I movimenti Grassroots come risposta al cambiamento climatico

cibo e sostenibilità

I movimenti Grassroots come risposta al cambiamento climatico

I movimenti Grassroots come risposta al cambiamento climatico

All'inizio di maggio 2017, la Global Alliance for the Future of Food ha organizzato il suo 2°Dialogo Internazionale, al quale hanno partecipato oltre 250 esperti di sistemi alimentari a livello locale e globale. Lo scopo era quello di analizzare in modo più approfondito il rapporto tra cambiamento climatico e sistemi alimentari e di proporre nuove visioni dei sistemi alimentari di cui abbiamo e avremo bisogno, individuando potenziali percorsi per modellarli.

In qualità di membro della Global Alliance, la Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition (BCFN) ha finanziato la partecipazione all’evento per sei dei suoi giovani Alumni. Una di loro, Benedetta Raspini, ha intervistato Rajasvini Bhansali, Executive Director di Thousand Currents (in precedenza IDEX), ponendole una serie di domande per comprendere quale strada i sistemi agricoli e alimentari dovrebbero imboccare affinché sia possibile contrastare il cambiamento climatico.

Attraverso il Dialogo Internazionale e il suo lavoro nel complesso, la Global Alliance mira a riunire vari stakeholder provenienti da diversi settori, aree geografiche e posizioni ideologiche per favorire uno scambio di idee globale e concreto su problemi centrali connessi al passaggio a sistemi alimentari sostenibili. In quest’ottica siamo dunque onorati di mettere a disposizione queste interviste per dare un contributo alla riflessione, alla discussione e al dibattito sulla riforma dei sistemi alimentari.


Dobbiamo supportare le prove scientifiche dalle radici, da dove viene concretamente praticata l’agricoltura e preservata la diversità delle colture, in modo tale da poter unire la conoscenza scientifica alla conoscenza tradizionale e rafforzare la collaborazione fra loro

D: In che modo il suo lavoro ha a che vedere con i sistemi alimentari sostenibili e il cambiamento climatico? Perché è importante portare i sistemi alimentari al centro del dibattito sul cambiamento climatico?

Rajasvini Bhansali (RB): Thousand Currents è stato fondato 32 anni fa e da allora ha finanziato diversi gruppi “grassroots” (movimenti di base), molti dei quali guidati da donne, giovani e popolazioni indigene del sud del mondo che lavorano nei settori relativi alla sovranità alimentare, alla giustizia climatica e alle economie alternative. 

Sappiamo che la loro vita e il loro sostentamento sono attualmente a rischio a causa del sistema alimentare globale industriale. Questo sistema esclude le piccole aziende agricole e ha delle conseguenze catastrofiche sull’economia e sull’ambiente, creando enorme disuguaglianza e causando una crisi ambientale e climatica che minaccia il nostro pianeta, il nostro futuro e le terre, la vita, la cultura e i diritti umani che ci appartengono.

La nostra missione è finanziare e sostenere quelle iniziative innovative promosse dalle comunità che stanno cambiando in meglio i nostri sistemi alimentari: queste iniziative rafforzano l’agricoltura sostenibile e la crescita economica locale, portando ricchezza nelle comunità locali e lottando per gli interventi più adeguati in tema di cambiamento climatico. 


image

D: Quali sono, a suo avviso, le opportunità più interessanti nel passare a sistemi alimentari più sostenibili in un mondo affetto dal cambiamento climatico?

RB: Dobbiamo supportare le prove scientifiche dalle radici, da dove viene concretamente praticata l’agricoltura e preservata la diversità delle colture, in modo tale da poter unire la conoscenza scientifica alla conoscenza tradizionale e rafforzare la collaborazione fra loro. Lo sappiamo, ma c’è ancora molto da fare per istruire il mondo scientifico e gli investitori, per far loro capire che la conoscenza dei movimenti grassroots è una conoscenza necessaria ed inestimabile.

D: Qual è la cosa più importante che le generazioni più giovani dovrebbero capire sul legame tra sistemi alimentari cambiamento climatico, e cosa possono fare i giovani come singoli individui per favorire un cambiamento del nostro modo di pensare i sistemi alimentari?


