Gli chef del mondo uniti per la salute, l’uguaglianza e la sostenibilità

Gli chef del mondo uniti per la salute, l’uguaglianza e la sostenibilità

22 Dicembre 2020

Gli chef del mondo uniti per la salute, l’uguaglianza e la sostenibilità

Con la loro influenza gli chef, protagonisti di un settore duramente colpito dalla pandemia, possono aiutare ad abbattere molte barriere, anche economiche, e diffondere il rispetto dell’ambiente e dei diritti delle persone.

La strada verso un Pianeta più sostenibile passa anche dalle mani, o meglio dalle cucine, degli chef di tutto il mondo. Attraverso il loro modo di agire, i prodotti che scelgono di comprare e di proporre alle loro tavole, possono fare la differenza. Un pensiero che accomuna i diversi chef di fama internazionale che hanno partecipato al Forum Resetting the Food System from Farm to Fork, promosso da Fondazione Barilla e Food Tank. Uno sguardo sul mondo della ristorazione da parte di alcuni dei suoi principali attori, che, invece di abbracciare tematiche come il gusto e le tecniche culinarie, si è concentrato sulle diverse aree che, se correttamente orientate, possono essere un prezioso contributo per la società, la salute e la sostenibilità. Un compito che si rivela più che mai importante oggi, in un momento in cui il mondo sta combattendo la pandemia Covid-19. 

Abbiamo visto come la Terra sia guarita e si sia ripresa durante la pandemia solo perché per un breve periodo di tempo abbiamo smesso inquinare eccessivamente” ha evidenziato Asma Khan, chef e fondatrice del ristorante Darjeeling Express a Londra, in un intervento precedente il panel dedicato agli chef. Con il Covid-19 le persone si sono rese conto di essere ugualmente vulnerabili e di non vivere isolati. Per cui tutti devono contribuire alla comunità e consumare meno. “Per chi ora sta aprendo un’azienda alimentare o sta iniziando a interessarsi a un qualsiasi aspetto legato al cibo, siate rispettosi della Terra e vedete ciò come un’occasione per fare la differenza. Ne sarete ripagati, anche in termini di business” è l’appello lanciato da Khan.


Chef in prima linea 

Per Massimo Bottura, chef e proprietario dell’Osteria Francescanagli chef possono spingere le politiche pubbliche, l’opinione pubblica e possono fare la differenza per le loro comunitàil Pianeta e il futuro del cibo. “Quando uno chef ottiene notorietà, può effettivamente influenzare molte più persone di quelle che cenano nel suo ristorante” ha spiegato Danny Meyer, fondatore e CEO dello Union Square Hospitality Group. Uno chef che crede in quello che compra usa e cucina spronerà le persone a coltivarlo e produrlo con fiducia. Secondo Tanya Holland, chef e proprietaria del Brown Sugar Kitchen, grazie alle piattaforme multimediali gli chef possono raggiungere sempre più persone e mostrare i loro valori di sostenibilità. “Possiamo aiutare a usare la nostra influenza per abbattere molte barriere, confini economici e porte chiuse” ha affermato Bobby Chinn, chef, conduttore televisivo e ristoratore, per il quale è importante utilizzare prodotti locali, organici, non trattati con sostanze chimiche, vegetali e che possano essere cucinati poche ore dopo la raccolta in modo da massimizzarne il valore nutritivo e ridurre l’impronta del carbonio


Nel rispetto di salute e diritti

La stragrande maggioranza dei decessi da Covid-19 è legata a condizioni sottostanti, molte delle quali, come ha notato Dan Barber, chef e comproprietario di Blue Hill e Blue Hill at Stone Barns, sono in parte legate all’alimentazione, come il diabete di tipo 2, l’obesità e alcune condizioni cardiache. Lo chef ritiene che l’attuale sistema alimentare stia uccidendo, in un modo che non si è ancora compreso del tutto, quelle popolazioni che non possono spendere di più per il cibo. 

Ma il rispetto dell’ambiente non può non essere accompagnato da quello dei diritti dei lavoratori del settore. Anche in quest’ambito gli chef possono dare il loro contributo, tentando di ridurre i divari tra le persone e dando spazio a chi di solito ne ha poco. Come, per esempio, è solito fare Chinn, che assume molte donne e che di recente si sta concentrando sui ragazzi svantaggiati, o come la stessa Khan, che all’inizio del prossimo anno creerà una scuola di mentoring per spronare le donne, troppo spesso sottovalutate, a essere leader nel settore. 

Cucinare è un atto d’amore e ora cucinare è una appello ad agire” conclude Bottura, anche alla guida del Refettorio Ambrosiano a Milano, un esempio di lotta allo spreco e di valore sociale.

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