L’importanza dei quadri di valutazione per promuovere la sostenibilità alimentare

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L’importanza dei quadri di valutazione per promuovere la sostenibilità alimentare

L’importanza dei quadri di valutazione per promuovere la sostenibilità alimentare

Organizzata presso l’Occidental College di Los Angeles, California, la OXY Conference ha allargato considerevolmente gli orizzonti sul tema della sostenibilità alimentare, dell'agricoltura sostenibile e dell’educazione alimentare. Un'esperienza eccezionale, che ha riunito oltre 200 ricercatori nella stimolante cornice di un campus sulle colline di Los Angeles, dimostrando l'effettiva necessità di sistemi di valutazione e confronto tra livelli ed iniziative per la promozione della sostenibilità alimentare e dell’agricoltura sostenibile attraverso l'educazione alimentare.

Il vasto e affascinante tema della conferenza – "Migrating Food Cultures: Engaging Pacific Perspectives on Food and Agriculture” (“Culture alimentari migranti: conoscere le prospettive del Pacifico su alimentazione e agricoltura") – ha invitato i partecipanti a confrontarsi con la situazione dell’intera regione del Pacifico. Nel corso della conferenza, durata quattro giorni, diversi relatori hanno messo in luce il ruolo di persone, luoghi, innovazioni, produzione e consumo alimentare nel dare forma a un nuovo panorama alimentare a livello sociale, economico e culturale.

Educazione alimentare interdisciplinare

La conferenza è stata organizzata dalla Agriculture, Food, and Human Values Society (AFHVS) e dalla Association for the Study of Food and Society (ASFS). La AFHVS, costituita nel 1987, promuove la ricerca interdisciplinare ¬e lo studio accademico di valori, visioni e strutture sottostanti ai sistemi alimentari contemporanei, sia a livello nazionale che internazionale. La ASFS è stata invece istituita nel 1985 con l'obiettivo di incoraggiare l’adozione di approcci trasversali ai temi del cibo, della società e della cultura.

Nel corso dell'evento sono state affrontate differenti tematiche, attraverso trentacinque dibattiti giornalieri incentrati sull'intera filiera della produzione alimentare sostenibile, dalla terra alla tavola. I principali temi di discussione sono stati l'agricoltura, il ruolo dei social network in relazione alla sostenibilità alimentare e ai panorami alimentari, food design ed educazione alimentare. La Fondazione BCFN ha partecipato alla conferenza attraverso una rappresentante della fertile Associazione Alumni, selezionata per il suo specifico interesse per la sostenibilità alimentare, offrendole la straordinaria opportunità di presentare il lavoro della Fondazione stessa e di seguire molti dibattiti sull'argomento.


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Agricoltura sostenibile attraverso l'analisi dei dati e dei quadri di valutazione

Uno specifico fil-rouge è stato rappresentato dall'analisi dei dati e dai quadri di valutazione, ovvero strutture fondamentali alla base di un sistema, una nozione o un testo utilizzati per definire, misurare, confrontare e replicare: il loro scopo è permettere un apprendimento razionale.

Un interessante lavoro presentato durante la conferenza è stato il quadro di valutazione sulla sostenibilità alimentare introdotto dalla Kansas State University, che si propone di affrontare questa sfida: come garantire ai piccoli agricoltori l’accesso e la possibilità di controllare l'agricoltura e l’intensificazione sostenibile allo scopo di aumentare l'equità e la produttività? Gli autori hanno illustrato un progetto che, pur non essendo ancora stato pubblicato, sta creando un quadro per la valutazione della sostenibilità di un sistema, con particolare attenzione per il cibo.

È interessante osservare le sovrapposizioni tra quadri di valutazione e sostenibilità alimentare. A partire dagli anni Ottanta, molti studi hanno sottolineato quanto valutare gli stili di vita e il loro impatto ambientale possa rivelarsi cruciale per determinare modifiche comportamentali. La teoria della dissonanza cognitiva di Festinger spiega la tendenza alla stabilizzazione psicologica che può condurre a una modifica comportamentale. Quando otteniamo un risultato negativo, una valutazione o una visualizzazione dei dati su una specifica azione collegata a noi stessi, la nuova informazione creerà in noi un disagio psicologico poiché le azioni ad essa legate non si accordano più alle nostre convinzioni. Il sistema funziona anche in relazione agli altri. Il confronto fa addirittura sì che la conseguente modifica comportamentale sia più marcata. Questo è ciò che gli esperti chiamano quadro di valutazione comparativa: la valutazione comparativa è l'arte di scoprire in che modo gli altri riescono a fare qualcosa meglio di noi in maniera tale da poterli imitare e, chissà, migliorare le loro tecniche. Non è una novità: l'innovazione incrementale si basa esattamente su questo principio, ma è interessante vedere come questi concetti si intersechino con le scelte legate ad alimentazione, benessere e sostenibilità alimentare.


Il FSI come quadro di valutazione comparativa


Durante la Conferenza OXY, la rappresentante dell'Associazione Alumni BCFN ha presentato un quadro di valutazione comparativa: il Food Sustainability Index (FSI). Sviluppato dal Barilla Center for Food and Nutrition in collaborazione con l’Economist Intelligence Unit, l'indice è uno dei quadri qualitativi e quantitativi menzionati poc'anzi. Focalizzato su tre macro-aree relative alla sostenibilità (sprechi alimentari, sfide nutrizionali e agricoltura sostenibile), il FSI è il risultato di 58 indicatori chiave di performance, valutati con un punteggio da 0 a 100 e ponderati in termini di importanza. Il quadro di valutazione standardizzato che ne deriva può essere utilizzato ai fini dell'educazione alimentare e può mettere ogni comunità nelle condizioni di valutare il proprio livello di sostenibilità alimentare attraverso la visualizzazione dell’impatto ambientale, il confronto e il monitoraggio, per ottenere infine un miglioramento.


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Finora il FSI è stato applicato a 25 Paesi (quelli del G20 + Nigeria, Etiopia, Colombia, Emirati Arabi Uniti e Israele) e a 16 città (Belo Horizonte, Berlino, Dubai, Johannesburg, Kyoto, Lagos, Londra, Città del Messico, Milano, Mosca, Mumbai, Parigi, San Francisco, Shanghai, Tel Aviv e Toronto). C'è ancora parecchia strada da fare.

È interessante notare che ottenere una valutazione “complessivamente positiva” non equivale necessariamente ad aver riportato buoni risultati in tutte e tre le aree. La Francia, per esempio, si colloca ai primi posti della classifica in relazione agli sprechi alimentari e alle sfide nutrizionali grazie all’innovativa politica alimentare attuata dal governo, ma ha riportato un punteggio piuttosto basso per quanto riguarda l'agricoltura sostenibile. Ciò significa che effettuare valutazioni comparative può mettere concretamente in evidenza su quali aspetti occorre focalizzarsi per migliorare.

Chiara Cecchini, BCFN Alumni


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