Riflettori sulla sostenibilità alimentare: il Food Sustainability Index sbarca negli States

Riflettori sulla sostenibilità alimentare: il Food Sustainability Index sbarca negli States

Riflettori sulla sostenibilità alimentare: il Food Sustainability Index sbarca negli States

Quali sono le performance degli USA in termini di sostenibilità alimentare? Ci sono aree di possibile miglioramento, secondo il Food Sustainability Index, la cui terza edizione verrà presentata il 28 settembre a New York.Tra i motivi lo scarso sviluppo dell’agricoltura sostenibile, i cattivi modelli nutrizionali e non solo.

21esimo posto su 34 per la sostenibilità alimentare secondo l’edizione 2017: è questa la performance degli Stati Uniti secondo il Food Sustainability Index (FSI), lo strumento sviluppato dall’Economist Intelligence Unit e dalla Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition che analizza l’alimentazione nel mondo ed esprime la performance dei Paesi in relazione alle policy e alle buone pratiche per l’agricoltura sostenibile, le sfide nutrizionali e la lotta allo spreco alimentare. La nuova edizione dell’indice verrà presentata da  Leo Abbruzzese, Global Director of Public Policy dell’Economist Intelligence Unit, nel corso del Forum BCFN che si terrà a New York il 28 settembre prossimo.

La situazione statunitense

I tre pilastri principali dell’indice sono le sfide nutrizionali, lo spreco alimentare e l’agricoltura sostenibile: si tratta di un modello di analisi qualitativa e quantitativa, basato su 35 indicatori principali e 55 sotto-indicatori, analizzati con un approccio multidisciplinare. La prima edizione del Food Sustainability Index è stata presentata il 1 dicembre 2016, in occasione della settima edizione dell’International Forum on Food and Nutrition, di fronte a una platea internazionale di esperti.

In quanto a spreco alimentare, nell’edizione 2017 gli USA si classificano noni, ma è nell’agricoltura sostenibile che si avverte un incredibile scivolone. Solo India, Tunisia e Emirati Arabi Uniti, infatti, hanno un punteggio inferiore per la categoria. 

Per le sfide alimentari, invece, gli Stati Uniti sono 24esimi. I numeri sono presto spiegati: è elevatissimo il livello di emissioni di gas serra dal settore agricolo, per via della grande richiesta di mangime, e al contempo bassissima la percentuale di terreno destinata all’agricoltura biologica. Il consumo medio di carne pro capite, negli USA, è uno dei più alti al mondo (225,4 grammi al giorno) e si sa che allevare animali da macello comporta un importante impatto ambientale: è da questo settore che secondo la FAO provengono circa il 14,5 per cento delle emissioni di gas serra, senza contare che secondo i calcoli dell’Institution of Mechanical Engineers (IME), per produrre un chilo di carne sono necessari 15.000 litri di acqua.


Troppi zuccheri e junk food

Per quanto riguarda la bassa posizione sulla qualità della nutrizione, gli Stati Uniti hanno uno dei più alti livelli di consumo di zucchero pro capite tra i Paesi analizzati dal FSI. Si tratta di un problema che affonda le radici nel rapporto cibo e cultura: l’abbondanza di fast-food, uniti alla poca attività fisica che contraddistingue i quattro quinti della popolazione americana, rendono gli Stati Uniti un paese con un altissimo tasso di obesità tra la popolazione. Secondo i dati ufficiali del Centers for Disease Control and Prevention (CDC) circa il 38% degli adulti americani è obeso e la percentuale sale a oltre il 70% se si analizzano tutti gli individui considerati sovrappeso. I bambini non ne sono esclusi (sono obesi più di 4 su 10), e tale condizione aumenta in modo significativo il rischio di diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, sindrome metabolica e cancro.


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La lotta allo spreco alimentare

Le autorità federali si stanno impegnando molto nella lotta allo spreco alimentare, tanto che gli USA mirano a dimezzare gli sprechi entro il 2030. Gli Stati Uniti hanno attualmente uno dei livelli più elevati di spreco alimentare pro capite su scala mondiale. Circa il 40 per cento del cibo prodotto è destinato alle discariche. Le autorità del Dipartimento statunitense dell’agricoltura sperano che, riducendo tali sprechi, più cibo verrà destinato a quei 41,2 milioni di americani che attualmente ne hanno un limitato accesso. Una riduzione dello spreco alimentare contribuirà anche a far risparmiare denaro alle famiglie e alle imprese e a proteggere l'ambiente. 

E proprio l’America sarà il teatro del prossimo Food International Forum della Fondazione BCFN, a New York, il prossimo 28 settembre 2018. L'evento verrà organizzato a margine della 73a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite (UNGA73) e sarà presentato congiuntamente dalla Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN) e dal Sustainable Development Solutions Network delle Nazioni Unite (UN-SDSN).

La conferenza sarà suddivisa in tre sessioni: la prima sarà dedicata alle crisi nutrizionali mondiali e alla ricerca di soluzioni per un’alimentazione sostenibile. La seconda sessione esaminerà invece il ruolo dell’agricoltura sostenibile come opportunità per inquadrare il fenomeno mondiale della migrazione ed, infine, la terza sessione sarà dedicata alle soluzioni concrete, da una prospettiva globale a una locale, verso sistemi urbani improntati sulla sostenibilità alimentare.


Il Food Sustainability Index è uno dei temi che sarà trattato il 28 settembre 2018 a New York, in occasione del Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione organizzato da Fondazione BCFN.

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