La sostenibilità alimentare si premia sui media

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La sostenibilità alimentare si premia sui media

La sostenibilità alimentare si premia sui media

Un concorso internazionale per giornalisti lanciato da BCFN in collaborazione con la Thomson Reuters Foundation sceglierà i migliori articoli, fotografie e video che raccontano il del cibo sostenibile.

Un premio giornalistico internazionale per chi saprà raccontare al meglio, con testi, video o fotografie, il problema della sostenibilità alimentare. È il Food Sustainability Media Award, lanciato da BCFN in collaborazione con la Thomson Reuters Foundation. Il target: giornalisti di tutto il mondo, ma anche bloggers o vloggers, che vorrannospiegare i grandi paradossi del cibo, ovvero la coesistenza della fame e dell’obesità; l’ipersfruttamento delle risorse naturali e uso dei terreni agricoli per produrre biocarburanti invece che per nutrire gli esseri umani; lo spreco alimentare dal campo alla tavola, persino laddove c’è chi non ha abbastanza da mangiare.

Il potere dei media
La sostenibilità alimentare è un problema globale e crediamo che i media abbiano un ruolo chiave da giocare. Nell’informare e nel mettere in luce i paradossi moderni del cibo, i media in generale possono coinvolgere i cittadini e, di conseguenza, contribuire a creare un futuro più giusto e sostenibile, a partire dalle loro scelte in materia di cibo” recita il bando del concorso.
Lanciato in occasione del 7° Forum BCFN, che si è tenuto a Milano il 1 dicembre scorso. Il premio verrà attribuito da un panel di giudici di tutto rispetto: nove esperti di media e di agricoltura sostenibile, tra i quali Laurie Goering, giornalista esperta di clima della Thomson Reuters Foundation, Ruth Oniang’o, fondatrice e direttrice dell’ African Journal of Food, Agriculture, Nutrition e Mario Calabresi, direttore di La Repubblica, uno dei principali quotidiani italiani.

Categorie e premi
Le tre categorie (giornalismo scritto, video e fotografie) ammettono sia opere già pubblicate che inedite. Nel primo caso il premio è di 10.000 euro per ciascun vincitore mentre, per i contenuti non pubblicati, è previsto un corso di formazione, completamente spesato, sul tema della sostenibilità presso la Thomson Reuters Foundation e la diffusione del loro lavoro attraverso i canali di entrambe le Fondazioni.
Il tema del cambiamento climatico ha già fatto breccia tra i colleghi giornalisti ma pochi sono quelli che hanno offerto ai lettori un’interpretazione globale del fenomeno che tenga in considerazione anche l’impatto che avrà sulla produzione agricola e sulla disponibilità alimentare” ha detto Laurie Goering al Forum BCFN di Milano nel presentare il premio. Ad attirare i lettori (e quindi a costituire un parametro di giudizio importante per la scelta del vincitore) è l’impatto narrativo o visivo della storia raccontata.
Gli ha fatto eco Mario Calabresi, ribadendo la necessità di un giornalismo di qualità per vincere la sfida dell’informazione. “Con la diffusione di nuovi modelli di business nel mondo dei media, a sopravvivere sarà solo il giornalismo di qualità, quello che davvero saprà incidere sui comportamenti delle persone e raccontare i cambiamenti sociali attraverso un linguaggio accattivante e innovativo” ha spiegato al pubblico riunito nell’Aula Magna dell’Università Bocconi di Milano.
È possibile partecipare, inviando il proprio lavoro a partire dal 9 gennaio 2017. Ulteriori informazioni sono reperibili all’indirizzo www.goodfoodmediaaward.com.


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