il monitoraggio dell’acqua, supportati dalla stessa autorità nazionale per l'acqua peruviana, che riportano dati nazionali relativi all'SDG 6 ("Acqua potabile e servizi igienico-sanitari"). 

Nella regione andina vari stakeholders, istituzioni accademiche e ONG hanno dato vita al progetto iMHEA, iniziativa regionale per il monitoraggio idrologico degli ecosistemi andini, al fine di migliorare la gestione delle risorse idriche locali. La rete iMHEA ha sviluppato un protocollo di monitoraggio dell'acqua e, grazie alla partnership delle università locali, è in grado di fornire formazione e una corretta analisi e gestione dei dati. 

Gli indicatori di livello 3 (quelli per la cui raccolta non esiste ancora una metodologia standard) rappresentano il massimo potenziale per futuri contributi da parte dei progetti di scienza dei cittadini. Al momento, esistono 34 indicatori di livello 3 nei 17 SDGs, tra cui il monitoraggio degli sprechi alimentari (SDG 12), il cambiamento climatico (SDG 13) e l’inquinamento marino (SDG 14). Un esempio di progetto di citizen science in tal senso è il programma brasiliano MAIS, Modulo Agroclimático Inteligente e Sustentável. In questo progetto, i piccoli agricoltori sono in grado di monitorare l'umidità del suolo, e riescono così a dare un loro contributo al monitoraggio del cambiamento climatico della zona.


Nuovi target

Oltre a supportare l'attuale sistema di SDGs, la citizen science offre l'opportunità di contribuire alla generazione di nuovi traguardi. Il monitoraggio della qualità dell'aria ne è un esempio: esistono due indicatori SDG (3.9.1 "Tasso di mortalità attribuito all'inquinamento dell'aria domestica e ambientale" e 11.6.2 "Livelli medi annuali di polveri sottili nelle città ponderati per la popolazione") che non forniscono le informazioni fruibili di cui le città e le comunità hanno bisogno per gestire le loro condizioni locali, né contribuiscono alla comprensione dell’impatto dell’inquinamento sulla salute. Un progetto cittadino ha provato a colmare questa lacuna: in Belgio, all’interno del progetto CurieuzeNeuzen (Curious Noses), 2.000 cittadini hanno analizzato i livelli di diossido di azoto per valutare la qualità dell’aria del proprio quartiere. Il progetto ha riscosso talmente tanto successo che è stato recentemente allargato a comprendere oltre 20.000 cittadini.


Un possibile piano d’azione

Dopo aver dimostrato il valore aggiunto che la citizen science può apportare al monitoraggio degli SDGs, gli esperti propongono anche un piano d’azione per la creazione di flussi operativi all’interno delle Nazioni Unite e di tutti i Paesi membri, perché la scienza dei cittadini possa diventare una metodologia accettata come fonte e attendibile per monitoraggio di dati. L’idea è semplice: ragionare su livelli distinti, vale a dire globale, nazionale e locale. A livello globale, l'obiettivo ultimo è quello di integrare la citizen science nel processo di segnalazione formale degli SDGs, mentre a livello nazionale la priorità è creare un ambiente di fiducia per l'uso dei dati scientifici dei cittadini da parte delle agenzie nazionali ufficiali, che spesso diffidano di informazioni sulle quali non hanno il controllo diretto. 

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