Investire nell’agricoltura urbana, una scelta che conviene

Investire nell’agricoltura urbana, una scelta che conviene

25 Settembre 2020

Investire nell’agricoltura urbana, una scelta che conviene

Le sfide non mancano e sono diverse a seconda del contesto socio-economico in cui si opera, ma l’agricoltura urbana può avere anche vantaggi e conseguenze economiche inaspettate


L’espressione “agricoltura urbana” può suonare come un ossimoro al primo impatto. Cos’hanno a che fare gli insediamenti urbani con la coltivazione della terra? Ma, soprattutto, quanto gli orti urbani e altre pratiche simili possono incidere sull’economia e la sostenibilità di una città, e quanto conviene investire in questa forma di agricoltura? 

Le risposte a queste e altre domande simili arrivano, almeno in parte, dalle sempre più numerose analisi in merito, sostenute anche da un crescente interesse sul tema, con i Governi e le istituzioni internazionali sempre più propensi a investire in politiche di agricoltura urbana e i cittadini sempre più interessati a consumare “locale” per diverse ragioni come, per esempio, sostenere l’economia locale o rispettare l’ambiente. L’interesse delle istituzioni è ben visibile a livello internazionale con progetti incentrati sui nuovi temi delle città verdi come la Green Cities Initiative promossa dalla FAO nella quale, attraverso un programma di azioni concrete, si punta ad aumentare il benessere dei cittadini anche attraverso l’agricoltura urbana e peri-urbana. 

Vere aziende agricole in città

Già nel 2007, nel report Profitability and Sustainability of Urban and Peri-Urban Agriculture, gli esperti FAO hanno spiegato che la sostenibilità dei sistemi di agricoltura urbana e peri-urbana “implica la capacità di continuare nel futuro e di conseguenza dovrebbe essere redditizia ed economicamente praticabile”. Nel corso degli anni, però, la sostenibilità economica di queste pratiche agricole cittadine è stata descritta solo in termini generici anche perché, in molti casi, ci si è concentrati maggiormente sugli impatti sociali e di sicurezza alimentare. E in effetti alcuni esperti pensano che anche questi benefici sociali siano da annoverare tra gli “utili” di un progetto di agricoltura urbana. 

Resta il fatto che, secondo un’analisi sostenuta dal USDA Agricultural Marketing Service (AMS) e dallo Small Farm Program della Cornell University perché le aziende agricole urbane abbiano un reale successo e possano portare beneficio alla popolazione, oltre che guadagni economici, è fondamentale che gli agricoltori conoscano i programmi di finanziamento a supporto di queste attività che molte municipalità e Governi nazionali mettono in campo, ma è anche importante che i decisori siano persone competenti e disposte a pensare a progetti sostenibili da diversi punti di vista

Nuove sfide, nuove soluzioni di successo 

“L’agricoltura urbana rappresenta un contesto di sfide e opportunità di business che dipende in modo molto stretto dal luogo in cui si opera. L’agricoltura urbana di Nairobi, in Kenya, sarà necessariamente diversa da quella di New York, negli USA, ma ci sono alcuni punti comuni”. Lo afferma un saggio su Horticultural Reviews dedicato anche alle prospettive economiche di questa agricoltura.

Secondo gli autori, chi decide di coltivare in città può disporre in genere di una ampia forza-lavoro, anche se non specializzata, e generare occupazione, ma deve affrontare sfide importanti come la difficoltà nel reperire terreni coltivabili, le spese per iniziare l’attività e i costi delle nuove tecnologie spesso in uso nelle coltivazioni urbane. Le soluzioni ci sono e, come già anticipato, devono essere “personalizzate” per andare incontro alle specificità locali. 

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Per esempio le aziende potrebbero utilizzare i terreni comunali abbandonati, tagliando anche i costi per le municipalità: per ogni lotto libero convertito in spazio agricolo urbano, il dipartimento dei lavori pubblici di San Francisco ha risparmiato 4.100 dollari l’anno. 

Introdurre aree verdi urbane aumenta anche il valore degli immobili (10% in 5 anni) a tutto vantaggio dei proprietari e delle città che da quelle proprietà riscuotono tasse.

Prodotti ad hoc e nuovi modelli di business

Bisogna inoltre fare i conti con le rese e la necessità di produrre cibo sufficiente per ottenere utili. Per questa ragione è fondamentale scegliere in modo accurato i prodotti da coltivare, prediligendo per esempio vegetali di alto “valore”: gli esempi di successo non mancano, come il modello SPIN (Small Plot Intensive) Farming con il quale gli agricoltori sono in grado di ottenere un reddito lordo superiore a 50.000 dollari da mezzo acro (circa 2.000 m2).  

Tutto questo è necessario ma ancora non basta. È importante anche cercare nuovi canali per vendere e distribuire i propri prodotti: dai mercati locali ai ristoranti e alle istituzioni cittadine, il ventaglio di possibilità è piuttosto ampio. 

Infine, ma non certo meno importante, l’agricoltura urbana deve basare in propri utili anche su attività diverse dalla più comune vendita del cibo prodotto. Come riportato nella già citata analisi USDA Agricultural Marketing Service (AMS)/ Cornell University, eventi in loco e tour rappresentano fino al 25% degli utili per alcune aziende, mentre sulle attività educative (workshop, didattica eccetera) si basa il 3-14% dei guadagni totali delle aziende che le organizzano.  


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