La seconda vita delle microplastiche

La seconda vita delle microplastiche

16 Gennaio 2020

La seconda vita delle microplastiche

Un gruppo di ricercatori finlandesi ha seguito gli atomi di carbonio del polietilene dalle acque all’ingresso nella catena alimentare, scoprendo che possono essere utilizzati come fonte di nutrimento


Qual è il destino delle microplastiche? Da minuscoli frammenti di plastica potenzialmente pericolosi per la salute dell’ambiente e degli esseri viventi, a componenti “buoni” della catena alimentare, grazie all’intervento di alcuni microrganismi. Sarebbe questo il percorso, per molti aspetti sorprendente, degli atomi di carbonio contenuti nelle microplastiche, secondo gli autori di uno studio recentemente pubblicato su Scientific Report

Il continuo aumento delle microplastiche nelle acque è uno dei maggiori problemi ambientali” spiegano gli autori, guidati da Sami Taipale, dell’università di Jyväskylä, in Finlandia. “Le plastiche sono create per essere resistenti alla decomposizione chimica e il riutilizzo del carbonio delle microplastiche richiede l’azione di microrganismi” aggiungono, ricordando che al momento solo pochi studi hanno valutato il destino del carbonio delle microplastiche nella catena alimentare. Per approfondire l’argomento, Taipale e colleghi hanno valutato la capacità di diverse comunità di microrganismi di riutilizzare gli atomi di carbonio delle micro plastiche partendo per i loro esperimenti da polietilene (una delle plastiche più comuni) nel quale gli atomi di carbonio erano “marcati” e quindi tracciabili a livello molecolare


“Mangiare” microplastiche

Le analisi hanno rivelato che il carbonio delle microplastiche viene in parte assimilato e utilizzato per la crescita delle cellule e questa assimilazione è maggiore nel caso di batteri che derivano da acque cosiddette umiche, dove sono presenti sostanze difficili da decomporre e utilizzare. Andando oltre nella catena alimentare, i ricercatori hanno osservato che alcune specie di alghe e di zooplankton utilizzano il carbonio derivato dalle microplastiche per opera dei microrganismi per formare gli acidi grassi delle loro cellule

Ma non è tutto. Partendo dal carbonio delle microplastiche, i microrganismi acquatici possono sintetizzare acidi grassi essenziali - Omega 3 e Omega 6 - immettendo tali atomi nella catena alimentare all’interno di biomolecole importanti dal punto di vista nutrizionale. 

“Questi risultati dimostrano che la biodegradazione delle microplastiche è una realtà negli ambienti acquatici e che gli atomi di tali microplastiche diventano parte di biomolecole preziose per gli organismi che in tali ambienti vivono” concludono gli esperti. 


Scopri di più su Cibo e sostenibilità

Questo sito utilizza cookie di profilazione, anche di terze parti, al fine di inviarti pubblicità e offrirti servizi in linea con le preferenze da te manifestate nel corso della navigazione in rete. Proseguendo la navigazione sul sito mediante l’accesso a qualunque sua area o la selezione di un elemento dello stesso (ad esempio, di un’immagine o di un link) acconsentirai all’uso dei cookie.
Al seguente link troverai la nostra informativa estesa sui cookie con la descrizione delle categorie presenti e i link con le informative delle terze parti quali titolari autonomi del trattamento nonché avrai la possibilità di decidere quali cookie autorizzare ovvero se negare il consenso a tutti o solo ad alcuni cookie.   Continua