news

cibo e sostenibilità

Il futuro dell’Africa: investire in agricoltura per migliorare la sostenibilità alimentare

La Banca Africana di Sviluppo (AfDB) ha lanciato la sua ultima e più grande iniziativa: “Feed Africa”. L’obbiettivo è porre fine alla fame nel continente entro il 2025, e per realizzarlo ci si basa sul semplice concetto che “investire in agricoltura è il modo migliore per porre fine alla fame”.

Lo sviluppo agricolo è strettamente connesso alla sostenibilità alimentare. L’Africa ha tutto il potenziale per essere “la cesta del pane” del mondo intero: circa il 60% dei campi non coltivati si trova proprio in questo continente, e una percentuale simile di lavoratori africani si occupa di agricoltura. Nonostante queste premesse, il tasso di malnutrizione in Africa è tra i peggiori nel mondo. Il 25% dei bambini sono rachitici, quasi ogni regione soffre di deficit di micronutrienti, e se in tutto il mondo le persone che non hanno cibo a sufficienza sono 795 milioni, 300 milioni sono proprio in Africa.

Secondo il Food Sustainability Index (FSI), pubblicato nel 2016 dall’Economist Intelligence Unit insieme al Barilla Center for Food and Nutrition, le due economie più grandi dell’Africa Sub Sahariana – Nigeria e Sud Africa – sono all’ultima posizione della classifica per quanto riguarda i problemi nutrizionali. Il Nord Africa se la passa in modo poco migliore, e l’Egitto, la cui economia è comparabile per dimensioni a quella di Israele, piazzatasi al quarto posto, è solo ventesimo in classifica per quanto riguarda le sfide nutrizionali.

Priorità ai raccolti

La strategia dell' AfDB per affrontare queste sfide è quella di concentrarsi nell’aumentare la produttività del settore agricolo. Il problema sta nel fatto che, nonostante la quantità di campi arabili e la forza lavoro in aumento, il continente continua a importare due terzi del cibo che consuma. Spesso importare cibo è più conveniente che produrlo in loco a causa dell’inadeguatezza delle infrastrutture, di pratiche agricole obsolete e della sottosviluppata filiera alimentare. Tutte queste realtà contribuiscono a erodere la produttività alimentare e a far gonfiare i prezzi. L’AfDB sta lavorando per ribaltare la situazione proprio attraverso il programma “Feed Africa”.

L’iniziativa si svolgerà in un lasso di tempo che va dal 2016 al 2025 e include 18 punti d’azione pensati per migliorare il settore agricolo africano e portarlo a un livello tale per cui, come primo stadio, venga nutrita tutta la popolazione, e in secondo luogo si trasformi l’Africa in un esportatore di cibo. Piani più specifici per aumentare la produttività e rafforzare il mercato, includono: la disseminazione su larga scala di tecnologie volte all’aumento della produttività; lo sviluppo di semenze specifiche per l’ecosistema africano; la diffusione di piattaforme informatiche ICT a supporto delle transazioni finanziarie e della diffusione delle informazioni.

L’agri-tech incalza

Queste strategie sono state rese possibili dal rapido sviluppo delle tecnologie agricole nel corso degli ultimi anni. Mentre tecniche pionieristiche in mercati in via di sviluppo stanno venendo traslate nel contesto Africano, case studies da tutto il continente dimostrano chiaramente l’impatto del progresso tecnologico. Un esempio è il caso del sistema “push-pull”, che agevola il sistema di raccolta misto usato tradizionalmente dai piccoli proprietari terrieri, e si basa solamente su risorse locali e a basso costo. Nell’Africa dell’Est questo sistema ha permesso di triplicare il raccolto di granturco.  

Detto questo, nonostante gli investimenti in tecnologie agricole possano davvero aumentare la produttività, l’AfDB è unanime nell’affermare che la sola tecnologia non può bastare a risolvere il problema della sfida per la sicurezza alimentare in Africa. Infatti, nonostante gli agricoltori siano integrati nella filiera alimentare, non sono incentivati ad aumentare la produzione.

