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Jeffrey Sachs: un economista al servizio della sostenibilità

L’esperto statunitense è riconosciuto a livello mondiale come uno dei più grandi economisti e dedica la sua attività professionale al sostegno di politiche di sviluppo sostenibili a 360 gradi.

Probabilmente il più importante economista del mondo” : così lo ha presentato il New York Times. “L’economista più conosciuto al mondo” fa eco il Time Magazine che per due volte lo ha incluso tra i 100 leader mondiali più influenti. Sono solo alcune delle espressioni utilizzate per descrivere Jeffrey Sachs, nato in Michigan nel 1954, professore di economia, leader nello sviluppo sostenibile, stretto collaboratore delle Nazioni Unite ma anche autore di bestseller e di articoli su diverse testate. È vincitore di numerosi premi e riconoscimenti, non ultimo il Blue Planet Prize ricevuto nel 2015 a testimonianza del suo impegno per l’ambiente e la sostenibilità. Un grande nome dell’economia mondiale che sarà presente al Forum internazionale su alimentazione e nutrizione di BCFN, che si svolgerà il 1 dicembre a Milano, per condividere le proprie idee e sostenere una causa condivisa con BCFN.

Da Kennedy alle Nazioni Unite
È stato il presidente John Kennedy a smuovere gli americani spingendoli ad affrontare grandi sfide e fissando obiettivi ben precisi da raggiungere: andare sulla luna, superare le discriminazioni razziali e raggiungere la pace con l’allora grande potenza Unione Sovietica. “Oggi gli obiettivi importanti per il mondo intero sono cambiati, ma individuare traguardi ambiziosi rappresenta ancora una strategia vincente capace di smuovere le nazioni, così come le strategie di Kennedy hanno smosso le persone” spiega Sachs, che ha partecipato attivamente alla definizione dei 17 obiettivi delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, da realizzare entro il 2030. In precedenza aveva anche preso parte alla definizione dei Millennium Goals, stabiliti sempre dalle Nazioni Unite all’inizio del millennio. “Gli obiettivi di sviluppo sostenibile sono basati sulla forte convinzione che la crescita economica possa e debba essere equa, a tutto tondo e sostenibile dal punto di vista ambientale, verso una società completamente diversa da quella nella quale viviamo ora” spiega l’esperto ricordando che la partecipazione attiva dei governi ma anche della popolazione è fondamentale per raggiungerli. “Questo è un altro dei principi sostenuti da Kennedy: chiarire gli obiettivi nel dettaglio, facendoli sembrare più gestibili e meno lontani, serve da motivazione per le persone” afferma.

Investimenti e un cambio di strategia
Nel cammino verso il 2030 una cosa è certa: aver definito gli obiettivi non è sufficiente per garantirne la realizzazione. Ciò che serve, come spiega Sachs, in linea con quanto sostenuto anche da BCFN, è un cambio generale di strategia che porti a usare in modo diverso le risorse disponibili.
Servono investimenti enormi nel campo dello sviluppo e dell’utilizzo di energie non basate sul carbone e bisogna smettere di costruire impianti che sfruttano combustibili fossili” precisa l’esperto che poi prosegue: “Stop anche ai veicoli inquinanti in favore di quelli con minore impatto sull’ambiente”. Per i paesi in via di sviluppo gli investimenti dovrebbero invece riguardare il miglioramento degli impianti di ottimizzazione delle risorse idriche, di igiene e sicurezza per la salute e di istruzione soprattutto nelle aree urbane che si stanno sviluppando a velocità impressionanti. Infine, ma non certo meno importante, tutti i Paesi del mondo dovrebbero puntare al miglioramento delle infrastrutture e le banche dovrebbero intervenire con finanziamenti ad hoc capaci di rispondere in modo sostenibile alle esigenze. Lo sviluppo sostenibile non è solo una speranza o uno slogan; è tempo di dedicargli tutta l’attenzione – e gli investimenti – che merita conclude Sachs, che approfondirà la tematica nel corso del suo intervento al Forum BCFN il 1 dicembre prossimo a Milano.
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