Il risparmio idrico parte da gesti semplici

cibo e sostenibilità

Il risparmio idrico parte da gesti semplici

Il risparmio idrico parte da gesti semplici

Soprattutto nei paesi “sviluppati” il consumo (e lo spreco) di acqua raggiunge livelli davvero elevati, al limite della sostenibilità, ma questa tendenza potrebbe essere invertita se ciascuno modificasse leggermente le proprie abitudini quotidiane.

Solo lo 0,001% dell’acqua totale presente sul pianeta può essere utilizzata dall’uomo e le riserve idriche totali sono in diminuzione soprattutto a causa dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento. Inoltre, il consumo di acqua è destinato a crescere complici una maggiore urbanizzazione, l’aumento della popolazione mondiale e molti altri fattori. Di fronte a uno scenario così drammatico i governi si sono interrogati su quali possano essere le strategie più efficaci da mettere in atto per cercare di arginare un problema di questa portata: senza acqua infatti non si può vivere.

L’acqua reale…
Ma i progetti dei governi da soli non bastano. Se è vero che la maggior parte dell’acqua dolce viene consumata dal settore agricolo (70%) e da quello industriale (22%), non si può dimenticare infatti che la quota restante (8%) viene impiegata per uso domestico. In altri termini ciascuno di noi ha una propria “impronta idrica”, ovvero pesa in una certa misura sul consumo di acqua totale e di conseguenza anche i piccoli gesti quotidiani possono influenzare la salvaguardia di un bene tanto prezioso. BCFN ha valutato, basandosi su fonti autorevoli e suggerimenti delle istituzioni internazionali, che con piccoli cambiamenti nelle proprie abitudini è possibile ridurre la propria impronta idrica. Ma quanta acqua serve ogni giorno? L’Onu ha fissato in 20-50 litri di acqua dolce giornalieri pro capite la quantità minima necessaria ad assicurare i bisogni primari di igiene. Tali numeri si riferiscono alla cosiddetta acqua “reale”, ovvero il consumo visibile e più facile da calcolare: è l’acqua utilizzata per bere, per lavarsi, per cucinare, per pulire o per annaffiare il giardino e l’orto. Tuttavia, questa rappresenta solo una minima parte dell’impronta idrica personale.

…e quella virtuale
Si consumano in media due litri d’acqua al giorno per bere, ma fino a 5.000 litri per mangiare.
I piatti che portiamo in tavola sono pieni d’acqua, un’acqua “invisibile” utilizzata per produrre i cibi e farli arrivare fino alla tavola. Ecco perché i comportamenti quotidiani, e in particolare le scelte alimentari, possono fare la differenza in termini di impronta idrica e risparmio di acqua. Gli alimenti di origine animale (carne, latte, uova) sono quelli che richiedono un maggior consumo di acqua per essere prodotti, mentre quelli vegetali ne richiedono in genere molto meno. Qualche numero può chiarire il concetto: nel caso di una dieta vegetariana il consumo d’acqua virtuale per alimentarsi varia da circa 1.500- 2.600 litri al giorno contro i 4.000-5.400 di una dieta ricca di carne. Adottando quindi una dieta di tipo mediterraneo, si potrebbero risparmiare oltre 2.000 litri d’acqua al giorno a persona.
La quantità totale di acqua contenuta nel cibo dipende da molti fattori, illustrati nel dettaglio nel volume Eating Planet edito da BCFN: dal sistema agricolo adottato, dalle caratteristiche climatiche e del suolo, dal sito di produzione. In media a livello mondiale, la produzione di 1 kg di carne di manzo richiede 15.415 litri di acqua (quella prodotta in sistemi intensivi ha bisogno di cinque volte più acqua rispetto al pascolo), 250 grammi di pomodoro contengono 50 litri di 'acqua virtuale', una pizza margherita 1.259 litri.

Semplici idee “salva-acqua”
Non solo il cibo che portiamo in tavola, ma molti oggetti che utilizziamo e gesti che compiamo possono contribuire a ridurre la nostra impronta idrica. Un rubinetto che perde, per esempio, può far sprecare decine di litri di acqua al giorno. Ecco allora qualche consiglio “salva-acqua” da mettere in pratica sin da subito.
1. Sistemare i rubinetti e gli sciacquoni che perdono e applicare ai rubinetti gli aeratori che miscelano aria all'acqua, ne riducono il flusso e gli schizzi. Con un investimento di un paio di euro si possono risparmiare decine di migliaia di litri di acqua all'anno.
2. Scegliere la doccia invece del bagno per risparmiare circa 23 m3 di acqua all’anno.
3. Chiudere il rubinetto quando ci si insapona sotto la doccia, evitare di far scorrere di continuo l’acqua mentre ci si lava i denti o si fa la barba.
4. Preferire gli sciacquoni con il doppio pulsante o con la maniglia per regolare il flusso.
5. Utilizzare lavatrici e lavastoviglie di classe energetica elevata (A o superiore) e solo a pieno carico.
6. In giardino e nell’orto, preferire gli irrigatori a goccia invece della canna dell’acqua e usarli nelle ore meno calde (mattino e dopo il tramonto). Si può anche raccogliere l’acqua piovana e usarla poi per piante e fiori.

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