RB: In molte delle comunità dove lavoriamo, ho riscontrato una grande partecipazione dei giovani in iniziative volte a risolvere questa situazione allarmante. Sono già consapevoli dell’impatto del cambiamento climatico e stanno cercando di fare la differenza e di imparare dalla generazione che li ha preceduti. Credo sia fondamentale incoraggiare lo scambio di idee fra i giovani di diverse regioni. Le nuove imprese basate sull’agricoltura e create dalla nuova generazione rappresentano una forza vitale per portare nelle comunità locali un’innovazione che preservi il territorio, il suolo e il benessere dell’uomo. I giovani stanno trasformando il settore agricolo grazie all’utilizzo di nuove tecnologie e a un nuovo modo di pensare, e devono poter comunicare fra di loro.

Questo cambiamento deve essere onnicomprensivo. Bisognerebbe quindi coinvolgere un numero maggiore di giovani sia nell’aspetto scientifico che politico del cambiamento climatico. Spero che la prossima generazione sarà in grado di riconoscere e rispettare la conoscenza scientifica locale, di rifiutare la filosofia imperialista top-down, e di guardare al mondo con occhi nuovi, prendendosene più cura rispetto alla nostra generazione.


image

D: Può portare alcuni esempi di best practice adottate da lei o da altri per promuovere o per favorire il passaggio a sistemi alimentari più sostenibili, sicuri ed equi?


RB: Potrei raccontare diversi esempi legati ai paesi dove lavoriamo in Africa, Asia e America Latina, ma uno in particolare, nel Sud Africa, mi è rimasto impresso. L’anno scorso ho visitato un’organizzazione chiamata Surplus People Project (SPP) che da molto tempo si impegna nel movimento guidato da persone rimaste senza terra. Qui ho conosciuto un incredibile gruppo di giovani, Tyisa Nabanye, che stanno occupando le terre di cui, in passato, gli abitanti sono stati privati con la forza dallo stato del Sud Africa. Queste territori completamente abbandonati e presi in prestito sono stati trasformati da questi giovani in terre prosperose, ricche di biodiversità e aperte al cambiamento agricolo. Poiché i terreni sono pubblici, il loro lavoro rischia costantemente di essere demolito. Ma la cosa sorprendente è che, ogni volta, questi giovani non si arrendono e rincominciano da capo.

Hanno sviluppato un movimento popolare insieme a un’intera comunità che segue e supporta questa continua rigenerazione. È l’esempio di un gruppo di giovani motivati. Quando ho detto loro “deve essere devastante vedere il vostro lavoro distrutto ogni volta”, mi hanno risposto “assolutamente no! Stiamo facendo crescere un paradiso qui e, allo stesso tempo, stiamo dando da mangiare alla gente. Questo di per sé è stupendo, quindi non abbiamo paura. Continueremo a far crescere il nostro paradiso.”


Rajasvini Bhansali ricopre la carica di direttore esecutivo di Thousand Currents ed è una ferma sostenitrice del movimento e del cambiamento sociale guidati dai gruppi grassroots. Ha dedicato la sua carriera alla giustizia sociale, ecologica ed economica: ha guidato un’impresa sociale nazionale, ha gestito il fondo per le infrastrutture della rete pubblica di telecomunicazioni destinato a ridurre il divario digitale, e ha lavorato come ricercatrice, programmatrice, analista delle politiche e consulente di strategia. Per oltre due anni, Rajasvini ha inoltre lavorato insieme ai leader di sei comunità come divulgatrice di conoscenza nei politecnici del Kenya rurale, un’esperienza che l’ha spinta a impegnarsi a rendere lo sviluppo e la filantropia internazionale più incentrati sulle persone.


La vision del Gruppo BCFN Alumni è quella di trarre il meglio dal potenziale dei giovani impegnati nella sostenibilità agro-alimentare globale. L’obiettivo è creare una comunità di Alumni attivi e motivati, che contribuisca tramite progetti e altre attività allo sviluppo di un sistema alimentare più sostenibile.


Altre interviste con gli esperti che hanno partecipato al 2° Dialogo Internazionale della Global Alliance sono disponibili qui.


Approfondisci gli argomenti correlati:

Gallery

Scopri di più su cibo e sostenibilità

Questo sito web utilizza i cookie per migliorare l'esperienza dell'utente. Utilizzando il nostro sito l'utente acconsente a tutti i cookie in conformità con la Normativa sui Cookie.   Leggi tuttoOk