La dieta mediterranea come esempio di sostenibilità

La dieta mediterranea come esempio di sostenibilità

22 Dicembre 2020

La dieta mediterranea come esempio di sostenibilità

Si presenta come un vero e proprio stile di vita: la dieta mediterranea fa bene alla salute e porta con sé anche benefici sociali, economici e ambientali.

Ancora un punto a favore della dieta mediterranea come pilastro di benessere e a conferma del fatto che questo regime alimentare amico dell’ambiente, lo è anche della salute dell’uomo. Un recente studio randomizzato ha suggerito che una dieta mediterranea “green”, vale a dire con un contenuto ancora più basso di carne (rossa o pollame) e ancora più alto di vegetali, potrebbe avere benefici maggiori di quella “tradizionale” sullo stato cardiometabolico e in termini di riduzione del rischio cardiovascolare. 

Riconosciuta dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, la dieta mediterranea predilige il consumo di verdura, frutta, cereali (preferibilmente integrali)fonti di proteine vegetali (legumi), frutta secca e l’utilizzo di olio di oliva, mentre prevede un consumo moderato o limitato di uova, pesce, carne, latte e i suoi derivati. Un patrimonio alquanto diversificato in virtù delle caratteristiche dei diversi paesi, ciascuno con la propria cultura alimentare. Ma il modello mediterraneo non si limita a una lista di alimenti. È uno stile di vita che enfatizza una serie di valori, i cui vantaggi abbracciano molteplici aree, tra cui l’ambiente.


Non solo salute

Con la pubblicazione della Met Diet 4.0 nel 2016, l’International Foundation of Mediterranean Diet ha identificato i quattro vantaggi della dieta mediterranea: il miglioramento della salute, il minor impatto ambientale e la ricchezza della biodiversità, l’alto valore socioculturale e i ritorni positivi sull’encomia locale. Questa dieta infatti incentiva il consumo stagionale di prodotti freschi e locali, la biodiversità e la varietà di cibi, stimola le attività culinarie tradizionali, la convivialità e la frugalità e inoltre rispetta le specificità, il che può giovare alle economie locali.

Ampiamente descritti in letteratura sono gli effetti positivi della dieta mediterranea sulla salute, tra cui la protezione dalle malattie cardiovascolari. A enfatizzare il vantaggio dei modelli alimentari sani sulla salute è stata di recente l’American Cancer Society nell’aggiornamento delle linee guida su dieta e attività fisica nella prevenzione del cancro. Gli esperti hanno messo però in risalto anche il fatto che tali modelli, incluso la dieta mediterranea, si associano, rispetto alla dieta media degli Stati Uniti, anche a un minor impatto ambientale, riducendo ad esempio le emissioni di gas serra e l’uso di energia, terra e acqua. “[…] l’attuazione dei modelli dietetici raccomandati […] può portare a una maggiore sicurezza alimentare e sostenibilità ambientale per le generazioni future” scrivono.

Quella mediterranea è decisamente riconosciuta come dieta sostenibile. Per la FAOLe diete sostenibili sono diete a basso impatto ambientale che contribuiscono alla sicurezza alimentare e nutrizionale nonché a una vita sana per le generazioni presenti e future. Le diete sostenibili concorrono alla protezione e al rispetto della biodiversità e degli ecosistemi, sono accettabili culturalmente, economicamente eque e accessibili, adeguate, sicure e sane sotto il profilo nutrizionale e, contemporaneamente, ottimizzano le risorse naturali e umane”. 

La Doppia Piramide Alimentare e Ambientale sviluppata da Fondazione Barilla e che si basa proprio sulla dieta mediterranea è uno strumento molto utile per comprendere il diverso impatto dei cibi sull’ambiente e la salute dell’uomo. È facile costatare come gli alimenti che si trovano più verso l’apice della piramide alimentare, e che andrebbero quindi consumati moderatamente come ad esempio la carne bovina, sono anche quelli che hanno il più alto impatto ambientale. 

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