Per questo, il programma “Feed Africa” sostiene piani di investimenti pubblici nelle infrastrutture dei trasporti, strutture per l’immagazzinamento e l’industria di trasformazione di prodotti agricoli. Questi investimenti potrebbero largamente migliorare la competitività degli agricoltori africani e aumentare la produttività delle loro fattorie.

Agevolare investimenti in soluzioni agro-tech e a livello di strutture di mercato avrebbe sicuramente una grande ripercussione nell’aumentare la produttività agricola. Questo contribuirebbe davvero all’abilità dell’Africa di nutrire la sua popolazione in aumento in modo sostenibile. Gli investimenti, in ogni caso, non arrivano per magia. L’esperienza di altri paesi in via di sviluppo ci ha insegnato che le politiche pubbliche sono importanti tanto quanto i capitali investiti, ma solo quando questi investimenti hanno luogo nel contesto di una government di supporto si può davvero puntare a raggiungere risultati visibili a livello di sviluppo.

Il ruolo della politica

I paesi che hanno raggiunto le posizioni migliori nel FSI tendono a essere quelli che hanno messo in atto più azioni governative di successo; è preoccupante però che nessuna delle nazioni africane abbia raggiunto buoni risultati per quanto riguarda le politiche attuate. Per esempio, la Nigeria, il Sud Africa e l’Etiopia sono tre dei paesi in fondo alla classifica per la protezione dei diritti di proprietà, e gli ultimi tre per quanto riguarda le politiche per proteggere i piccoli proprietari terrieri dal fenomeno del land grabbing. Questa problematica riguarda direttamente la sostenibilità alimentare, perché i lavoratori non sono incentivati ad aumentare la produzione nelle loro fattorie se non gli vengono riconosciuti i diritti che li legano alla propria terra.

C’è quindi il rischio che l’efficacia del programma Feed Africa dell’AfDB, e, più generalmente, l’efficacia delle tecnologie avanzate, venga messa in pericolo da politiche, leggi, regolamenti e istituzioni sfavorevoli a livello nazionale. In tutto il continente, i progressi raggiunti per quanto riguarda queste problematiche sono diversi: qualche governo attua sforzi coordinati allo sviluppo di una filiera alimentare efficace per il cibo locale, ma molti altri continuano a chiudere gli agricoltori fuori dai mercati mantenendo il loro obsoleto sistema di proprietà terriera. Oltre a stimolare investimenti, l’AfDB dovrebbe quindi assicurarsi che il suo programma contribuisca a sollecitare riforme politiche.

(Questo articolo è stato inizialmente pubblicato sul blog http://foodsustainability.eiu.com/)
Gallery

Articoli correlati

cibo e sostenibilità

Selina Juul: la lotta allo spreco alimentare parla danese

Alla guida della più grande Organizzazione non governativa danese, l’attivista è riuscita a ottenere importanti vittorie nella battaglia contro lo spreco alimentare che combatte con l’aiuto dei singoli consumatori e delle organizzazioni internazionali.

Leggi tutto
cibo per tutti

Giornata della Terra - Educare a preservare l’ambiente per salvare il Pianeta

Il 22 aprile è la Giornata della Terra, una iniziativa che raggruppa 192 Paesi con lo scopo di “alfabetizzare” i cittadini sui temi ambientali. BCFN partecipa lanciando il Food Sustainability Report, uno strumento per essere sempre informati su ciò che accade nel mondo della sostenibilità agricola e alimentare.

Leggi tutto
cibo e sostenibilità

La fame “nascosta” nel mondo sviluppato

In genere l’espressione “fame nel mondo” richiama alla mente immagini di bambini che soffrono la fame nei Paesi in via di sviluppo – un tipo di fame che, purtroppo, continua a essere una realtà. La malnutrizione però è molto più complessa, poiché può colpire molti bambini che consumano cibo a sufficienza e persino bambini obesi e in sovrappeso, che assumono cibi non adeguati perché privi delle vitamine e dei minerali essenziali per la crescita e lo sviluppo. Questa fame “nascosta” può provocare danni irreversibili nei bambini e ripercuotersi negativamente sulle comunità e sulle economie di intere nazioni.

Leggi tutto
Questo sito utilizza cookie per inviarti comunicazioni e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.   Leggi tuttoOk