Il futuro dell’agricoltura è fatto di tecnologia e precisione

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Il futuro dell’agricoltura è fatto di tecnologia e precisione

Il futuro dell’agricoltura è fatto di tecnologia e precisione

Con approcci mirati e l’aiuto delle più moderne tecnologie, l’agricoltura di precisione si sta diffondendo rapidamente con la promessa di portare vantaggi in termini di produttività e rispetto dell’ambiente. 

Applicare il giusto trattamento, nel posto giusto e al momento giusto. Questa è la promessa della cosiddetta “agricoltura di precisione” (AP), una gestione dei processi agricoli sempre più importante, visto la crescita continua della popolazione mondiale. I 9,5 miliardi di persone che popoleranno il pianeta nel 2050 rappresentano una sfida enorme per l’agricoltura, chiamata a incrementare i livelli di produttività nel rispetto dell’ambiente. Come riportato nel report Fixing Food, pubblicato da BCFN in collaborazione con l’Intelligence Unit dell’Economist (EIU), non è pensabile rispondere a questa esigenza cercando nuove terre da coltivare: meglio puntare sull’innovazione tecnologica.  

Cosa c’è “sul campo”

Ha appena compiuto 20 anni la prima definizione effettiva di AP, coniata nel 1997 negli Stati Uniti, che identifica questo nuovo approccio come “un sistema di coltivazione basato su produzione e informazione, disegnato per aumentare efficienza, produttività e resa economica sul lungo periodo per siti specifici, per l’intero sistema produttivo, minimizzando l’impatto sull’ambiente”. Si tratta in pratica si basare la gestione dell’agricoltura su osservazione, misurazioni e risposte mirate per rispondere alla variabilità che inevitabilmente si presenta tra un raccolto e l’altro, ma anche all’interno dello stesso raccolto. Sono già “sul campo” macchine dotate di sensori che permettono, per esempio, di misurare in tempo reale le condizioni e la composizione del terreno e di modulare la quantità di semi o di fertilizzanti da utilizzare, ma anche satelliti e droni che raccolgono informazioni sul clima, sulle rese, sullo sfruttamento del territorio e sull’impatto ambientale delle coltivazioni, e molto altro ancora in un contesto in continuo sviluppo. 


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Vantaggi a 360 gradi

La AP è vantaggiosa. Ne sono convinti gli esperti del Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea che hanno preso parte alla stesura del documento Precision agriculture: an opportunity for EU farmers - potential support with the CAP 2014-2020, nel quale si elencano alcuni di questi vantaggi. Dal punto di vista economico, una revisione della letteratura scientifica ha dimostrato, per esempio, che la AP aumenta la resa agricola nel 68% dei casi, un risultato importante in un sistema nel quale gli agricoltori sono alla continua ricerca di tecnologie per ridurre i costi senza ridurre la produttività. Anche l’ambiente trae beneficio dalla AP, pensata non solo per migliorare le rese, ma anche per minimizzare l’impatto e i rischi ambientali, riducendo tra l’altro la variabilità causata dall’operatore. “Non c’è definizione moderna di AP che non prenda in considerazione la sostenibilità ambientale” spiegano gli autori del documento. Ultimi, ma non certo per importanza gli effetti sociali di questa nuova agricoltura, sempre meno faticosa per il contadino, tanto che c’è chi ipotizza addirittura una “agricoltura senza agricoltori”, di cui saranno protagoniste le macchine guidate dall’intelligenza umana.


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Premesse e promesse

Seppur potenzialmente rivoluzionarie e molto positive sotto diversi punti di vista, le innovazioni dell’agricoltura di precisione non sono ancora diffuse come potrebbero, complici soprattutto i costi elevati. Mancano inoltre esperienza e competenza per poter utilizzare al meglio l’enorme quantità di dati raccolti con le nuove tecnologie: lo scopo finale è infatti è sviluppare piani di gestione basati proprio su tali informazioni per migliorare la produttività, che siano flessibili e in grado di adattarsi ai cambiamenti. Ma perché la AP prenda davvero piede e possa trasformare l’attuale sistema produttivo agricolo è fondamentale puntare sul vero protagonista dello scenario agricolo attuale - l’agricoltore - che deve essere aiutato a comprendere e a mettere in pratica il nuovo approccio alla coltivazione. Per questo bisogna puntare a una nuova figura di agricoltore, ben lontana dai vecchi stereotipi, che sia istruito e preparato a utilizzare le tecnologie. Per raggiungere questo obiettivo si deve incentivare il ricambio generazionale. In un recente webinar promosso da BCFN sul tema della nuova Politica agricola comunitaria gli esperti coinvolti hanno ricordato l’età media elevata degli agricoltori europei e la necessità di attirare forze giovani in questo settore produttivo.


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