Il World Soil Day 2020 celebra la biodiversità del suolo

Il World Soil Day 2020 celebra la biodiversità del suolo

04 Dicembre 2020

Il World Soil Day 2020 celebra la biodiversità del suolo

Il 5 dicembre ricorre il World Soil Day, un’occasione per riflettere sull’importanza del suolo per la vita sulla Terra e promuovere il mantenimento della sua biodiversità, sempre più a rischio


"Mantieni vivo il suolo, proteggi la sua biodiversità". È questo lo slogan della Giornata Mondiale del Suolo (World Soil Day) 2020, un evento che il 5 dicembre di ogni anno vuole ricordare l’importanza di un suolo sano e a sostenere la gestione sostenibile delle sue risorse.

Suggerito dall’International Union of Soil Sciences nel 2002, il World Soil Day è nato in Tailandia in collaborazione con la Global Soil Partnership. Ed è proprio con il sostegno continuo della FAO - che l’approvò nel 2013 - che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite designò la prima giornata ufficiale il 5 dicembre del 2014.

Giunto alla settima edizione, il World Soil Day ha lo scopo di sensibilizzare il pubblico sull’importanza di mantenere ecosistemi sani per il benessere umano. Quest’anno lo slogan si concentra in particolare sui “lavoratori sotterranei”, e cioè tutti quegli organismi che cooperano nel suolo e che insieme sostengono la vita sulla Terra. Anche la biodiversità del suolo, che rappresenta il 25% di quella dell’intero pianeta, si sta però perdendo. 


Funghi, porcellini di terra e talpe

Secondo la Commissione europea, che già nel 2010 ha promosso una analisi della biodiversità del suolo e una campagna per la sua protezione, gli organismi del suolo, dai microrganismi unicellulari ai piccoli mammiferi che scavano nel terreno, collaborano per portare a termine compiti essenziali al funzionamento della Terra: creano e rigenerano il suolo, decomponendo la materia organica per mantenerne la produttività; consentono al suolo di immagazzinare e rilasciare carbonio, contribuendo a regolare il clima; depurano l’acqua che filtra nel terreno, privandola delle sostanze contaminanti e inquinanti, e forniscono le strutture necessarie per trattenerla e immagazzinarla nel suolo stesso e nelle falde acquifere. Il complesso ecosistema del suolo controlla i parassiti: più ricca è la biodiversità, maggiore è il numero dei predatori e, di conseguenza, minore è la possibilità che una specie domini le altre. I microrganismi forniscono i mezzi per combattere le malattie infettive: per esempio, la penicillina, scoperta da Alexander Fleming nel 1928, è una sostanza antibiotica che si ricava da un fungo del suolo.

La rapida evoluzione dei microrganismi del suolo lo rende una fonte preziosa di nuovi farmaci salvavita: una sorta di armadietto dei medicinali per il futuro. I più piccoli (ma anche più importanti) abitanti del sottosuolo sono batteri, funghi e alghe. Questi “ingegneri chimici” rigenerano il suolo trasformando la materia organica di scarto nei suoi singoli costituenti chimici, e fornendo dunque a piante e animali i nutrienti loro necessari. Un gruppo più ampio di creature di dimensioni leggermente maggiori, i “regolatori biologici”, mantiene sotto controllo i microrganismi, regolandone la proliferazione e l’attività.

I lombrichi, le formiche, le termiti, i porcellini di terra e mammiferi come le talpe rientrano tutti in un terzo gruppo di lavoratori del suolo: gli “ingegneri ecosistemici”. A loro spetta il compito di miscelare e spostare le particelle del suolo, al fine di creare gli habitat per le specie più piccole e consentire ad aria e acqua di filtrare nel terreno. Anche gli animali più grandi, che trascorrono soltanto una parte della loro vita nel suolo, come le arvicole, i conigli e i tassi, contribuiscono a offrire questo servizio.


Insieme per preservare la biodiversità del suolo

Ci sono diverse iniziative possibili per fermare la perdita della biodiversità del suolo, anche a livello individuale, come diminuire la quantità di rifiuti o riciclare il più possibile. Alla sua perdita contribuiscono maggiormente i cambiamenti nell’uso dei territori, alcune specie invasive, l’inquinamento, l’urbanizzazione e l’impermeabilizzazione delle superfici (per esempio per via dell’asfalto). 

La biodiversità è una componente essenziale del suolo, che contiene enormi quantità di materiale organico, alla base della produzione di cibo. Tale materiale ne aumenta la porosità, permettendo l’immagazzinamento di acqua e aria, e la sua capacità di conservare e rilasciare i nutrienti. 

Proprio perché il suolo sequestra il carbonio dall’atmosfera e riduce l’emissione di gas serra, la perdita della sua capacità di fungere da deposito potrebbe aumentare le emissioni e accelerare il cambiamento climatico. È necessario quindi lavorare per preservare la capacità di immagazzinamento, sostenendo l’adozione di pratiche di gestione del suolo, e in particolare di quello agricolo, sostenibili e rispettose della biodiversità.


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