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cibo e sostenibilità

La tavola delle feste è amica dell’ambiente

Dalla lista degli ingredienti a come riutilizzare gli avanzi: le scelte sostenibili a tavola, proposte da BCFN e da varie associazioni nel mondo, valgono anche durante le feste e guidano nella preparazione di un cenone amico della salute e dell’ambiente.

Amici e parenti riuniti attorno a tavole imbandite e vestite a festa. In tutto il mondo le tradizioni che accompagnano l’arrivo del Natale e del nuovo anno sono legate anche e soprattutto alla tavola, con piatti tipici e una abbondanza di cibo che però rischiano di trasformarsi in uno schiaffo per l’ambiente.
Sono già alcuni anni che associazioni internazionali come la britannica Soil Association denunciano gli effetti di una festa e spiegano come sia possibile festeggiare in modo sostenibile. Un consiglio su tutti è quello di pensare al cibo anche in termini di “fair trade” - il commercio etico e solidale - e fare quindi delle feste di fine anno un’occasione importante per sostenere i piccoli produttori di ogni parte del mondo. Acquistare prodotti che provengono da questo tipo di commercio, anche se lontani geograficamente, significa andare oltre il concetto di “food miles” (cioè di semplice distanza geografica dal produttore) per passare a quello di “fair miles” (ovvero di distanza sostenibile ed eticamente giusta). Il viaggio che il cibo compie per arrivare alle nostre tavole è dunque sostenibile perché ha lo scopo di aiutare i piccoli produttori nei loro paesi di origine, spesso aree del mondo in via di sviluppo, che non avrebbero comunque un mercato. Senza ovviamene dimenticare che il commercio etico e solidale può anche svolgersi vicino a casa, sostenendo i piccoli agricoltori e allevatori del territorio in cui si vive.

I cibi ad alto impatto
Un grande classico dell’antipasto festivo, il salmone affumicato, ha contribuito al dimezzamento del numero dei salmoni selvaggi nell’Atlantico: i ristoratori sostenibili britannici suggeriscono, per esempio, di acquistare salmone da allevamenti certificati. E i gamberetti? Come sottolineano associazioni internazionali quali FAO e WWF questi piccoli crostacei hanno un enorme impatto sull’ambiente soprattutto nei paesi in via di sviluppo dove si concentra la maggior parte della produzione, destinata al commercio nei paesi ricchi.
Ciò non significa certo che si debba rinunciare al pesce sulla tavola delle feste. Basta scegliere con consapevolezza e attenzione all’ambiente oltre che al gusto, acquistando per esempio solo prodotti per i quali sono disponibili informazioni complete sulla provenienza e le modalità di allevamento e che siano magari etichettati con un “marchio” che ne garantisca la sostenibilità come quello del Marine Stewardship Council (MSC) In Italia, per esempio, ciò significa privilegiare il pesce azzurro, rispettandone i calendari di pesca.
Attenzione infine alle dimensioni dei prodotti acquistati: Il regolamento UE 1967/2006 fissa la taglia minima legale al di sotto della quale la pesca, la vendita e il consumo di pesci, molluschi e crostacei sono vietati dalla legge. Lo stesso dicasi per prodotti che non provengono dal mare: le etichette danno una mano a tracciare il percorso che ha portato un alimento fino al nostro piatto e a garantire che tutte le regole siano state rispettate. Ecco perché a volte è più “sostenibile” il pesce acquistato al supermercato o al mercato del pesce di quello preso all’alba sulle banchine dei porti direttamente dai pescatori.

Abbasso gli sprechi
Ogni paese ha le proprie ricette per la tavola delle feste e a volte non si deve nemmeno pensare al menù, già definito proprio da anni di tradizione e piacevoli abitudini. Ed è importante ricordare che mangiare con gusto e tradizione è possibile anche nel pieno rispetto dell’ambiente che ci circonda e senza rinunciare ai sapori e ai piaceri per il palato. Per esempio è possibile verificare se il proprio menù familiare risponde ai criteri della Doppia Piramide sviluppata da BCFN: se gli ingredienti del vostro pasto natalizio sono prevalentemente nella parte più bassa delle due piramidi, potete ritenere di aver dato allo stesso tempo una mano alla salute e una all’ambiente, pur non avendo rinunciato al piacere della tavola.
Importante anche non esagerare e ridurre gli sprechi alimentari (i giorni delle feste sono quelli, nel corso dell’anno, durante i quali le famiglie buttano la maggiore quantità di cibo cucinato). Per farlo è necessario programmare con precisione le quantità di alimenti da acquistare e ricordare che anche le parti meno “pregiate” di un alimento possono essere utilizzate. Ecco allora che quelli che potrebbero a prima vista sembrare solo scarti vegetali (gambi, foglie, eccetera) possono trasformarsi in ottime creme di verdura, utili per una cena leggera dopo il pranzo della festa oppure - centrifugati da crudi e congelatone il succo - diventare la base per creme e salse. Carne e pesce avanzati possono rinascere sotto forma di gustose polpette, mentre la pasta e i primi piatti possono essere serviti dopo una ripassata in forno. Associazioni per ridurre la fame e malnutrizione possono dare infine indicazioni utili su come trasformare gli avanzi in un gesto di solidarietà verso i più bisognosi oltre che di rispetto per l’ambiente.


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