15.000 scienziati di 184 Paesi lanciano un appello per la sostenibilità ambientale

15.000 scienziati di 184 Paesi lanciano un appello per la sostenibilità ambientale

15.000 scienziati di 184 Paesi lanciano un appello per la sostenibilità ambientale

Esattamente un quarto di secolo fa, 1.700 scienziati firmarono un documento per mettere in guardia l’umanità dai danni che stava causando al Pianeta e al suo ecosistema e per spingere a pratiche di sostenibilità ambientale. Oggi i problemi denunciati allora sono ancora presenti e il sistema di produzione alimentare contribuisce ad acuirli: lo afferma un secondo appello che questa volta raccoglie il consenso di migliaia di esperti di tutto il mondo.

Sono passati 25 anni da quando la Union of Concerned Scientists , l’associazione nata durante la guerra del Vietnam per promuovere il coinvolgimento degli scienziati nel dibattito politico, riunì 1700 scienziati, tra i quali numerosi premi Nobel, per lanciare un avvertimento sull’impatto ambientale della civiltà moderna attraverso la pubblicazione di un documento intitolato World scientists’ warning to humanity. «È necessario cambiare atteggiamento nei confronti della difesa del Pianeta e della vita in esso contenuta se si vuole evitare un’immensa miseria umana» scrissero gli esperti per rafforzare il messaggio.

Il documento puntava l’attenzione su questioni che, un quarto di secolo dopo, sono ancora al centro del dibattito sulla sostenibilità ambientale e sono anche il cuore dei 17 Sustainable development goals promossi dalle Nazioni Unite: l’effetto serra e l’alterazione dell’atmosfera (che ha contribuito al riscaldamento globale); 

image

la scarsità di acqua; la distruzione degli ecostistemi oceanici (necessari sia al mantenimento della biodiversità sia alla produzione alimentare); lo sfruttamento sconsiderato del suolo per produzioni agricole prive di sostenibilità ambientale; la deforestazione; la perdita di specie viventi (animali e vegetali) e infine la sovrappopolazione e i suoi effetti sulla necessità di cibo ed energia.

«Dal 1992, con la sola eccezione della stabilizzazione dello strato di ozono, l’umanità non è riuscita a progredire a sufficienza nel risolvere queste sfide ambientali del futuro e, cosa allarmante, molti di questi problemi sono peggiorati» spiega sulla rivista Bioscience un gruppo di oltre 15.000 scienziati di 184 Paesi in un secondo appello che intende celebrare il quarto di secolo trascorso dall’originale e dalle sue previsioni di impatto ambientale, e suggerire strategie per il futuro, nel filone dei Sustainable development goals. «È particolarmente inquietante l’attuale traiettoria, potenzialmente catastrofica, del cambiamento climatico dovuta all’aumento dei gas serra legati al consumo di carburanti fossili, alla deforestazione e alla produzione alimentare, in particolare per l’allevamento dei ruminanti destinati al consumo di carne». 

image

Secondo gli esperti di oggi, che guardano con inquietudine ai mancati interventi del passato, cibo e produzione agricola sono al centro del dibattito sulla sostenibilità ambientale delle civiltà mderne e sono quindi responsabili sia del problema sia della sua soluzione.


Il ruolo delle donne e la produzione alimentare


Gli scienziati del 1992, però, non erano sono limitati a mostrare i problemi di impatto ambientale, ma avevano anche proposto soluzioni che l’umanità non è stata ancora capace di implementare fino in fondo, ma che restano valide. «Dobbiamo riportare sotto controllo le attività che danneggiano l’ambiente, restaurare e  proteggere l’integrità dei sistemi terrestri da cui dipendiamo» recitava la prima, più importante raccomandazione di sostenibilità ambientale, a cui facevano seguito gli inviti a maneggiare le risorse necessarie alla vita umana in modo più efficiente, a stabilizzare la popolazione del Pianeta, a eliminare la povertà e ad annullare il gender gap, garantendo alle donne autonomia decisionale, come previsto anche dai Sustainable development goals

E proprio l’emancipazione femminile è un traguardo ancora lontano, che potrebbe però influenzare indirettamente gli altri obiettivi. 


image

Il Progetto Drawdawn , un piano in 100 azioni per contrastare il cambiamento climatico compilata da un team di oltre 200 esperti da tutto il mondo, la indica come uno degli interventi più efficaci: il suo impatto ambientale sul riscaldamento globale varrebbe più del doppio della transizione dell’intera produzione energetica mondiale dal fossile al solare. 

Alfabetizzare le donne (sono oltre 20 i Paesi nel mondo dove meno della metà delle donne sa leggere e scrivere, contro 7 Paesi dove dove tale percentuale riguarda anche gli uomini) significa dare loro accesso alle informazioni sul controllo del proprio corpo e della produzione economica, in primo luogo della produzione alimentare legata al sostentamento della famiglia. In tal modo si riducono le gravidanze indesiderate e la mortalità infantile, con un impatto sul contenimento della popolazione mondiale superiore a qualsiasi altra proposta di intervento.

Anche il sistema di produzione alimentare ha un ruolo importante nella partita per la sopravvivenza del Pianeta. 


image

Il cibo, la sua produzione e il suo consumo uniscono, come una sorta di fil rouge, la maggior parte dei Sustainable development goals. Con opportune azioni di policy, un sostegno allo sviluppo tecnologico e scientifico in agricoltura, e con l’accesso alle risorse economiche e lo sviluppo delle capacità degli agricoltori, è possibile sovvertire l’attuale modalità di produzione e il suo impatto sull’ambiente. Anche il singolo può fare la sua parte, per esempio agendo come un consumatore responsabile e consapevole, adottando diete sane e sostenibili e, infine, riducendo lo spreco alimentare.

Approfondisci gli argomenti correlati:

Scopri di più su cibo e sostenibilità

Questo sito web utilizza i cookie per migliorare l'esperienza dell'utente. Utilizzando il nostro sito l'utente acconsente a tutti i cookie in conformità con la Normativa sui Cookie.   Leggi tuttoOk