Grecia: gli obiettivi SDG come strumento per uscire dalla crisi economica?

Grecia: gli obiettivi SDG come strumento per uscire dalla crisi economica?

14 Giugno 2018

Grecia: gli obiettivi SDG come strumento per uscire dalla crisi economica?

ROMA, 8 giugno 2018 (IPS) - Sette anni dopo essersi trovata sull'orlo del collasso finanziario, la Grecia inizia a intravedere i primi segnali di ripresa. I conti economici sono nettamente migliorati, e su questo non mancano le informazioni. Ben poco si sa invece su altre questioni, come le conseguenze della crisi che il popolo greco sta ancora pagando.

Negli ultimi anni il Paese ha fatto buoni passi avanti. Per la prima volta dal 2011, i conti economici sono così incoraggianti che il Paese guarda con un certo ottimismo ad agosto 2018, quando terminerà definitivamente l'ultima fase degli aiuti europei.

Nei primi nove mesi del 2017 è stato registrato un surplus del 2,2% del PIL, contro un surplus dell'1,75% imposto dall'Unione Europea. La crescita del PIL è stata dell'1,9% nel 2017 e le stime mostrano che raggiungerà il 2,5% nel 2018.

L'aumento delle esportazioni è tra le leve più importanti della ripresa. In particolare, fanno da volano alla crescita la produzione e vendita di liquori, e l'industria automobilistica. Il turismo rimane un pilastro dell'economia greca. Nel 2017 è cresciuto del 17% rispetto all'anno precedente.


Nonostante questi segnali positivi, la situazione che si respira sul campo non è così rosea come potrebbe sembrare. Il potere d'acquisto della popolazione è calato di circa il 29%, mentre la disoccupazione ha toccato il 23% per i lavoratori adulti e la cifra record del 40% tra i giovani. La Grecia potrebbe non rischiare quel default che si temeva qualche anno fa, ma la gente comune si trova a dover affrontare sfide immani anche solo per soddisfare alcuni bisogni primari, come pagare gli affitti e le bollette.


Per le persone in generale, la crisi è tutt'altro che scomparsa. Ma pur vivendo in questa congiuntura dominata da alti tassi di disoccupazione e incertezza per il futuro, il popolo ellenico è tornato a vedere nella terra una fonte di sostentamento.



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L'agricoltura, tra tutti, è il settore che ha meno patito la crisi e ha sempre mostrato segni (relativamente) positivi. Secondo la Confederazione panellenica dei sindacati di cooperative agricole, durante i primi anni della crisi, tra il 2008 e il 2010, l'agricoltura ha creato 32.000 nuovi posti di lavoro, presi in gran parte da cittadini di nazionalità ellenica.

Chi possedeva un appezzamento di terreno, in alcuni casi ereditato, su una piccola isola o in campagna, ha deciso di voltare le spalle alla drammatica situazione di Atene e di far ritorno alla terra, trovando lavoro nell'ecoturismo o in agricoltura.

Nello stesso periodo sono inoltre triplicate le iscrizioni ai corsi di laurea inerenti l'agricoltura. Occorre dire tuttavia che la maggioranza di coloro che hanno deciso di abbandonare le aree urbane per andare a vivere e a lavorare in quelle rurali ha un'età compresa tra i 40 e i 60 anni. La maggior parte di queste persone ha perso il lavoro poco prima della pensione, mentre era in procinto di riceverla.

Secondo il Food Sustainability Index (FSI) 2017, l’indice sulla sostenibilità alimentare nato dalla collaborazione tra la Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN) e l'Economist Intelligence Unit con l'obiettivo di "promuovere la conoscenza sulla sostenibilità alimentare", la Grecia ha un punteggio positivo nella categoria dell’agricoltura sostenibile.

Il Food Sustainability Index (FSI) classifica 34 Paesi in base alla sostenibilità dei loro sistemi alimentari. L'obiettivo dell’indice FSI è evidenziare le criticità in tre aree tematiche principali: perdite e sprechi alimentari, agricoltura sostenibile e sfide nutrizionali. La Grecia, nonostante si collochi solo a metà classifica per quanto riguarda le perdite e gli sprechi alimentari, e nonostante abbia un punteggio relativamente basso nelle politiche contro gli sprechi alimentari, "ha ottenuto ottimi risultati nell'agricoltura sostenibile, e risultati altrettanto buoni nella categoria qualità dell'aria (emissioni di gas serra), così come in sotto-indicatori quali la diversificazione del sistema agricolo, la proprietà della terra e la sostenibilità dei prelievi in acquifero, che nell'insieme hanno contribuito a conquistare un punteggio di tutto rispetto nelle categorie relative al suolo e all'acqua".

