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Internet delle cose, cloud e tendenze in ambito agricolo

Dall’automazione alla sicurezza alimentare, dall’irrigazione adattativa ai sistemi di gestione della filiera alimentare, fino alle grandi big data e al riciclo alimentare. I principali impatti tecnologici in agricoltura hanno interessato il segmento alla base della filiera, con sistemi sul campo, monitoraggio post-raccolto e strumenti per incrementare l’efficienza.

La Fifth Avenue di New York è la location che ha ospitato la conferenza organizzata da Forbes e The Mixing Bowl allo scopo di far conoscere agli agricoltori le potenzialità delle nuove tecnologie. The Mixing Bowl è un’organizzazione che si pone l’obiettivo di mettere in luce il valore aggiunto generato dall’interazione tra agricoltura e tecnologia.

Molte le organizzazioni rappresentate dai relatori: Brian Halweil di Edible Manhattan (una rivista del gruppo Edible che pubblica articoli legati all’alimentazione); Scott Norton, co-fondatore dell’azienda alimentare Sir Kensington; Einav Gefen, corporate executive chef di Unilever Foodservice e Eve Turow, scrittrice divenuta famosa con il suo “A Taste of Generation Yum”.


Il ruolo sempre più importante della tecnologia

L’intervento di apertura è stato quello di Seana Day, partner di The Mixing Bowl, che ha posto le basi per l’intero evento. Seana Day vanta un’esperienza di oltre dodici anni nei servizi di consulenza in materia di investimenti, fusioni, acquisizioni e nel settore tecnologico. Durante il periodo trascorso presso AgTech Insight ha inoltre contribuito allo sviluppo della AgriTech Market Map, una mappa che analizza le principali tendenze che stanno plasmando il nuovo scenario agricolo. Dall’automazione alla sicurezza alimentare, dall’irrigazione adattativa ai sistemi di gestione della filiera alimentare fino alle grandi aggregazioni di dati e al riciclo alimentare, i principali impatti tecnologici in agricoltura hanno interessato la base della filiera alimentare, con sistemi sul campo, monitoraggio post-raccolto e strumenti per incrementare l’efficienza.



Dall’intervento di Seana Day è emerso in particolar modo che il ruolo della tecnologia nel settore agricolo è in effetti sempre più rilevante e che la presenza sempre più marcata del cosiddetto “Internet delle cose” nel lessico del settore AgTech sta permettendo di sviluppare diverse tecnologie sul campo che creano aree di innovazione. Alcuni esempi? Irrigazione adattativa e piattaforme di monitoraggio basate sull’Internet delle cose, un’area che comprende più di 40 piattaforme diverse alle quali se ne aggiungeranno altre; soluzioni per riprese aeree, suddivise in base a sensori, sistemi, analisi e servizi, in grado di catturare immagini dall’alto dei terreni agricoli tramite satelliti, droni o aerei, che vengono poi esaminate per aiutare i coltivatori e i partecipanti alla catena del valore a prendere decisioni; sistemi di supporto decisionale, la cui presenza è particolarmente evidente nel settore dell’allevamento e nell’elenco sempre più nutrito di programmi per la gestione delle colture e delle aziende agricole, senza dimenticare le tecnologie basate su cloud e software che permettono di misurare e condividere dati tramite piattaforme.

Impatti tecnologici

Oggi la sfida è utilizzare queste tecnologie nell’attività agricola quotidiana e valutarne l’impatto.

Le emissioni di gas serra da parte dell’agricoltura sono pari al 24% del totale mondiale – una percentuale superiore a quella di qualunque altro settore – e se non verranno adottate altre misure per ridurle, entro il 2050 si potrebbe registrare un ulteriore aumento del 30%.

L’agricoltura di precisione basata su strumenti digitali e le tecnologie per la gestione di big data possono non solo incrementare l’efficienza degli input, tra cui fertilizzanti chimici, pesticidi e acqua, ma anche permettere di ridurne l’utilizzo. Grazie ai macchinari di precisione e alla robotica, gli agricoltori possono raggiungere una maggiore efficienza e ridurre gli sprechi o il sovrautilizzo. L’obiettivo delle tecnologie a input biologico è sostituire o ridurre drasticamente la quantità di fertilizzanti o pesticidi chimici utilizzati, mentre le tecnologie per la produzione di proteine alternative mirano a eliminare o ridurre la dipendenza dall’allevamento a livello globale.

Delle 663 milioni di persone circa in tutto il mondo che non hanno accesso all’acqua, 159 milioni sono costrette a dipendere dalle acque di superficie. Almeno 1,8 milioni di persone nel mondo ricorrono a fonti d’acqua potabile contaminata, responsabili di circa 502.000 morti per diarrea. A livello globale l’agricoltura utilizza il 70% dell’acqua dolce disponibile. Oggigiorno gli agricoltori possono servirsi di tecnologie di gestione idrica per monitorare e misurare i consumi d’acqua, mentre le tecnologie di irrigazione, basandosi su una serie di dati, possono aiutarli a massimizzare il potenziale dei loro terreni ottimizzando i tempi di irrigazione e la quantità d’acqua destinata alle colture. 

Quasi un terzo di tutto il cibo prodotto a livello mondiale va sprecato; si tratta di una quantità enorme (circa 1,3 miliardi di tonnellate ogni anno secondo le stime del WWF), pari al quadruplo di quella necessaria a nutrire gli 800 milioni di persone che attualmente vivono in condizioni di denutrizione. Le tecnologie post-raccolto possono contribuire a ridurre gli sprechi alimentari mettendo a disposizione delle aziende del settore un maggior numero di informazioni sullo stato dei loro prodotti lungo la filiera e individuando gli agenti patogeni in maniera tempestiva, quando è ancora possibile salvare la produzione. Le tecnologie di riconversione degli sprechi consentono di sfruttare al meglio gli sprechi alimentari, convertendoli in biogas, fertilizzanti e altro.

Il principale problema messo in luce durante la conferenza è la mancanza di “un sistema comune per la comunicazione e il trasferimento di dati”. Siamo in possesso di dati e di tecnologie all’avanguardia, tra i quali però non esiste ancora una connessione fluida e diffusa. Ora l’obiettivo è creare un collegamento tra le “condutture” e le “piattaforme”, attraverso il crowdsourcing e il lavoro di squadra, così che il valore di ogni idea e di ogni progetto aumenti in modo esponenziale.

Chiara Cecchini, BCFN Alumni

Le fotografie di Mixing Bowl (due immagini della conferenza) sono protette da copyright con tutti i diritti riservati. Per favore, non scaricare o utilizzare senza diritto d'autore e link back e mai per qualsiasi uso commerciale senza contattare il Mixing Bowl (inquiries@mixingbowlhub.com) in anticipo per ottenere diritti di acquisto o licenza.
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