Le aziende unite per un futuro sostenibile

Le aziende unite per un futuro sostenibile

28 Novembre 2019

Le aziende unite per un futuro sostenibile

Il Global Compact è un network delle Nazioni Unite che applica i principi etici della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani alle politiche aziendali, per sviluppare un’economia sostenibile


In occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite che si è tenuta a settembre a New York si è parlato anche del contributo e ruolo delle aziende sul tema della sostenibilità. Ruolo di primo piano in questo contesto è svolto proprio dal Global Compact (GC), network delle Nazioni Unite formato da oltre 9.500 aziende in 160 nazioni, iniziativa strategica che incoraggia le imprese di tutto il mondo a creare le condizioni per la promozione di un'economia sostenibile. A tal fine, richiede alle organizzazioni e aziende che aderiscono di applicare nella propria sfera di influenza principi condivisi universalmente, derivati dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, dalla Dichiarazione di Rio e dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione. 

Come si costruisce un’economia sostenibile? La sostenibilità aziendale è intrinsecamente legata al sistema di valori dell’azienda stessa, e al suo approccio nel mercato, ma ogni realtà deve soddisfare alcuni requisiti fondamentali in materia di diritti umani, lavoro, ambiente e anticorruzione

In dettaglio, le imprese devono promuovere e rispettare i diritti umani proclamati a livello internazionale (principio 1) e assicurarsi di non essere nemmeno indirettamente complici di alcuna violazione degli stessi (principio 2); sul lavoro, le imprese devono sostenere la libertà di associazione dei lavoratori e il diritto alla contrattazione collettiva (principio 3) ed eliminare le forme di lavoro forzato e obbligatorio (principio 4), di lavoro minorile (principio 5) e di ogni forma di discriminazione in materia di impiego (principio 6). Sull’ambiente si esprimono i principii 7, 8 e 9, che richiedono alle organizzazioni di mantenere un approccio prevenivo nei confronti delle sfide ambientali (7), e al contempo intraprendere iniziative per promuovere la responsabilità sul tema (8) e incoraggiare la ricerca, lo sviluppo e la diffusione delle nuove tecnologie (9). Infine, le imprese si impegnano a contrastare la corruzione in ogni sua forma, incluse l'estorsione e le tangenti (principio 10). 

Un’economia sostenibile richiede di attuare gli stessi principi a prescindere dal luogo in cui si opera, perché le buone pratiche attuate in un'area non compensano gli eventuali danni provocati in un'altra. In questo contesto, per supportare la trasformazione delle aziende in senso globale, l’UN Global Compact ha inoltre lanciato tre iniziative, le cosiddette “Global Impact Initiatives”.


Per un ambiente meno inquinato

La prima delle tre iniziative è di tipo ambientale, e mira alla riduzione del riscaldamento globale per non sforare il tetto di 1,5 gradi °C. Oltre 650 aziende si sono già impegnate in tal senso, e  il Global Compact Network è fiducioso che questo numero aumenterà significativamente in seguito a COP25, la 25esima edizione della conferenza sui cambiamenti climatici, prevista per questo dicembre in Cile. La sfida più grande, però, è puntare ad azzerare le emissioni di carbonio entro il 2030. Passare a un'economia sostenibile a basse emissioni di carbonio sarebbe anche un buon affare: si tratterebbe di un giro di affari di 26 trilioni di dollari, secondo le stime del network, che potrebbe creare 65 milioni di nuovi posti di lavoro. 


Una questione di genere

Secondo il McKinsey Global Institute, colmando il divario economico di genere si aggiungerebbero 28 trilioni di dollari al prodotto interno lordo annuale globale entro il 2025, ma ai ritmi attuali ciò avverrà tra 200 anni. È per questo che la seconda iniziativa, denominata Target Gender Equality, ha il fine ultimo di lavorare con le aziende di tutto il mondo per stabilire obiettivi ambiziosi ma concreti per aumentare la rappresentanza delle donne nei consigli di amministrazione e nel top management, per raggiungere quanto gli obiettivi economici del McKinsey Global Institute. Secondo una ricerca, il minimo sarebbe avere il 30 per cento di donne nelle posizioni apicali, il che sarebbe una vera svolta per molte realtà aziendali e un’ottima premessa per un’economica sostenibile.


Obiettivi di sviluppo come opportunità per un’economia sostenibile

I risultati di alcuni recenti sondaggi promossi dal Global Compact mostrano grande consapevolezza dei dieci principi fondanti dei diritti umani (li conosce circa il 90%) e degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs, noti a oltre l'80%) tra i manager di grandi aziende. Eppure nel momento in cui viene domandato agli amministratori delegati che partecipano al network se pensano che le imprese che rappresentano abbiano un ruolo cruciale nella realizzazione degli obiettivi, ecco che il 71% è d'accordo, ma solo il 21% ritiene che si siano impegnate davvero. Per questo è urgente che le aziende integrino meglio i principi e si impegnino attivamente al raggiungimento degli SDGs attraverso strategie aziendali, operazioni commerciali e il coinvolgendo di tutte le parti interessate. Questo è lo scopo della terza e ultima iniziativa, “SDG Ambition”, all’interno della quale è stata proposta una guida chiara che offre supporto a oltre 1.000 aziende in tutto il mondo per trasformare i rischi in opportunità e, con ciò, preservare il Pianeta.


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