Se si leggono tali risultati pensando alla situazione di carenza idrica in cui versa il Paese, il brillante punteggio ottenuto nel settore agricolo acquista un'importanza ancora più rilevante. Sono infatti ben 6 i mesi di carenza idrica in Grecia, sempre secondo i dati del Food Sustainability Index (FSI), ma nonostante questi impedimenti il Paese è stato capace di ottenere risultati di tutto rispetto nel settore.

Non sorprende pertanto che la Grecia abbia recentemente mostrato interesse nel condividere le proprie elevate competenze e l'alto grado di innovazioni tecnologiche dimostrato nel campo dell'agro-tecnologia con il Qatar, nel tentativo di sviluppare e sostenere il settore agricolo e in particolare le iniziative di autosufficienza in campo agricolo di questo piccolo Paese del Golfo.

Il terzo piano di salvataggio della Grecia scadrà ad agosto del 2018 e il Paese intende tornare a percorrere un cammino di crescita dopo anni di crisi e incertezze. Durante il quarto Agricultural Business Summit tenutosi a Larissa (GR) il 3 maggio 2018, organizzato dal prestigioso settimanale The Economist con il patrocinio del Ministero greco dello Sviluppo rurale e dell'alimentazione, esperti e responsabili politici si sono riuniti per discutere le priorità e le sfide da affrontare per il 2018 e gli anni a venire nel campo dell'agricoltura e dei business collegati.

Gli analisti hanno discusso in merito al potenziale ruolo di guida che la Grecia potrebbe assumere nell'Europa sud-orientale e si sono domandati se il settore agroalimentare ellenico sia in grado di trasformare l'incertezza in stabilità, competitività e crescita.

È difficile prevedere con esattezza cosa succederà nei prossimi mesi e anni, ma il fatto che l'establishment greco (mondo accademico, imprese, responsabili politici, ecc.) stia dimostrando la propria volontà di agire e di implementare una roadmap concreta di interventi in linea con l'Agenda SDG per porre fine alla crisi, dimostra che il Paese crede fortemente nell'Agenda 2030, che può diventare il volano per far ripartire la crescita.

Un altro studio, pubblicato per conto del Consiglio delle Imprese per lo sviluppo sostenibile della Federazione ellenica delle imprese (SEV) e condotto dal team Climate Change and Sustainability Services di Ernst & Young in Grecia, ha messo in luce "l'attuale situazione riguardo il livello di consapevolezza, prontezza e disponibilità delle aziende greche a integrare gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) nella loro strategia". Uno dei più importanti risultati dello studio fa guardare con un certo ottimismo al futuro della Grecia.

Per quanto riguarda infatti il livello di consapevolezza, prontezza e disponibilità delle aziende greche a implementare gli SDG, è emerso dallo studio che "i dirigenti di più alto livello, a prescindere dalle dimensioni dell'azienda, hanno una conoscenza molto profonda delle dinamiche dello sviluppo sostenibile legate agli Obiettivi. L'impegno e la consapevolezza dei quadri intermedi riguardo tali questioni dello sviluppo sostenibile legate agli Obiettivi costituiscono un fattore determinante per l'implementazione efficace degli obiettivi stessi".

A partire da agosto 2018, il sistema economico della Grecia dovrà ricominciare a camminare con le proprie gambe. Molti analisti ritengono che l'impegno profuso dalle autorità greche negli ultimi anni a livello di pianificazione e implementazione di un'agenda all'insegna della sostenibilità aiuterà Atene a crescere già nell'immediato futuro senza più bisogno del sostegno dell'UE e del Fondo Monetario Internazionale.

Entro la fine del 2018 avremo in ogni caso le prime risposte a questo dilemma e le elezioni del 2019 ci diranno anche se il popolo greco avrà apprezzato gli sforzi fatti dal governo nel corso degli ultimi anni, o se li avrà ritenuti inadeguati o insufficienti.

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su www.ipsnews.net

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