Come affrontare le sfide della sostenibilità nell'Africa Subsahariana

Come affrontare le sfide della sostenibilità nell'Africa Subsahariana

04 Maggio 2018

Come affrontare le sfide della sostenibilità nell'Africa Subsahariana

Nonostante il suo enorme potenziale agricolo, l'Africa importa ogni anno prodotti alimentari per circa 35 miliardi di dollari. A causa della rapida crescita demografica, dell'evoluzione delle abitudini alimentari e degli effetti sempre più gravi del cambiamento climatico, questa cifra potrebbe superare i 110 miliardi di dollari entro il 2025. Se non si interviene con decisione su sei punti fondamentali, i problemi dell'insostenibilità alimentare, della malnutrizione e dell'inaccessibilità a un'alimentazione sana nell'Africa Subsahariana sono destinati a peggiorare.

La necessità di incrementare la produttività agricola

Anzitutto, dal momento che la grande maggioranza degli africani vive di agricoltura, la produttività dei coltivatori diretti deve aumentare sensibilmente. Sementi di scarsa qualità e terreni degradati, mancanza di concime e altri fattori produttivi fondamentali, meccanizzazione insufficiente e carenze a livello di infrastrutture dei trasporti fanno sì che il rendimento delle colture africane sia tra i più scarsi al mondo. È necessario, pertanto, che da attività di sussistenza l'agricoltura si trasformi in attività commerciale, e che a ciò si accompagni un adeguato pacchetto di politiche, istituzioni e investimenti.

Un segnale incoraggiante è dato dagli esaltanti progressi in atto. Per esempio, con il sostegno di Alliance for a Green Revolution in Africa (Alleanza per la rivoluzione verde in Africa), nell'arco di un decennio gli istituti di ricerca africani hanno sviluppato più di 600 nuove varietà di colture. Oggi le aziende di sementi producono oltre 130 tonnellate di semi per circa 15 milioni di agricoltori.

In secondo luogo, dal momento che i coltivatori diretti non dispongono dei mezzi per adattarsi all'aumento della temperatura e agli eventi climatici avversi come inondazioni e siccità, è di cruciale importanza rafforzare la capacità delle comunità agricole di far fronte alle conseguenze del cambiamento climatico. Investire in sistemi di previsione meteorologica, piani assicurativi, tecniche di irrigazione efficienti e varietà di colture resistenti a calore estremo o siccità può contribuire ad aumentare la produttività agricola in condizioni climatiche sempre più dure.

In terzo luogo, per finanziare la trasformazione dell'agricoltura africana e aumentarne la produttività è necessaria una riforma dei sistemi consuetudinari di proprietà fondiaria. I coltivatori diretti dai diritti proprietari deboli e incerti rischiano di vedersi espropriare le aziende agricole e sono poco incentivati a investire nella propria terra. Per rendere praticabile l'agricoltura commerciale, la riforma dei sistemi fondiari deve inoltre prevedere un certo grado di unificazione degli appezzamenti agricoli.

Rafforzare le catene del valore, il commercio e la stabilità

In quarto luogo, è necessario sviluppare e rafforzare le catene del valore in ambito agricolo, comprese le industrie che si occupano della trasformazione dei prodotti agricoli. Il potenziale di queste industrie in termini di creazione di posti di lavoro e produzione di valore aggiunto è enorme. Per attirare un numero maggiore di imprese agricole e investitori, i governi africani devono correggere tanto le politiche di sviluppo del settore privato quanto le politiche industriali. Imprese agricole e investitori, a propria volta, devono entrare in contatto con le aziende agricole più piccole (e relativi settori economici) e agire in stretta collaborazione.

In quinto luogo, dobbiamo fare tutto il possibile per raggiungere uno degli obiettivi della Dichiarazione di Malabo del 2014, ovvero triplicare il commercio interafricano di prodotti e servizi agricoli entro il 2025. Rispetto ad altre regioni del mondo, il commercio alimentare interafricano è terribilmente esiguo. Tra il 2000 e il 2013, lo scambio di prodotti agricoli tra paesi africani ha oscillato tra il 13 e il 20%, mentre la quota degli scambi interni dei paesi europei e asiatici è stata rispettivamente del 75 e del 63 percento. I paesi africani devono eliminare le barriere commerciali sui prodotti alimentari e beneficiare di mercati più ampi.

Infine, va riconosciuto che pace e stabilità sono condizioni necessarie per lo sviluppo agricolo, la sicurezza alimentare e la sostenibilità a lungo termine dei sistemi alimentari. In alcune zone del Sahel e del Corno d'Africa milioni di persone rischiano di morire di fame a causa di guerre, fondamentalismi e instabilità. 

Per sopravvivere, queste persone sono costrette a migrare. Ecco perché il nostro impegno a combattere la fame deve andare di pari passo con quello a edificare società pacifiche e prospere.

Il Food Sustainability Index, l'indice sviluppato dall'Economist Intelligence Unit in collaborazione con il Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN), sottolinea quanto sia importante aumentare la sostenibilità dei sistemi agricoli e rispondere alle sfide della nutrizione. È ora di dare la priorità allo sviluppo agricolo e di cooperare per affrontare le cause alla radice di fame e povertà. Per fare progressi su questi fronti, continuo personalmente a mobilitare la volontà politica tramite la mia Fondazione. Se non commetteremo errori, l'Africa non sarà solo in grado di provvedere al proprio fabbisogno alimentare, ma anche di contribuire alla sicurezza alimentare e nutrizionale globale, e dunque alla maggiore stabilità di tutto il pianeta. 


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NOTA SULL'AUTORE 

Presidente fondatore della Kofi Annan Foundation e premio Nobel per la pace, Kofi Annan è stato segretario generale delle Nazioni Unite dal 1997 al 2006. Tramite la sua fondazione, Kofi Annan cerca di mobilitare la volontà politica per sconfiggere le minacce alla pace, allo sviluppo e ai diritti umani.

Questo articolo è stato pubblicato originariamente su foodsustainability.eiu.com

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